Care bambine e cari bambini, un altro anno scolastico è terminato e vi accingete a trascorrere le tanto desiderate vacanze estive. Non che la scuola sia brutta, perché a scuola si imparano tante cose che servono a diventar grandi, ma le vacanze servono a muoversi, a giocare, cose che difficilmente si possono fare seduti dietro un banco. Insomma le vacanze sono belle! Qualcuno avrà concluso la scuola con tanto orgoglio e soddisfazione, con tanti voti belli, qualcun altro un po’ meno, deluso dal giudizio ricevuto. A voi particolarmente mi rivolgo, bambini e ragazzi delusi, non prendetevela troppo; il giudizio espresso dalla maestra o dal professore, non è un giudizio su di voi, non siete il giudizio ricevuto. Quel voto non significa: sei meno bravo o più bravo del tuo compagno. Perché non esiste solo la matematica, la storia o la geografia, esiste la dote del saper fare amicizie, la passione per gli animali, saper aggiustare la bicicletta, eseguire salti o acrobazie, e tante altre capacità che vi appartengono e che non è detto che tutti abbiano. Anche queste sono forme di intelligenza, lo dicono gli scienziati. Tante di queste intelligenze vengono fuori meglio in vacanza che a scuola. Per cui cari bambini e bambine, ragazzi e ragazze, approfittate delle vacanze per far sbocciare tutti i vostri doni. Siete tutti meravigliosi, senza eccezioni.
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