A Sète la festa dei grandi velieri: così il mare torna promessa di dialogo
di Daniele Zappalà, Sète
L’Italia, ospite d’onore alla biennale francese, celebra la cultura marittima in una festa popolare che richiama mezzo milione di visitatori e rilancia il Mediterraneo come spazio di confronto

Dormono pigramente i vascelli vagabondi arrivati da ogni confine, cantava Franco Battiato, traendo ispirazione dal poema L’Invitation au voyage, del poeta francese Charles Beaudelaire. Viaggi a vele spiegate anche onirici, ovviamente. Per ricordare che, nonostante il peso talora opprimente dei drammi quotidiani locali e internazionali, ogni individuo e l’umanità tutta possono sempre sperare di prendere la rotta un giorno verso un luogo ideale in cui non c’è nulla che non sia beltà, ordine e lusso, calma e voluttà. Di fronte all’asfissiante attualità bellica che cinge anche il Mediterraneo, è il senso forse principale che ha preso quest’anno in Francia uno dei più importanti raduni periodici di grandi velieri al mondo, la biennale Escale à Sète, dal nome della cittadina costiera Sète, sul litorale mediterraneo di Montpellier, a equidistanza fra Italia e Spagna. Si tratta di uno dei maggiori porti pescherecci di Francia, specializzato storicamente in particolare nella pesca al tonno.
Nella splendida baia dei cavallucci marini autoctoni e delle ostriche sopraffine, ovvero la Laguna di Thau divenuta pure il set di tanti film celebri, soffia forte il maestrale — o mistral, per dirlo alla francese — sulle bandiere dei velieri accostati ai moli, per la gioia di piccoli e grandi, a cui la manifestazione offre il privilegio di visitare gratuitamente questi gioielli dell’arte marinara.

Quest’anno, l’Italia è l’ospite d’onore e le celebri linee elegantissime dei vascelli nostrani brillano al tramonto assieme a quelli di numerose altre Marine internazionali, compresa quella indiana.

A bordo del Corsaro II, unità recente della nostra Marina, abbiamo potuto fra l’altro ammirare da vicino lo splendido timone.

Sopra gli alberi, sventola glorioso il tricolore della Marina che rievoca l’epopea delle nostre Repubbliche marinare.

Ma in realtà, il tricolore italiano è dappertutto, lungo i suggestivi canali di questa ‘Venezia del Midi francese’: come su un ponte da cui è possibile ammirare la bella caravella portoghese Vera Cruz, costruita nel 2000 per celebrare i 500 anni dalla scoperta del Brasile.

Fra le unità più ammirate a Sète, pure il galeone spagnolo Andalucia, dalla tipica foggia al centro anche d’innumerevoli epopee narrative d’avventura e fantastiche.

C’è spazio anche per vascelli valorosamente gestiti da associazioni di appassionati, come il Pandora, lungo circa 30 metri e ormeggiato generalmente a La Spezia, su cui siamo saliti, accolti dal giovane equipaggio entusiasta italiano. «Abbiamo messo 47 ore per arrivare, grazie anche al nostro scafo che consente di prendere un’alta velocità di crociera», ci dice un membro della ciurma, aggiungendo con orgoglio: «È vero che i vascelli italiani, con la loro eleganza, sono fra i più ammirati».

Con mezzo milione di visitatori nelle ultime edizioni, la kermesse biennale è anche una grande festa popolare per celebrare una cultura del mare senza frontiere, fra innumerevoli gruppi musicali che interpretano sui moli il repertorio canoro marinaro di ogni Paese e stand che celebrano delle specialità culinarie anch’esse della tradizione marinara. C’è spazio anche per le botteghe e i cantieri di tutta Europa specializzati nella riparazione o riproduzione d’imbarcazioni d’epoca, come nel caso, fra gli espositori italiani, dell’Associazione Vele d’Epoca di Verbano (Lago Maggiore) e di Arzanà, battagliera associazione veneziana.

Fra l’altro, la tielle, specialità gastronomica odierna di Sète, è un adattamento di una torta salata a base di prodotti di mare originaria della nostra Gaeta.

Città marittima dalle radici culturali cosmopolite, Sète conta oggi in particolare una popolazione per un terzo di origine italiana, con radici prima di tutto nel borgo marittimo di Cetara, sulla costiera amalfitana. Per l’inaugurazione del ‘Villaggio Italia’, in presenza di non poche personalità italiane, fra cui diversi sindaci — La Spezia, Gaeta, Cetara —, grande l’emozione degli organizzatori: «È un onore immenso accogliere qui l’Italia delle nostre origini. Si realizza così un vecchio sogno che inseguivamo da anni», ha lanciato Wolfgang Idiri, direttore della kermesse

La grande e affollata festa del mare vuole ricordare soprattutto che il Mediterraneo e gli altri mari possono e dovrebbero essere sempre uno spazio di dialogo e comprensione. In questa chiave, non poco significativa e di buon augurio la presenza a Sète del Belem, lo splendido veliero storico lungo 51 metri scelto due anni fa per far giungere in Francia la torcia olimpica proveniente da Olimpia, in occasione degli ultimi Giochi estivi a Parigi. Nel viaggio di andata verso la Grecia, il celebre vascello prese il mare proprio da Sète.

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