Primo maggio amaro per i lavoratori di Trasnova: scatta il licenziamento collettivo

L'azienda di logistica chiude per la fine del contratto con Stellantis che ha deciso di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. Tra proteste dei lavoratori e una battaglia legale si cerca una soluzione
April 10, 2026
Primo maggio amaro per i lavoratori di Trasnova: scatta il licenziamento collettivo
A Pomigliano d'Arco la produzione della Fiat Pandina/ ANSA
Dal primo maggio si ritroveranno senza lavoro per la decisione di Stellantis di internalizzare il servizio di consegna dei veicoli. La vertenza Trasnova, azienda di logistica con stabilimenti in Piemonte, Lazio, Basilicata e Campania, è ai titoli di coda con una guerra legale tra le due realtà e le proteste dei sindacati che chiedono al governo di intervenire prima che sia troppo tardi.
Il caso era scoppiato nel dicembre 2024 quando il gruppo automobilistico aveva annunciato che non avrebbe rinnovato la commessa nei servizi della logistica negli stabilimenti italiani. Una scelta dettata dalla volontà di internalizzare il servizio di consegna. Le proteste degli operai e la mobilitazione politica aveva garantito un prolungamento dell’appalto per un altro anno. Ma il tempo adesso sembra essere davvero scaduto.
Sono 280 i lavoratori per i quali è partito il conto alla rovescia: il licenziamento collettivo (deciso dall'azienda in quanto Stellantis è l'unico cliente) scatterà a fine mese a seguito della scadenza dei contratti di fornitura, con ricadute occupazionali anche sulle imprese in subappalto Logitech, Teknoservice e sulla cooperativa Csa. Da settimane i lavoratori protestano, con scioperi e presidi (a Cassino c’è stato uno sciopero congiunto dei lavoratori Stellantis lo scorso 13 marzo dopo che ai dipendenti Trasnova è stato vietato di partecipare alle assemblee sindacali), rallentando le operazioni di consegna.
Da qui la mossa a sorpresa di Stellantis di chiedere un provvedimento d’urgenza al Tribunale di Torino per mettere fine alle proteste. Un particolare reso noto da Trasnova nei giorni scorsi con una lettera indirizzata a ministeri, industriali, sindacati e alle Regioni in cui opera. Per ogni giorno di ritardo nelle consegne, Trasnova che secondo Stellantis ha un comportamento ostruzionistico, dovrà pagare una penale di 100mila euro.
Immediata la levata di scudi dei sindacati. ''Riteniamo grave la decisione di Stellantis di attivarsi presso il Tribunale di Torino: rischia di innescare una dinamica pericolosa. Le lavoratrici e i lavoratori fra meno di un mese perderanno il lavoro. Una simile decisione da non è utile a risolvere una questione tanto complicata” hanno sottolineato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.
La vertenza Trasnova è stata al centro di un tavolo convocato dalla Regione Lazio sui lavoratori dell'indotto Stellantis. L’ultimo incontro al Mimit, lo scorso 11 marzo al Mimit aveva aperto uno spiraglio per i dipendenti campani, circa un centinaio, grazie alla disponibilità di un'azienda di trasporti, Napoli Uno srl, che dovrebbe aprire una nuova filiale a Pomigliano d'Arco, e rafforzare gli organici nelle filiali di Gricignano d'Aversa e Casoria. L'azienda sarebbe disposta ad assumere tra i settanta e gli ottanta lavoratori. Ci sarebbe inoltre una seconda realtà del settore metalmeccanico disposta ad aprire una nuova sede a Pomigliano e ad assumere una quarantina di persone.

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