L’«Amoris laetitia» e un decalogo dell’amore coniugale

La recezione sempre più ampia dell’esortazione apostolica di papa Francesco può rappresentare un passaggio importante nello sforzo che la Chiesa tutta sotto la guida di Leone XIV sta facendo per sviluppare il carattere sinodale della comunione ecclesiale
March 20, 2026
L’«Amoris laetitia» e un decalogo dell’amore coniugale
/Foto Icp
Per incarico di papa Francesco, l’Arcivescovo Bruno Forte fu Segretario Speciale delle due Assemblee del Sinodo dei Vescovi dedicate alla famiglia. Nel decimo anniversario della pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia (19 marzo 2016), frutto di quel lavoro sinodale, traccia qui un breve richiamo del messaggio di quel testo.
L’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco rappresenta una svolta nel magistero papale per diverse ragioni: in primo luogo perché i suoi contenuti sono stati elaborati attraverso un cammino veramente sinodale, che il Papa “venuto dalla fine del mondo” ha voluto, ispirato e guidato, facendone proprie molte conclusioni e integrandole con suoi contributi originali. Essa raccoglie il frutto di due Assemblee del Sinodo dei Vescovi dedicate al tema della famiglia, tenutesi rispettivamente nel 2014 e nel 2015, e di un’ampia consultazione in preparazione ad esse delle Chiese locali di tutto il mondo, sollecitate a offrire il proprio contributo sugli argomenti da trattare con questionari articolati, attenti alla complessità e varietà delle culture.  In secondo luogo, l’esortazione innova posizioni tradizionali, conservando il radicamento di quanto propone nella storia della fede e dell’azione pastorale della Chiesa: tradizione e rinnovamento si fondono in essa, mescolandosi in modo tutt’altro che superficiale, senza confusione e senza separazione, raggiungendo un equilibrio dinamico che ha convinto pressoché la totalità dei vescovi di ogni parte del pianeta, facendo del processo di maturazione delle Assemblee sinodali e del risultato finale un esempio di esercizio veramente collegiale del magistero ecclesiale. La testimonianza offerta dell’interazione fra il Successore di Pietro e il Collegio dei Vescovi è stata di grande impatto, perché non ha ignorato momenti anche di difficoltà e, soprattutto, perché ha saputo custodire l’unità della comunione ecclesiale, pur attraverso una ricerca appassionata, comunque rispettosa dell’ascolto di tutti e fedele alla volontà di decidere con Pietro e sotto la sua guida (“cum Petro et sub Petro”). Anche per questo, a distanza di dieci anni, mi sembra che quel testo sia più attuale che mai.
Proprio così, la recezione sempre più ampia dell’esortazione può rappresentare un passaggio importante nello sforzo che la Chiesa tutta sotto la guida di Leone XIV sta facendo per sviluppare il carattere sinodale della comunione ecclesiale, come forma propria, esigente e feconda della vita della Chiesa. Il decalogo che segue, che potrebbe chiamarsi Decalogo dell’amore coniugale, redatto come frutto di molto ascolto e pensato con l’aiuto di numerose coppie di fidanzati e di sposi, vorrebbe stimolare a recepire la ricchezza di Amoris laetitia, anche nelle sue implicazioni concrete e feriali:
1. Rispetta la persona dell’altro come mistero.
2. Sforzati di capire le ragioni dell’altro.
3. Prendi sempre l’iniziativa di donare e perdonare.
4. Siate sempre trasparenti fra di voi.
5. Ascolta l’altro senza trovare alibi per chiuderti o per evadere.
6. Rispettate i figli come persone libere.
7. Date ai figli ragioni di vita e di speranza.
8. Lasciatevi mettere in discussione dalle loro attese.
9. Chiedete ogni giorno a Dio un amore più grande e fatelo insieme, specialmente nell’eucarestia domenicale e festiva
10. Sforzatevi di essere per l’altro e per i figli testimoni dell’amore divino nella comunione della Chiesa.
Arcivescovo di Chieti-Vasto

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