Persone disabili e imprenditori: come Paolo e Alice stanno riscrivendo le regole del lavoro
Il progetto Up with Down, promosso dall’Associazione italiana persone con sindrome di Down, aiuta a trasformare le passioni in azioni imprenditoriali: così è nato il progetto di un agriturismo e l’attività di vendita online di abiti usati vintage

Il lavoro può diventare occasione di riscatto e di affermazione personale e sociale. Soprattutto per coloro che spesso sono esclusi dal mercato. Sono infatti numerosi le persone disabili che hanno voglia di diventare autonome e di realizzarsi. Ci sono persone con sindrome di Down, per esempio, che possono contare su qualcuno che investa sulle loro buone idee e le trasformi in progetti e poi, se tutto va bene, in attività imprenditoriali. Nella data simbolica del 1° maggio, infatti, è diventato pienamente operativo il progetto Up with Down, ideato e promosso da Aipd-Associazione italiana persone con sindrome di Down, sviluppato insieme all’agenzia di comunicazione Anema District e grazie alla collaborazione di “Produzioni Dal Basso”, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. L’obiettivo è fare in modo che sempre più proposte progettuali sbarchino sulla piattaforma e possano trovare, non soltanto l’aiuto e il sostegno di Aipd, ma anche il finanziamento di singoli sostenitori o aziende disposti a scommettere su queste idee e farle diventare realtà. Finora sono 12 le proposte che sono state condivise con lo staff di Aipd dedicato alla piattaforma. Due hanno preso già la forma di progetto e da oggi sono visibili sul sito, con tutte le indicazioni necessarie per chi volesse sostenerle.

Il primo è il progetto di Paolo, che lavora in un laboratorio che produce pasta fresca e ama cucinare, grazie a una lunga esperienza di formazione e tirocini. E oggi vuole trasformare le sue competenze in impresa, dando vita a un agriturismo con camere e ristorante. Paolo non parla, ma si fa capire molto bene: durante i mesi del Covid, ha disegnato su un foglio quello che aveva in mente: un campo con gli animali e un edificio con le camere e un ristorante. «Da quel giorno, è diventata un’idea fissa - racconta il papà -. Abbiamo capito che è un desiderio vero e sano, che vale il suo futuro e la sua autonomia, anche quando noi non ci saremo più. E per questo abbiamo deciso di aiutarlo a realizzarlo». Finora è stata infatti la famiglia a sostenere il suo progetto, acquistando la terra e l’immobile e avviando tutte le pratiche necessarie per la ristrutturazione. «Adesso entra in gioco Aipd, che sta fornendo tutto il supporto necessario per portare avanti il progetto e trovare ulteriori risorse - spiega Daniele Castignani, referente della piattaforma Up with Down per Aipd nazionale -. Abbiamo lavorato tanto con Paolo e la sua famiglia, esaminando e verificando la validità del progetto. Oggi possiamo dire di essere certi che questo progetto meriti di essere sostenuto». L’altro progetto che inaugura la piattaforma è quello di Alice Gennaro, che da tempo vende vestiti usati e vintage su Vinted. Molto più che un passatempo, per Alice è una vera passione. Lei segue e ama la moda e sa esattamente quali sono gli ingredienti per rendere soddisfatti i suoi clienti: «Grazie anche all’aiuto di mia mamma e di alcune amiche, ho creato uno spazio nel nostro garage, dove tengo i vestiti, li lavo e li preparo per la spedizione». Grazie alle sue capacità, Alice è diventata un’influencer: il suo profilo Instagram, che utilizza in modo professionale per promuovere la sua attività, ha quasi 35mila follower, mentre su Vinted ha tutte ottime recensioni. Non un gioco né un hobby, dunque, ma un vero e proprio lavoro, che ora può crescere fino a diventare impresa.
«Up with Down è la nostra nuova scommessa, ma non è un gioco d’azzardo: scommettiamo perché abbiamo fiducia e siamo sicuri che sostenere queste idee sia la cosa giusta da fare - sottolinea Gianfranco Salbini, presidente di Aipd nazionale -. Per scommettere ci vuole coraggio ed è questo che diciamo a tutte le persone con sindrome di Down che abbiano un’idea imprenditoriale di non lasciarsi spaventare dagli ostacoli, ma di avere fiducia in sé stessi e affidarsi alla nostra associazione, che da quando è nata incoraggia, sostiene e favorisce l’autonomia e le capacità delle persone con sindrome di Down.
Ma sono davvero tanti i disabili che con forza e coraggio si sono messi in gioco. Come Dajana Gioffrè, Chief Vision Officer di Accessiway, azienda italiana che si occupa di accessibilità digitale. Dajana è ipovedente e ogni giorno vive direttamente sulla propria pelle le “barriere architettoniche digitali” legate al design di soluzioni tecnologiche che rendono il web un luogo ancora troppo poco inclusivo per persone con disabilità. Parallelamente all'attività in azienda, dove ricopre una figura apicale, grazie anche al suo background in psicologia ricopre la carica di vicepresidente di un’associazione affiliata alla Fish e prosegue la carriera accademica come assegnista di ricerca per le Università di Torino e Bolzano, dove ha collaborato alla prima ricerca italiana sull’abilismo e a studi su benessere lavorativo e disabilità.
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