Elezioni in Sassonia-Anhalt, l'AfD minaccia di chiudere la tv pubblica

L'estrema destra tedesca vorrebbe aprire un media in linea con il partito. Parla il direttore dell'emittente pubblica: «Ai cittadini serve una visione che unisca»
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September 4, 2026
Una grande parabola televisiva bianca puntata verso il cielo
Una parabola satellitare del Mitteldeutscher Rundfunk, la radio-televisione pubblica che copre l'area della Germania centrale e la cui esistenza è ora minacciata dall'AfD © Florian Siebeck / Wikipedia Commons
Il conduttore, seduto dietro alla scrivania, lancia un servizio del telegiornale. Alle sue spalle campeggia il logo della tv, Mitmachen statt meckern (“Partecipare anziché lamentarsi”). Qualche frazione di secondo, neanche il tempo di intuire le prime parole, e il lancio viene interrotto da interferenze elettromagnetiche. Un sibilo improvviso, lo schermo sfarfalla per un po’, poi va in nero. Eppure, l’oscuramento non è dovuto né a un segnale scarso né all’utilizzo di un televisore analogico, ma è un monito che il Mitteldeutscher Rundfunk (MDR), la radio-televisione pubblica della Sassonia-Anhalt, ha voluto lanciare ai cittadini tedeschi: Ulrich Siegmund, candidato dell’AfD per le elezioni di domenica nel land, ha detto che in caso di vittoria taglierà i finanziamenti e chiuderà la sezione locale dell’MDR. Dal Secondo dopoguerra, il sistema radio-televisivo tedesco è volutamente decentralizzato, affinché nessun governante possa abusarne come era accaduto con la propaganda hitleriana. Per questo motivo, chiudere l’MDR in Sassonia-Anhalt significherebbe privare due milioni di tedeschi di un servizio informativo essenziale. Al suo posto, Siegmund vorrebbe aprire un'emittente che trasmetta contenuti in linea con l’ideologia del partito, sempre che la Costituzione lo permetta in ultima istanza.
«Per noi non è stata una presa di posizione facile, perché come giornalisti abbiamo il dovere di restare imparziali», dice ad Avvenire Tim Herden, direttore dell’MDR in Sassonia-Anhalt. «Fino a poco tempo sostenevamo che la nostra tv non dovesse essere coinvolta nella campagna elettorale. Ora, però, siamo diventati uno dei temi». Per rispondere alle minacce dell’AfD, l’emittente ha scelto la strada della chiarezza: nessuna indicazione di voto, ma una dimostrazione inequivocabile di quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi. Questi tempi difficili, per Herden e i suoi, sono stati anche un’occasione per riflettere sulle cause che hanno portato all’avanzata dell’estrema destra nel land: «I nostri cittadini hanno bisogno di una visione che li unisca, che deve essere offerta dagli altri partiti e soprattutto dal governo. Ma questo non sta accadendo», riflette il direttore. Poi fa un mea culpa: nei recenti periodi di crisi economica la radio-televisione avrebbe messo in secondo piano il proprio ruolo di intermediario tra la politica e i cittadini. «Anche se noi – aggiunge Herden - stiamo provando da tempo a proporre un formato, Fakt ist, in cui le persone comuni possono fare le loro domande ai politici». A fine agosto, l’MDR ha diffuso un documentario intitolato Land unter Druck, 50 Stimmen aus dem Volk (“Un Paese sotto pressione, cinquanta voci dalla gente”). Nel servizio, girato in tre land dell’ex Germania Est tra cui la Sassonia-Anhalt, alcuni cittadini impegnati nella società (sindacalisti, allenatori, agricoltori e anche parroci) raccontano le difficoltà quotidiane che devono affrontare, primi fra tutti il dedalo della burocrazia e l’incomunicabilità tra i piccoli centri e le istituzioni. In risposta, il reportage dà voce alle proposte concrete dei cittadini. Ne emerge un’idea di democrazia costruttiva e consapevole, la stessa per la quale l'ex cancelliera Angela Merkel ha detto nei giorni scorsi che «dobbiamo combattere come mai prima d'ora».
La radio-televisione pubblica non è l’unica istituzione minacciata dall’AfD in Sassonia- Anhalt. Nel suo programma elettorale, Siegmund afferma l'intenzione di tagliare i contribuiti alle Chiese e di non permettere più alle comunità religiose di offrire asilo ai migranti. Se l’AfD dovesse governare, anche le scuole dovrebbero rivedere le loro politiche di inclusione e aprire classi-ghetto per alunni con disabilità o di origine straniera. Negli ultimi mesi, Siegmund ha attaccato persino il Bauhaus Dessau, il complesso edilizio patrimonio Unesco, in Sassonia-Anhalt, espressione del movimento artistico e architettonico che fu bollato dai nazisti come “arte degenerata”.

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