Cos'è il Gaokao, il (difficilissimo) test di ammissione alle università cinesi

Un esercito di 12,9 milioni di ragazzi affronterà la fatica finale. Dall'esito della prova può dipendere il loro intero futuro. Gli atenei cinesi "dominano" l'Asia
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June 4, 2026
Studenti delle scuole superiori e le loro famiglie posano per le foto dopo aver sostenuto il Gaokao a Pechino nel 2025
Studenti delle scuole superiori e le loro famiglie posano per le foto dopo aver sostenuto il Gaokao a Pechino nel 2025/ ANSA
Una manciata di punti in più (o in meno) possono decidere il futuro di uno studente. Aprirgli le porte alle migliori università del Paese o, invece, relegarlo nelle meno prestigiose. Una cosa è certa: l'esame nazionale di ammissione all'università, noto anche come Gaokao, è un passaggio fondamentale (ed estenuante) nella vita di milioni di studenti cinesi. Come ha fatto sapere il ministero dell’Istruzione di Pechino, quest’anno, a partire dal 7 giugno, un esercito di 12,9 milioni di ragazzi affronteranno la fatica finale che arriva dopo dodici anni di preparazione, scanditi da centinaia, se non migliaia, di simulazioni d'esame. In sostanza, “il sistema educativo cinese è un sistema di esami, e il Gaokao la sua prova culminante”. Il tutto sarà accompagnato da rigidi sistemi di controllo. Come riportato da China Daily, “saranno avviate campagne speciali per contrastare la vendita di dispositivi per copiare, la sostituzione di persona durante gli esami e le pratiche irregolari da parte di istituti di preparazione e formazione. Il ministero fornirà inoltre indicazioni alle autorità locali per prevenire e contrastare le frodi ad alta tecnologia e promuoverà attivamente l'uso di sistemi intelligenti di monitoraggio e ispezione”.
Ma come funziona il Gaokao? Si tratta di un sistema d'esame altamente strutturato, che vaglia le conoscenze degli studenti in pochi giorni. Gli alunni vengono valutati sulle materie principali: letteratura cinese, matematica e una lingua straniera, quasi sempre l'inglese. Oltre alle materie principali, gli studenti scelgono indirizzi opzionali. Oltre il 60% degli studenti delle scuole superiori sceglie l'indirizzo scientifico. L'esame si svolge una volta all'anno, all'inizio di giugno, solitamente dal 7 al 9 giugno (con alcune province che lo estendono fino al 10 giugno). Ogni prova disciplinare dura tra i novanta minuti e le due ore e mezza, per un totale di due o quattro giorni consecutivi di esami.
Il punteggio totale varia a seconda della provincia, ma in molte regioni il punteggio massimo è di 750. Le università stabiliscono punteggi minimi rigorosi per l'ammissione. Entrare nei più grandi (e prestigiosi) atenei del Paese può garantire un lavoro stabile e ben retribuito. Siamo insomma davanti a uno strumento fondamentale per la mobilità sociale. Ma non solo: come scrive l’Harvad University Press, “l''impero degli esami cinese plasma non solo i destini individuali, ma anche lo sviluppo economico, la struttura politica e i valori sociali del Paese”.
L’importanza del test è strettamente intrecciata a quella del sistema educativo cinese, la cui ascesa parte da lontano. Come scrive il sito AcademicJobs, “il settore dell'istruzione superiore cinese si è espanso rapidamente dalla fine degli anni '90, con un numero di studenti iscritti che è passato da meno di 10 milioni a oltre 40 milioni oggi”. Il risultato è tangibile e certificato dalla “misurazioni”: “un’eccellenza accademica indiscutibile, guidata da investimenti strategici e da una forte attenzione all'innovazione nella ricerca. Le università cinesi dominano ancora una volta la classifica Times Higher Education Asia University Rankings 2026, mantenendo la vetta in un contesto di crescente competizione nella regione. L'Università Tsinghua conserva il primo posto, mentre la Cina continua a detenere cinque delle prime 10 posizioni e 20 delle prime 50.
"La Cina - ha spiegato Simon Marginson, professore di istruzione superiore presso le università di Bristol e Oxford - continua a scalare tutte le classifiche a livello globale e regionale, indipendentemente da come siano costruite, e soprattutto – e in modo spettacolare – nella classifica di Leiden, che valuta la produzione scientifica e le citazioni, e che rappresenta il miglior indicatore della potenza scientifica pura, perché il suo governo dà priorità agli investimenti nazionali in scienza, tecnologia e università di ricerca. Le prestazioni della ricerca, in particolare, sono strettamente correlate ai finanziamenti governativi, e lo sono sempre state".

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