Rapporto, in Europa dall'ondata di calore danni all'economia per 113 miliardi di euro. L'Italia la più colpita con 28 miliardi
Nel documento gli esperti del colosso assicurativo tedesco Allianz studiano l'impatto di riduzione di produttività e danni materiali dagli eventi estremi. Il 2027 non dovrebbe essere molto migliore.

Le ondate di calore eccessivo in Europa nel 2026 sono costate finora 113 miliardi di euro in termini di pil perso. A questa conclusione giungono gli esperti di Allianz, il colosso assicurativo tedesco, che hanno appena pubblicato un rapporto sugli impatti economici del clima nel corso di quest’anno. I calcoli sono basati su elementi come produttività inferiore a causa del calore, pause più lunghe, assenze; nonché sui danni materiali reali causati da eventi meteorologici estremi. Per 30 Paesi europei (dunque non solo Ue) la perdita è calcolata a 0,46% del pil combinato, di qui la cifra di 113 miliardi di euro. I più colpiti sono Italia, Germania e Francia, che da sole corrispondono a circa un terzo della perdita.
In cima è proprio l’Italia, che secondo gli economisti di Allianz nel 2026 finora ha visto danni in termini di pil di 27,8 miliardi di euro (pari a un impatto dell’1,19%), seguita dalla Germania con 25 miliardi (0,54% del pil) e dalla Francia con 20 miliardi di euro. Sommando anche i 9,4 miliardi del piccolo Belgio e i 9,2 miliardi dei Paesi Bassi, questo gruppo di Stati europei da soli rappresenta l’81% delle perdite calcolate per il 2026.
Gli esperti sottolineano che non è possibile una stima completa per l’intero 2026, anche perché il fenomeno del Niño, che insieme al riscaldamento climatico è alla base di queste impennate di calore e di eventi metereologici anomali, dovrebbe toccare il picco nel corso di quest’anno. Il 2027, del resto, non dovrebbe essere molto migliore. Secondo il rapporto sono da prevedere perdite in termini di pil pari a circa 32 miliardi di euro per 21 Stati membri Ue, tra cui spicca ancora una volta l’Italia, con circa 6 miliardi di euro (seguita da Polonia e Germania).
Lo scorso maggio Allianz ha pubblicato un altro rapporto, con simulazioni sull’impatto economico di qui al 2030 se ogni anno segnerà un record di calore superiore al precedente. In questo caso si avrebbe un impatto negativo del pil tra il 5-7% in questo lasso di tempo per le economie più esposte. Qui l’Italia, con danni stimati per 147 miliardi di dollari (129 miliardi di euro) in Europa è al secondo posto dietro a Francia (240 miliardi di dollari) ma davanti alla Germania (131 miliardi di dollari). Con un impatto inevitabile anche sul gettito fiscale con perdite che per l’Italia sarebbero pari a 1,3%.
Il messaggio è chiaro: è sempre più urgente assumere misure non solo di mitigazione del riscaldamento climatico, ma anche degli impatti concreti per la popolazione, dalla ristrutturazione degli edifici, al verde urbano fino però alla diffusione dell’aria condizionata (solo il 19% in media in Europa contro il 90% negli Usa).
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