Chi sono i Guardiani della rivoluzione e perché l'Iran ne ha così bisogno

Il Corpo dei Pasdaran è stato istituito dall'ayatollah Khomeini per garantire la sicurezza interna del regime. Chi ne fa parte ha una fede incrollabile nel Corano ed è disposto a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi
January 30, 2026
Chi sono i Guardiani della rivoluzione e perché l'Iran ne ha così bisogno
I Guardiani della rivoluzione islamica riuniti a Teheran / Alamy
Il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (in persiano Sepah-e Pasdaran-e Enghelab-e Islami) è stato istituito il 5 maggio 1979 con un decreto di Khomeini poche settimane dopo l’instaurazione della Repubblica islamica in Iran. Di sicuro, l’ayatollah nutriva ancora molti sospetti nei confronti dell’esercito iraniano, che riteneva troppo legato allo scià deposto.
Da qui l’idea di creare – a fianco delle forze armate convenzionali (Artesh, ndr) incaricate di difendere l'integrità territoriale del Paese – un corpo di fedelissimi incaricato di garantire la sicurezza interna del regime e di dare la caccia ai “controrivoluzionari”. L'emblema del nuovo Corpo mostra un braccio alzato con il pugno che stringe un fucile. Sopra quest'ultimo è visibile un versetto del Corano: “Preparate contro di loro tutte le forze che potrete raccogliere”. Per raggiungere i loro obiettivi, i pasdaran devono essere fortemente imbevuti di dottrina e ideali sciiti.
Infatti, oltre alle loro qualità strettamente militari, i membri sono reclutati in base alla loro pietà e alla loro incrollabile adesione al regime secondo l'interpretazione khomeinista detta Velayat-e faqih, ossia il “governo del giureconsulto”, oggi l'ayatollah Alì Khamenei. Il nuovo esercito si distinguerà durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), ma anche nella repressione nel 2009 del movimento popolare noto come "Onda verde" e delle successive proteste avvenute negli ultimi anni. Dal 1986, divisioni navali e aeronautiche autonome sono state incorporate nella struttura dei pasdaran, cui si sono poi aggiunte forze di difesa aerea, di intelligence e di controspionaggio.
Allo stesso tempo, ai pasdaran è stato affidato dall'inizio degli anni '90 il compito di guidare un'unità d'élite incaricata di difendere gli interessi iraniani all'estero: la Forza al-Quds (Gerusalemme, ndr), diventata un attore principale nella lotta contro il Daesh in Iraq e nella guerra siriana a fianco delle forze governative. Il ruolo dei pasdaran si è inoltre esteso anche alla sfera economica, con le Guardie che hanno forgiato un impero commerciale e industriale stimato in miliardi di dollari.
Il Corpo dei pasdaran ha subito importanti perdite nel corso della “guerra dei 12 giorni” dello scorso giugno contro Israele. Tra i gerarchi eliminati nei raid, il Comandante generale Hossein Salami, ucciso nel primo giorno di guerra, il capo della Forza aerospaziale Amir Ali Hajizadeh e il capo dell'Intelligence Mohammad Kazemi, rimasto intrappolato sotto le macerie con il suo vice Hassan Mohaqeq. Senza parlare dell'eliminazione sia del capo di stato maggiore Abdolrahim Mousavi che del comandante del Quartier generale unificato Gholam Ali Rashid che assicuravano la liaison tra Ardesh e pasdaran sotto il diretto controllo di Khamenei.
È invece sopravvissuto agli attacchi il generale Esmail Qaani, comandante della Forza al-Quds, subentrato nel gennaio 2020 al generale Qassem Soleimani, ucciso in uno strike americano al suo arrivo a Baghdad. Oggi, la nuova catena di comando comprende Mohammad Pakpour (già a capo delle forze di terra dei pasdaran) in veste di comandante generale del Corpo e Mohammad Karami come nuovo capo delle forze terrestri (150mila uomini),  e Majid Mousavi come nuovo capo della Forza aerospaziale (15.000). Rimangono ai loro posti Alireza Tangsiri, il comandante della Marina militare (20.000), e Majid Khademi, capo del Controspionaggio, che ha assunto anche il comando vacante dell'Intelligence.

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