«Almasri è un pericolo per gli Stati Uniti». E gli Usa mettono al bando l'ex generale

di Angela Napoletano, inviata ad Atlanta
Il Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio ha sanzionato il trafficante di uomini diventato un caso in Italia. Non potrà entrare nel Paese per «le torture e i trattamenti inumani commessi nelle carceri libiche» ai danni dei migranti
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October 31, 2026
«Almasri è un pericolo per gli Stati Uniti». E gli Usa mettono al bando l'ex generale
Il generale libico Njeem Osama Almasri
L’annuncio è arrivato mentre il titolare della diplomazia americana, Marco Rubio, presiedeva ad Atlanta il vertice dei ministri degli Esteri del G20: l’ex generale libico Osama Almasri e la moglie Aml Faraj non potranno mettere piede sul suolo americano perché sanzionati dal Dipartimento di Stato.
La nota ufficiale ha sottolineato che la decisione è legata alle gravi violazioni dei diritti umani, «alle torture e ai trattamenti crudeli, inumani e degradanti commessi ai danni dei detenuti nelle carceri di Mitiga e al Jadida». Il comunicato parla anche delle azioni di Almasri, «un pericolo per il popolo libico e per gli Stati Uniti», che «includono omicidi, lavoro forzato e la persecuzione di cristiani e membri di altri gruppi di minoranza». Da qui, il passaggio rilanciato sui social dallo stesso Rubio: «L'Amministrazione Trump non tollererà la violenza contro i cristiani o i membri di altri gruppi religiosi di minoranza».
Negli Usa, il caso di Almasri non ha fatto rumore come in Italia. Il 18 gennaio 2025, la Corte penale internazionale (Cpi) convalidò un mandato d'arresto internazionale a suo carico, e il giorno successivo la polizia italiana lo arrestò a Torino. Il governo italiano mantenne il massimo riserbo sull'operazione, ma la notizia viene rivelata proprio da Avvenire. Solo due giorni dopo l’arresto convalidato, la Corte d'appello di Roma ne ordinò l'immediata scarcerazione per un “vizio” tecnico: la mancanza della necessaria richiesta formale da parte del Ministro della Giustizia Carlo Nordio entro i termini di legge. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ne firmò l'immediata espulsione per motivi di sicurezza nazionale. Almasri venne imbarcato d'urgenza su un volo dei servizi segreti italiani e rimpatriato in Libia.
La gestione del caso scatenò un durissimo scontro istituzionale poiché il governo venne accusato dall'opposizione e da attivisti per i diritti umani di aver deliberatamente protetto e sottratto alla giustizia internazionale un noto torturatore, ostacolando il lavoro della Cpi. Sulla questione l'Italia è stata chiamata a dare spiegazioni dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Una volta rientrato in patria, complice il declino politico della milizia Rada di cui era capo e la pressione internazionale, Almasri perse la sua immunità e fu arrestato dalle stesse autorità di Tripoli nel novembre 2025. Nel giugno 2026, è stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Il suo braccio destro, Khaled Ali El Hishri, detto “Al Buti”, è intanto detenuto in Germania per gli stessi reati in attesa del processo che inizierà il 4 maggio 2027.
L’annuncio di ieri da parte di Rubio, arriva negli ultimi giorni della campagna elettorale in vista delle elezioni di midterm di martedì, si colloca nel solco di altre sanzioni simili. L’ingresso negli Stati Uniti è stato bandito, per esempio, anche a Faustine Jackson Mafwele, un assistente capo commissario della polizia della Tanzania, per aver disposto il rapimento, la tortura e la violenza sessuale di due attiviste, e a tre comandanti delle forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) sudanesi.
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