Guerra all'Iran, rasa al suolo la casa di Khamenei. Mosca: aggressione immotivata

L'ayatollah Khamenei portato in una località sicura, ucciso un suo consigliere. Esplosioni in Bahrein, dove è stata colpita una base americana, ed Emirati Arabi. Alta tensione tra i Paesi del Golfo. Il presidente Trump: difendiamo gli americani, il regime non avrà mai il nucleare. Padre Faltas: in Terra Santa paura come per il 7 ottobre
February 28, 2026
Guerra all'Iran, rasa al suolo la casa di Khamenei. Mosca: aggressione immotivata
Cittadini iraniani cercano informazioni dopo i primi bombardamenti a Teheran / Afp
Due colonne di fumo nero squarciano il mattino di Teheran, mentre almeno tre forti esplosioni colpiscono il centro della capitale. È stato questo il segnale dell'attacco congiunto lanciato da Israele e Usa contro l'Iran. Immediata la risposta del regime, che a sua volta ha lanciato almeno due ondate di missili verso Israele, facendo entrare in funzione le sirene d'allarme a Tel Aviv. Ma le difese antiaeree israeliane hanno finora abbattuto tutti gli ordigni. I soccorsi sono però intervenuti per aiutare alcune persone rimaste ferite durante la corsa verso i rifugi, o perché colpite da crisi d'ansia. Più tardi si sono tuttavia sentite forti esplosioni nell'area di Tel Aviv. Ma Teheran ha deciso di colpire anche i Paesi del Golfo, dove ci sono basi americane. Fumo si è levato a Juffair, in Bahrein, ma un'esplosione è stata segnalata anche a Abu Dhabi. Si tratta di un'escalation continua: in Bahrein è stata colpita anche la base della Quinta flotta Usa.
L'annuncio dell'offensiva era arrivato dal ministro della Difesa Israel Katz: «Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato». Il ministro ha anche aggiunto che «verrà imposto uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele». Ma a fianco di Tel Aviv sono scesi in campo anche gli Usa: si tratta dunque di un attacco congiunto contro il regime. Decine di caccia, secondo un funzionario americano citato dal New York Tomes, sono partiti dalle portaerei e dalle basi in Medioriente: gli attacchi sono in corso.  «Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano» afferma Donald Trump in un video pubblicato su Truth. «Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari».
Secondo le prime informazioni, sarebbe stato colpito il complesso del Ministero dell'Intelligence in via Shahid Araghi, nel nord-est di Teheran. Gli attacchi hanno preso di mira anche l'area in cui si trovano una residenza del leader supremo Ali Khamenei, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e l'ufficio presidenziale. Khamenei sarebbe stato portato in una località "sicura", mentre la sua abitazione sarebbe stata rasa al suolo e un suo consigliere ucciso. Colpito anche l'aeroporto. Ma la situazione è in rapida evoluzione, a Teheran si vivono ore di grande angoscia e confusione.  Esplosioni si sono sentite anche a Isfahan e in diverse altre città dell'Iran, come Qom, Karaj, e Kermanshah: lo ha riferito l'agenzia Fars.
Dal punto di vista delle relazioni internazionali, va segnalata la presa di posizione della Russia. Il ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi degli Usa e di Israele all'Iran come «un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale».
Da Gerusalemme arriva la testimonianza drammatica di padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole di Terra Santa: «Sono suonate le sirene. È aumentata la tensione e la paura in tutta la Terra Santa. Come il 7 ottobre 2023, come oggi era sabato, stiamo vivendo il terrore di una violenza che non non ha mai abbandonato questa terra. Come quel tragico giorno, l'annuncio di un attacco attraverso il suono delle sirene, è arrivato mentre i bambini cantavano l'inno della scuola prima di entrare in classe. Ho visto il terrore nei loro occhi e ho sentito la loro voce tremare, fa male non poterli rassicurare ed è sempre più difficile dire loro di stare tranquilli e di non avere paura».
L'attacco all'Iran segue ad alcuni giorni di tentativi diplomatici falliti, tanto che venerdì sera il presidente Usa Donald Trump aveva ammesso che l'amministrazione Usa doveva prendere «una decisione importante» riguardo a Teheran. I rappresentanti del governo di Teheran «sono persone molto difficili», ha insistito Trump, in un momento segnato da negoziati bilaterali e dalla «crescente possibilità» che Washington bombardasse la Repubblica islamica.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva parlato di «Stato che pratica detenzioni illegittime. Il regime iraniano deve smettere di prendere ostaggi e rilasciare tutti gli americani ingiustamente detenuti, passi che potrebbero porre fine a questa designazione e alle azioni associate", ha detto il segretario di Stato americano in una nota.
La Cina stessa ventiquattr'ore fa aveva consigliato «ai cittadini cinesi attualmente presenti in Iran di rafforzare le misure di sicurezza e di evacuare il prima possibile», in considerazione di un «significativo aumento dei rischi per la sicurezza esterna».

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