La neonata di due giorni soccorsa in mare con la madre: ora è a Lampedusa

I migranti erano a bordo di un barchino in vetroresina partito dalla Libia il giorno prima. Nel gruppo, messo in salvo dalla Ong Sos HumanityOne, anche sei minori e sei donne. Avranno ancora tre giorni di navigazione prima di arrivare a Napoli, il porto sicuro assegnato dalle autorità italiane
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July 18, 2026
La neonata di due giorni soccorsa in mare con la madre: ora è a Lampedusa
La piccola soccorsa dalla Ong Sos HumanityOne lungo la rotta del Mediterraneo centrale / Barbara Sartore, HumanityOne
«Un bambino di due giorni non dovrebbe passare i suoi primi giorni di vita a fuggire nel Mediterraneo» racconta Barbara Sartore a bordo della nave Ong HumanityOne che venerdì mattina ha soccorso una cittadina somala e la sua piccola, nata da due giorni, che erano a bordo di un’imbarcazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale. La donna con la neonata era su una piccola imbarcazione in vetroresina insieme a un gruppo di altre dieci persone. Per lei e la piccola è stata subito disposta l’evacuazione sanitaria: dalla nave Ong sono state trasbordate sulla motovedetta della Guardia costiera che le ha condotte a Lampedusa.
«Quando abbiamo avvistato l’imbarcazione abbiamo visto che c’era molta agitazione a bordo – spiega Barbara –. C’era un forte odore di benzina, a bordo erano in dodici, tra cui sei donne, sei minori e la neonata di appena due giorni. Ci hanno raccontato che erano partiti dalla Libia il giorno prima, per cui la neonata deve essere nata subito, poco prima della partenza. La donna era sola, senza marito, non accompagnata. Appena li abbiamo soccorsi, abbiamo capito che la neonata aveva bisogno di cure e che andava assistita anche la madre. Perciò abbiamo avvisato il centro sanitario e la Guardia costiera». I migranti soccorsi provengono da Somalia, Egitto e Sud Sudan.
Ora la nave della Ong sta facendo rotta verso Napoli, a quasi 800 chilometri di distanza, il porto sicuro assegnato dalle autorità italiane. «Arriveremo a Napoli lunedì mattina – conclude Barbara –, tre giorni dopo il salvataggio in mare».

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