I missili sull'elicottero danese, il drone abbattuto dai jet italiani: la strategia della tensione di Mosca
Il velivolo di Copenaghen era in acque internazionali quando da una fregata russa sono partiti due razzi bengala. In Lituania incidente con gli aerei Nato. Altri incidenti alla frontiera con la Polonia

Un elicottero danese solo per un soffio non abbattuto da una fregata russa. Un drone probabilmente di Mosca centrato da un caccia italiano in Lituania. Appena due giorni dopo l’attacco a un treno a due chilometri dal confine polacco, le tensioni tra Mosca e la Nato continuano a esasperarsi, in un’escalation sempre più pericolosa. Il primo incidente è forse il più spettacolare: solo per miracolo un elicottero di Copenaghen in acque internazionali a largo della Danimarca non è stato abbattuto da due razzi bengala sparati da una fregata russa che il velivolo stava osservando. E questo, ha sottolineato il ministro della Difesa danese Jeppe Bruus, senza alcun tipo di avvertimento da parte russa prima di sparare. «Un’azione irresponsabile» inveisce la premier danese Mette Fredriksen. «Le azioni russe – tuona – mirano a seminare paura e discordia. La nostra risposta sarà di essere ancora più compatti tra noi e di rafforzare la difesa della Danimarca e dell’Europa». «Un comportamento inaccettabile» ha tuonato il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte. Mosca, avverte anche il ministro Bruus, «ha aumentato la sua volontà ad assumersi rischi su quanto noi siamo disposti a spingerci» per reagire. In altre parole: la Russia sempre più “testa” le reazioni dell’Alleanza. L’ambasciatore russo a Copenaghen, Vladimir Barbin, convocato dal governo danese, ha invece accusato il Paese scandinavo di «manovre pericolose».
E poi c’è il drone che ha violato lo spazio aereo lituano, in arrivo dalla Bielorussia. Lunedì sera, questa è la ricostruzione del ministero della Difesa italiano, «due caccia Eurofighter F-2000 della Task Force aerea “Baltic Thunder III” dell’Aeronautica Militare sono decollati in modalità “scramble” (decollo immediato ndr) nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza, in seguito alla violazione dello spazio aereo lituano da parte di un drone. Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota, neutralizzandolo nel rispetto delle procedure operative previste dall’Alleanza». Più tardi lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato «probabile» che si tratti di un velivolo russo. Intanto il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys ha inviato una nota di protesta a Minsk. Altri incidenti in cui per ora non ci sono piste ufficiali che portino a Mosca hanno interessato Germania e Paesi Bassi. La società olandese di gestione della linea ferroviaria Pro Rail ha dichiarato che sono stati rinvenuti tubi e altri oggetti di vario genere in 30 località in tutto il Paese. I treni nelle vicinanze dei blocchi ferroviari sono stati fermati e si sono registrati gravi disagi anche nei servizi internazionali verso Berlino. Allo stesso tempo, proprio in Germania, è scattata la ricerca dei detriti di un drone che si ritiene sia precipitato vicino al lago Steinhude, nella regione di Hannover, a solo un chilometro dalla base aerea della Bundeswehr di Wunstorf, come riportato da Bild. La testata tedesca sostiene che alcune parti del drone sono già state ritrovate, ma gli investigatori sperano di recuperarne altre «per escludere una potenziale minaccia» e risalire a chi si cela dietro l’operazione.
La tensione è alle stelle. A gettare benzina del fuoco lo stesso ministero della Difesa russo, che oggi ha pubblicato il video di un nuovo attacco con un drone di nuova generazione “Geran-5” nei pressi della frontiera polacca. Nella notte tra lunedì e martedì, afferma il ministero, sono stati colpiti obiettivi «dell’infrastruttura ferroviaria utilizzati per il trasporto di merci di natura militare provenienti dai Paesi europei». Varsavia ha rafforzato intanto la protezione dei posti di confine, mentre da Mosca le arrivano minacce dirette: se la Polonia «entrasse in ostilità con la Russia – ha detto Nikolai Patrushev, consigliere di Putin, «lo Stato polacco cesserebbe di esistere in 2 o 3 giorni».
Certo è che per ora della tregua energetica tra Russia e Ucraina annunciata da Trump non c’è traccia. Secondo le autorità ucraine, la Russia ha lanciato 200 droni contro Kiev e altre città, colpendo due stazioni di servizio nella capitale. L’Ucraina, dal canto suo, ha colpito una raffineria nella regione russa di Samara, sul Volga, e impianti di produzione nelle regioni di Taganrog e Oryol. «La Russia – ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – continua ad attaccare il nostro settore energetico, obiettivi logistici e infrastrutture critiche. La nostra risposta è tangibile». Almeno, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha annunciato che vedrà la controparte Usa Marco Rubio durante l’Assemblea generale dell’Onu. La ripresa di colloqui trilaterali (non a livello di leader), ha detto, «è possibile».
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