Sostegno alle donne per una presenza civile
Accoglienza dei figli delle vittime di violenza e attività di sensibilizzazione: la partnership tra Eni e Linea Rosa
Nel racconto silenzioso di una città che vive tra mare, energia e trasformazioni industriali, Ravenna ha visto nascere nel 2024 un’alleanza capace di incidere in profondità sulla vita reale delle persone. Da una parte Linea Rosa, il centro antiviolenza che da oltre trent’anni accoglie e accompagna donne in fuga da relazioni maltrattanti. Dall’altra Eni, presente sul territorio con le sue società operative e una rete di lavoratrici e lavoratori distribuiti nei diversi siti di attività. L’incontro tra queste due realtà, tanto diverse quanto complementari, ha dato forma a un progetto che oggi continua a crescere, radicandosi come una trama di sostegno, educazione e consapevolezza.La collaborazione è nata con un obiettivo semplice e decisivo: intervenire dove la violenza lascia le ferite più profonde, là dove la ricostruzione della vita di una donna si intreccia con quella dei suoi figli. Per molte di loro, uscire dalla violenza significa innanzitutto liberare tempo, energie, spazio mentale. Significa trovare un lavoro o consolidarlo, affrontare decisioni difficili, riconquistare autonomia economica e psicologica. E il peso della cura quotidiana, quando non è sostenuto da una rete adeguata, rischia di frenare proprio quel percorso verso la libertà.
Per questo una parte fondamentale del progetto si è concentrata su attività educative e ricreative dedicate ai bambini delle utenti del centro. Nel 2024 sono stati coinvolti diciannove minori, accolti da giugno a settembre per un totale di 136 settimane di frequenza; un risultato che ha offerto alle madri un po’ di respiro e ai più piccoli un’estate fatta di gioco, relazioni e normalità. L’anno successivo altri diciotto bambini hanno frequentato i centri estivi e la colonia di Cesenatico, raggiungendo le centosettanta settimane complessive, mentre quattro ragazze e ragazzi sono stati inseriti in attività sportive. Ogni settimana garantita ha significato un passo avanti: per le donne, un margine di autonomia; per i loro figli, la possibilità di crescere in un ambiente sereno, lontano dalle ombre del passato. Accanto al sostegno diretto alle famiglie, la collaborazione ha aperto un secondo fronte: la sensibilizzazione nelle sedi Eni di Ravenna.
A novembre 2024 le volontarie di Linea Rosa hanno incontrato il personale delle diverse società del gruppo, illustrando cosa significhi riconoscere i segnali di violenza, come intervenire in modo responsabile, quali servizi offre un centro antiviolenza. È stato un confronto che ha messo in moto consapevolezze nuove. Esperienze analoghe sono proseguite anche nel 2025, in un processo che vuole trasformare il luogo di lavoro in uno spazio più vigile, più attento, più capace di accogliere chi vive situazioni difficili. In questo percorso simboli e gesti pubblici hanno avuto il loro peso. L’inaugurazione della panchina rossa presso Versalis ha ribadito l’impegno di Eni a rompere il silenzio che spesso circonda la violenza domestica.
A novembre 2024 le volontarie di Linea Rosa hanno incontrato il personale delle diverse società del gruppo, illustrando cosa significhi riconoscere i segnali di violenza, come intervenire in modo responsabile, quali servizi offre un centro antiviolenza. È stato un confronto che ha messo in moto consapevolezze nuove. Esperienze analoghe sono proseguite anche nel 2025, in un processo che vuole trasformare il luogo di lavoro in uno spazio più vigile, più attento, più capace di accogliere chi vive situazioni difficili. In questo percorso simboli e gesti pubblici hanno avuto il loro peso. L’inaugurazione della panchina rossa presso Versalis ha ribadito l’impegno di Eni a rompere il silenzio che spesso circonda la violenza domestica.
Un gesto semplice, ma potente, perché collocato proprio dove trascorre la vita quotidiana delle persone. A settembre 2025, poi, la Presidente di Linea Rosa, Alessandra Bagnara, è stata invitata a Roma alla presentazione del Report di sostenibilità Eni for 2024 e a ottobre 2025 alla presentazione del local report a Ravenna: un riconoscimento del valore della partnership e un’occasione per raccontare a un pubblico più ampio la concretezza del lavoro svolto. Nelle parole di Bagnara si coglie il cuore di questa collaborazione: "Molto importante è la collaborazione e l’interazione che si crea sui territori fra le istituzioni, gli enti e le società - spiega -. Ad esempio, per noi di Linea Rosa è stato molto importante avere questa rete di sostegno. Sono 34 anni che l’associazione sostiene e accompagna le donne nei percorsi di uscita dai maltrattamenti e la collaborazione e partnership con Eni è stata indirizzata proprio in questo: sostenere le donne soprattutto nel riacquistare e riacquisire quell’indipendenza economica che potesse permettere loro di liberarsi di una relazione maltrattante e violenta. Questo proprio attraverso l’accudimento dei loro figli e delle loro figlie, ad esempio prevedendo attività sportive, sia per dar loro riferimenti educativi positivi di cui hanno bisogno, che per permettere alle donne di avere un’occupazione lavorativa autonoma". Questa alleanza tra Linea Rosa ed Eni mostra come un’azienda possa agire non solo come attore economico, ma come presenza civile. Dimostra che la prevenzione della violenza non è un territorio riservato alle sole associazioni, ma un compito che richiede responsabilità condivisa, dialogo e continuità. E ricorda che ogni gesto di cura, ogni settimana di attività garantita a un bambino, ogni incontro di formazione può diventare il tassello di un bene comune più ampio: un territorio capace di proteggere, sostenere e offrire nuove possibilità. Una città che non distoglie lo sguardo. Una comunità che sceglie di essere parte della soluzione.
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