Clima e sicurezza, il rapporto degli 007 di Sua Maestà discusso a margine dell'Assemblea Onu

Commissionato dal governo Tory, doveva essere pubblicato l'anno scorso ma Starmer lo fermò. Tra le criticità segnalate per il Regno Unito c'è la scarsità di cibo già entro il 2030
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September 25, 2026
Clima e sicurezza, il rapporto degli 007 di Sua Maestà discusso a margine dell'Assemblea Onu
Le risaie di Jonggol, West Java, in Indonesia, arse dal sole per effetto del fenomeno climatico chiamato El Niño / ANSA
Tra gli incontri a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York ce n’è uno che è passato pressoché inosservato. Il numero uno della diplomazia del Regno Unito, Ed Miliband, ha avuto un colloquio riservato con i ministri degli Esteri di diversi Paesi, tra cui Kenya, Australia e Ue, su un dossier “scottante” dell’intelligence britannica dedicano non alle minacce russe né alle infiltrazioni cinesi ma all’emergenza climatica.  
Il rapporto non è nuovo. Lo ha realizzato il comitato che riunisce tutte le agenzie d’intelligence di Sua Maestà in collaborazione con il ministero dell’Ambiente su commissione del governo. Secondo le ricostruzioni del Guardian, alla cabina di comando c’erano ancora i conservatori determinati a indagare l’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza nazionale. Il report sarebbe dovuto uscire lo scorso ottobre, alla vigilia della Cop30 di Belém, nell’Amazzonia brasiliana. I giornalisti erano già stati sollecitati a liberare le agende per far posto a un’importante conferenza stampa organizzata al museo di Storia naturale di Londra. Poi, però, da Downing Street, dove nel frattempo era arrivato il laburista Keir Starmer, è scattato il retro-front. A saltare non è stata solo la conferenza stampa ma la stessa pubblicazione. Su insistenza di alcune associazioni, una sintesi parziale del rapporto fu consegnata al think tank Green Alliance.
Perché tanto mistero? Copie integrali del documento non sono state distribuite neppure ai ministri degli Esteri convocati da Miliband a margine del summit Onu.  La portata dell’inchiesta effettuata dagli 007 è enorme perché, così ha riferito chi è riuscito a dargli un’occhiata, parla di carenze alimentari, conflitti, migrazioni di massa e altre conseguenze del riscaldamento globale come di minacce concrete, non teoriche, alla stabilità e alla sicurezza del Paese. E neppure troppo lontane. Gli effetti disastrosi causati dalla mancanza di adeguate forniture alimentari potrebbero presentarsi nel Regno Unito già entro il 2030. Il Paese, lo ricordiamo, importa circa il 40 per cento delle proprie derrate. Lo scenario descritto nel rapporto parla di nuove pandemie, di controversie armate sui confini tra i Paesi colpiti dalla crisi climatica, dell’aumento dell’influenza russa e cinese sulle catene di approvvigionamento di acqua e minerali critici. Il collasso dell’ecosistema del bacino del Congo e i conseguenti flussi migratori potrebbero portare, così ha riferito il Times, a una “politica più polarizzata e populista”, a “una maggiore pressione sulle infrastrutture nazionali”, ad atti di eco terrorismo sull’isola britannica.
Il governo ha più volte ribadito, anche in Parlamento, che non c’è da meravigliarsi se i rapporti dell’intelligence non vengono pubblicati. Miliband pare intanto determinato a fare della sicurezza climatica un pilastro della sua politica estera. Ha annunciato nuovi investimenti in progetti a tutela della natura nei Paesi in via di sviluppo e costituirà una task force ad hoc composta da scienziati e militari. Un approfondimento del controverso rapporto pubblicata il 2 settembre sul sito del Parlamento sottolinea senza mezzi termini: “A partire dagli anni ’90, dopo la fine della Guerra fredda, la concezione di sicurezza nazionale si è ampliata e oggi comprende una gamma più diversificata di minacce, incluse le minacce ambientali ed ecologiche”.

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