Per la prima volta in Ue, solare ed eolico superano le fossili

L'analisi del think tank di Ember sui dati europei della produzione di energia elettrica
January 21, 2026
Per la prima volta in Ue, solare ed eolico superano le fossili
L'installazione di una pala eolica
Storico sorpasso (seppur lieve) in Ue della produzione di energia pulita nel 2025: sole e vento hanno generato più elettricità dei fossili 30% contro 29% ( le restanti quote sono principalmente prodotte da nucleare e idroelettrico, ndr), come riportato nella European Electricity Review di Ember, il think tank che si occupa di energia e mira ad accelerare la transizione verso l’energia pulita mettendo a disposizione dati e analisi. Il report di Ember analizza i dati relativi alla produzione e al consumo di elettricità per tutti i 27 Paesi per valutare il progresso nella transizione dai fossili all’elettricità pulita.
«Questo storico sorpasso mostra quanto velocemente l’Unione Europea si sta muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento», spiega l’autrice Beatrice Petrovich. «Proprio mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all’instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l’energia pulita è più chiara che mai».
Il sorpasso di eolico e solare sui fossili nel 2025 è dovuto soprattutto al solare, cresciuto più di un quinto (+20,1%) per il quarto anno consecutivo e balzato al 13% della produzione di elettricità in Ue nel 2025, un nuovo record positivo, superando carbone e idroelettrico. Nel 2025, la produzione elettrica da solare è cresciuta in ogni paese dell’Unione rispetto al 2024 grazie soprattutto a nuove installazioni. Il solare ha fornito oltre un quinto dell’elettricità prodotta in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi. In Italia, la generazione solare è cresciuta del 24% nel 2025 rispetto al 2024, raggiungendo il 17% della produzione elettrica. L’eolico resta la seconda fonte elettrica Ue al 17%, e ha prodotto più elettricità del gas. Il cambiamento strutturale è in tutta l’Ue: nel 2025 eolico e solare hanno superato i fossili in 14 dei 27 Paesi. In cinque anni la loro quota nella produzione elettrica è cresciuta dal 20% (2020) al 30% (2025), mentre i fossili sono scesi dal 37% al 29%. Idroelettrico e nucleare sono rimasti stabili o in lieve calo.
Intanto Italia e Germania pagano il conto più salato per le importazioni di gas per la produzione di energia elettrica. «La prossima priorità dovrebbe essere quella di ridurre la dipendenza dal gas», avverte Beatrice Petrovich. «Questa infatti non solo rende l’Ue più vulnerabile al ricatto dei paesi esportatori di combustibili fossili, ma fa anche aumentare i prezzi dell’elettricità. Nel 2025 in Italia abbiamo visto i primi segnali concreti di un maggiore utilizzo delle batterie per stoccare energia rinnovabile e utilizzarla alle ore serali. Con l’accelerazione di questa tendenza, si potrebbe limitare le importazioni di gas».
L’Italia è uno dei leader nell’Unione Europea per diffusione delle batterie e detiene il 20% della capacità operativa totale di accumuli di grandi dimensioni. La California offre un caso di studio di ciò che potrebbe verificarsi in Italia: è passata rapidamente a coprire circa un quinto dei suoi consumi serali di elettricità con le batterie, caricate con la produzione solare durante il giorno. Questo ha ridotto drasticamente l’uso delle centrali termoelettriche a gas. «Nonostante le molte criticità burocratiche, nel 2025 l’Italia ha generato circa 10 terawattora di elettricità da fotovoltaico in più rispetto al 2024 - commenta Michele Governatori esperto senior di energia ad Ecco - Accelerare questa crescita è l’unico modo per ridurre i prezzi dell’energia in modo strutturale».

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