Dall’Irlanda a Mosca, il dilemma dell’allumina: e se servisse a produrre le armi di Putin?

Il materiale prodotto dalla raffineria di Aughinish potrebbe essere impiegato nella produzione di missili e proiettili, anche se finora non ci sono prove definitive. Vietarlo, però, rischierebbe di compromettere un’industria strategica
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August 24, 2026
Missili russi
Missili russi
Finora il governo irlandese non ha trovato prove definitive che l’allumina prodotta ad Aughinish venga utilizzata per fabbricare armi in Russia. Ma il caso della grande raffineria sulla costa occidentale dell’Irlanda, vicino alla città di Limerick, continua a mettere in luce una zona grigia delle sanzioni europee perché produce un materiale non ancora soggetto a un divieto Ue di esportazione verso la Russia. L’allumina, ottenuta dalla lavorazione della bauxite, è il passaggio intermedio fondamentale per produrre l’alluminio metallico che viene utilizzato dall’industria automobilistica, aerospaziale, energetica e anche dalla difesa. Aughinish appartiene a Rusal, uno dei grandi gruppi russi dell’alluminio, e stando ai dati dell’ufficio statistico irlandese, nel primo trimestre del 2026 oltre la metà della produzione dell’impianto è finita sul mercato russo. Secondo un’approfondita inchiesta dell’Irish Times, sarebbe entrata nella catena di approvvigionamento dell’industria militare attraverso una serie di transazioni successive. L’accusa è particolarmente sensibile perché l’alluminio è utilizzato anche per produrre componenti destinati a missili, aerei e altri sistemi d’arma. Il governo di Dublino ha avviato verifiche sulla vicenda e, nei giorni scorsi, il ministro per le Imprese Peter Burke ha fatto sapere che, finora, non vi sono prove sufficienti per confermare che l’allumina di Aughinish sia destinata alla produzione di armamenti russi, senza tuttavia escludere definitivamente questa possibilità. Il principale ostacolo è la mancanza di dati commerciali interni russi verificabili, cosa che rende molto difficile seguire la materia prima una volta entrata nel Paese.
Il rapporto dell’esecutivo irlandese, trasmesso anche alla Commissione Europea, ha posto Bruxelles di fronte a un dilemma: come colpire una materia prima che può finire indirettamente nell’economia di guerra di Mosca senza compromettere una filiera industriale considerata strategica per l’Europa? Peraltro, proprio alcune settimane fa, il Parlamento Europeo aveva votato a favore di una richiesta di divieto delle esportazioni di allumina verso la Russia, aumentando la pressione sulla Commissione. Per l’Irlanda il problema è anche di carattere economico. L’impianto di Aughinish garantisce centinaia di posti di lavoro e svolge un ruolo importante nell’economia e nell’infrastruttura energetica locale. L’azienda ha affermato che il materiale esportato in Russia è destinato esclusivamente a usi commerciali, avvertendo che eventuali sanzioni potrebbero mettere a rischio la sostenibilità dell’impianto; il governo è chiamato quindi a conciliare la tutela dell’occupazione con la necessità di evitare che una risorsa industriale prodotta in Irlanda finisca, anche solo indirettamente, nella macchina bellica russa. Sul caso pesa inoltre anche una seria controversia ambientale. La produzione di allumina genera grandi quantità del cosiddetto «fango rosso», un residuo alcalino della lavorazione della bauxite che deve essere stoccato in un’area apposita. Aughinish aveva ottenuto il via libera per ampliarla di otto milioni di metri cubi, in modo da poter continuare l’attività fino al 2039. A giugno, però, l’Alta Corte irlandese ha annullato l’autorizzazione all’ampliamento dell’area di stoccaggio dei residui di bauxite rinviando il progetto a una nuova valutazione. La relatrice speciale Onu sul diritto a un ambiente sano, Astrid Puentes Riaño, ha visitato l’area per raccogliere le preoccupazioni della popolazione locale su possibili fenomeni di contaminazione del suolo, dell’aria e dell’acqua. Al termine della missione ufficiale, ha chiesto al governo irlandese di avviare un’indagine approfondita sull’impatto ambientale della raffineria.

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