«Obelix non è il nome di una mitragliatrice»: la sentenza Ue ferma il fabbricante di armi

Per una volta, i fumetti hanno messo al tappeto i bazooka. La Corte Ue ha impedito a un'azienda polacca di apporre il nome del personaggio dei fumetti sui propri fucili
Google preferred source
May 14, 2026
«Obelix non è il nome di una mitragliatrice»: la sentenza Ue ferma il fabbricante di armi
A destra il personaggio di Obelix, interpretato da Gerard Depardieu nel film "Asterix e Obelix alle Olimpiadi" / Ansa
Ci vorrà forse ancora un tantino prima che l’immaginazione prenda il potere in Europa. Ma ieri, per una volta, i fumetti hanno messo al tappeto i bazooka. Questo, almeno, è il succo di un atteso verdetto della Corte di Giustizia dell’Ue. L’esito finale di una controversia con un pomo della discordia decisamente di taglia extra-large: Obelix. O meglio, non proprio il pingue e forzuto compagno d’avventure dell’astuto e rapidissimo Asterix. Ma il nome “Obelix”, che vale ormai oro nel Vecchio Continente, dato il successo pluridecennale della serie sfornata in Francia, alla fine degli anni Cinquanta, dall’immaginazione dei fumettisti Albert Uderzo e René Goscinny.
In mezzo al gran frullatore delle denominazioni commerciali, il nome Obelix ha rischiato davvero di migrare subdolamente dal mondo dell’editoria per ragazzi a quello delle armi da guerra. Il fabbricante polacco Works 11, in effetti, aveva deciso di apporlo sui propri prodotti, cercando verosimilmente così di trasferire un po’ dell’aura simpatica dell’eroe dei fumetti nella sfera imprevista delle detonazioni e degli esplosivi.
Come nelle migliori sceneggiature per fumetti, il colpo di scena salvifico è giunto solo in extremis, all’ultima pagina, quando la “trasmutazione” della ditta polacca sembrava già coronata da successo. Nel 2022, il fabbricante di armi era riuscito a registrare il marchio “Obelix” presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (Euipo). Forse, c’è da credere, grazie a qualche funzionario che, clamorosamente, non aveva mai assaporato fino in fondo le pagine dell’epopea degli irriducibili oppositori gallici all’egemonia dell’Impero romano.
Per proteggere l’immagine del più famelico dei propri eroi, le edizioni Albert René, detentrici dei diritti internazionali del fumetto, sono state costrette così a correre ai ripari, presentando un ricorso presso l’ufficio Ue. Ma quest’ultimo, dopo aver finito probabilmente per leggere le avventure della serie, si è impuntato, rifiutando di annullare la propria registrazione precedente. Fra gli argomenti per giustificare quest’irremovibilità, pure uno che ha probabilmente fatto cadere dalle nuvole non pochi lettori del fumetto: la notorietà del nome Obelix, come marchio, non è sufficientemente dimostrata. Un altro argomento chiave? I prodotti commerciali in questione, i fumetti e le armi, sono tanto diversi, così come verosimilmente i loro fruitori, da non poter entrare in una forma di concorrenza diretta o sovrapposizione.
A questo punto, il rischio di vedere il nome dell’eroe comico su obici o lanciagranate sembrava aver preso proporzioni giganti. Ma l’editore francese, di certo su tutte le furie per la situazione alquanto grottesca, ha probabilmente finito un po’ per ragionare come i propri eroi preferiti, magari dopo qualche notte insonne. Di fronte all’assedio che giunge da due aree opposte del Vecchio Continente, niente di meglio che chiedere aiuto a un’altra contrada che potrebbe magari rivelarsi amica. Il fabbricante d’armi e l’Euipo sono basati rispettivamente in Polonia e in Spagna? L’aiuto, allora, potrebbe giungere magari dal piccolo Lussemburgo. Così è stato, in effetti, permettendo ieri un bel sospiro di sollievo collettivo, fra i milioni di lettori del fumetto, non solo europei.
La Corte di Giustizia dell’Ue ha smontato tutti gli argomenti dell’Euipo, considerandoli parziali o fallaci. Anche se nel fumetto i nomi Obelix ed Asterix sono associati, tanto da apparire quasi inseparabili, ciascuno ha al contempo una notorietà propria, identificando, nella percezione generale, un eroe specifico. Inoltre, il nesso fra i due marchi in conflitto, quello editoriale e quello d’armamenti, nonostante le evidenti differenze “merceologiche”, può sempre essere fatto. Dunque, in sostanza, se il nome Obelix finisce su una mitragliatrice, per l’eroe è più di un mal di pancia assicurato. Alla fine, grande schiarita generale. In attesa, naturalmente, di eventuali risse future.

© RIPRODUZIONE RISERVATA