Gerry Scotti: «Dalla mia prima 500 a oggi, l'auto è un simbolo di libertà»

Al Festival della Tv di Dogliani il premio Fiat alla carriera al conduttore. Il legame storico con il marchio torinese e quella televisione capace di parlare a tutte le generazioni.
Google preferred source
June 3, 2026
Gerry Scotti premiato da Alessandro Musumeci, direttore marketing di Fiat
“La prima automobile che ho avuto è stata una Cinquecento color grigio topo, acquistata di terza mano grazie ai primi modesti guadagni da copywriter e che mi ha accompagnato dai diciotto ai ventuno anni. Mentre l’auto che mi accompagna adesso è una 500 elettrica...”. L’amore per Fiat di Gerry Scotti viene dunque da lontano e non è cominciato con la presenza della Casa automobilistica alla Ruota della Fortuna, appuntamento popolare e seguitissimo dal pubblico. “Nella mia generazione l’auto ha significato diventare grandi, diventare indipendenti: insomma, la libertà”.
Lo abbiamo scoperto in occasione dell’assegnazione del Premio FIAT alla carriera al celebre presentatore, avvenuta all’apertura del Festival della TV di Dogliani, famosa patria del Dolcetto, ma non solo, che ha celebrato quest'anno la sua 15° edizione con il tema "Dialoghi Coraggiosi": tre giorni, oltre un centinaio di ospiti e 49 incontri che attraversano generazioni e piattaforme, partendo proprio dal mondo del gioco e dei quiz per parlare di linguaggi che hanno saputo attraversare generazioni diverse, tenendo unito il Paese davanti allo schermo.
In quindici anni il Festival ha saputo trasformare un borgo di quattromila abitanti in un punto di riferimento nazionale per chi pensa, fa e racconta i media: oltre 3,2 milioni di persone raggiunte, 1.441 protagonisti della comunicazione ospitati in 537 incontri. Ma come è nato questo connubio di successo con Fiat da parte di quello che viene considerato il vero erede di Mike Bongiorno? “Io vengo da una lunga militanza nella TV commerciale, preceduta nella mia prima vita da una discreta militanza nel reparto creativo di una grande agenzia pubblicitaria, dove masticavo il linguaggio della comunicazione”, sottolinea Gerry Scotti, “e quindi mi sono provato nel ruolo di testimonial nella tv commerciale. Mike mi ha insegnato il rispetto per il lavoro, per i prodotti e per i clienti; tutto quello che è avvenuto dopo me lo sono studiato e imparato da solo. Ma quello che Fiat ha intuito - prosegue Scotti - è che la Ruota sarebbe stata un momento “main streaming” di grande popolarità e di grande familiarità con il pubblico, cruciale per la ri-presentazione di tanti modelli che hanno fatto la storia dell’automobile in Italia”.
E basta guardare una puntata della Ruota per rendersene conto: “Se vincono la Panda, si mettono a piangere; mentre se vincono sessantamila euro sono solo contenti”, conclude Scotti, “mostrando una particolare predilezione per le auto piccole, come la Pandina o la Topolino: quando abbiamo presentato quest’ultima nella colorazione Corallo, c’era tutto lo studio in piedi”. Conduttore e volto di riferimento della TV italiana da oltre quarant'anni, Gerry Scotti ha costruito un rapporto speciale con il grande pubblico, fondato su valori che il marchio torinese riconosce come propri - la familiarità e l'accessibilità - riuscendo a rinnovarsi con coerenza e dimostrando che l'iconicità vera può rinnovarsi nel tempo, senza mai tradire sé stessa. Proprio come FIAT 500 e FIAT Panda, due simboli indiscussi del Made in Italy che, generazione dopo generazione, hanno saputo restare familiari a tutti senza mai smettere di sorprendere e che ancora oggi sono nel cuore degli italiani, con quel sorriso che da sempre le due vetture FIAT sanno suscitare, grazie al loro design senza tempo, ai colori vivaci e ai ricordi indelebili che hanno lasciato nella vita di intere generazioni di automobilisti nel mondo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire