Auto nuove sempre più care: l'usato ricondizionato la via d'uscita

Un'indagine di brumbrum fotografa il cambiamento della mobilità: il 91% degli italiani non può fare a meno dell'auto, ma 8 su 10 la considerano un lusso. Il caro vita spinge a rinviare manutenzione e acquisto del nuovo
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July 10, 2026
Auto nuove sempre più care: l'usato ricondizionato la via d'uscita
Covid, guerre, dazi, transizione energetica, Green Deal: insomma, da anni, ormai, non c’è una bella notizia per la nostra amata automobile. Che, purtroppo, è sempre più fuori portata per la maggioranza degli europei e, in particolare, degli italiani. L'automobile è diventata un lusso? Certo che sì.  Basta vedere i listini del nuovo per rendersene conto. Nonostante tutto, però, gli italiani non possono (e non vogliono) farne a meno. Così si cerca di trovare la soluzione migliore per poter viaggiare, senza per questo dissanguarsi.
La crescita del costo della vita sta riducendo il budget delle famiglie destinato all'acquisto di un'auto, senza però intaccarne il ruolo essenziale nella vita quotidiana. È quanto emerge dalla ricerca "The Expectations of Europeans regarding mobility", realizzata da OpinionWay per brumbrum, azienda specializzata nella vendita di auto ricondizionate, che fotografa un Paese costretto a rivedere le proprie scelte di mobilità.
La ricerca è stata condotta tra il 14 e il 23 aprile 2026 su un campione complessivo di 7.036 automobilisti in 7 Paesi europei (Francia, Regno Unito, Italia, Belgio, Germania, Austria e Spagna). In Italia, l’indagine ha coinvolto 1.000 automobilisti. Il dato più significativo è che l'82% degli italiani considera oggi l'auto un bene sempre meno accessibile, mentre il 91% dichiara di non poter rinunciare al mezzo privato per spostarsi. Una contraddizione che racconta bene le difficoltà economiche delle famiglie: l'automobile resta indispensabile, ma acquistarne una nuova è diventato sempre più complicato (soprattutto quelle con la spina).
La conseguenza è un mercato che cambia. Oltre due italiani su tre hanno ridotto gli spostamenti non indispensabili, il 43% ha rinviato la sostituzione della propria vettura e quasi un automobilista su tre ha posticipato interventi di manutenzione non urgenti, una scelta che rischia di avere ripercussioni anche sulla sicurezza.
La ricerca evidenzia anche un altro elemento distintivo del mercato italiano: il rapporto con la transizione energetica. Gli italiani mostrano una disponibilità concreta verso motorizzazioni più sostenibili: il 50% sceglierebbe oggi un’auto ibrida, solo il 16% un’auto completamente elettrica. Tuttavia, questa apertura convive con un approccio fortemente pragmatico: il 60% considera positiva la decisione rimandare lo stop alla vendita di auto nuove con motore termico dal 2035. Più che un rifiuto della transizione, emerge la richiesta di un percorso graduale, compatibile con le reali possibilità economiche delle famiglie.
A frenare il mercato del nuovo è soprattutto la disponibilità economica. Il budget medio che gli italiani dichiarano di poter destinare al finanziamento di un'auto si ferma a circa 272 euro al mese: il 58% non è disposto a superare i 200 euro mensili e soltanto uno su cinque andrebbe oltre i 300 euro. In questo scenario l'auto usata assume un ruolo diverso rispetto al passato. “Non rappresenta più soltanto un'alternativa economica al nuovo - spiega Paolo Di Napoli, CEO di brumbrum - ma diventa una vera forma di entry level per continuare ad accedere alla mobilità privata”. Un mercato che, non a caso, in Italia vale già oltre il doppio di quello delle vetture nuove.
A crescere è soprattutto l'interesse per l'usato ricondizionato, che punta a coniugare prezzi più accessibili con standard qualitativi certificati. È il modello sviluppato da brumbrum, che ricondiziona le vetture all'interno di una factory attraverso un processo industriale standardizzato e oltre 300 controlli tecnici, con l'obiettivo di offrire auto garantite a costi più contenuti rispetto al mercato dell'usato tradizionale.
Resta però centrale il tema della fiducia. Il 62% degli italiani ritiene importante poter visionare personalmente il veicolo prima dell'acquisto, segno che convenienza e trasparenza devono procedere insieme. “Per questo brumbrum – precisa Paolo Di Napoli - affianca alla piattaforma digitale showroom fisici, dove i clienti possono vedere l'auto, confrontarsi con un consulente e completare l'acquisto. La ricerca conferma che gli italiani non hanno smesso di desiderare un'auto, ma sempre più spesso non riescono più a permettersi i prezzi del mercato tradizionale. L'usato ricondizionato può rappresentare una risposta concreta, perché consente di rendere nuovamente accessibile una mobilità sicura e di qualità”. Il nostro unico dubbio, forse, è a livello di comunicazione: non sarebbe meglio parlare di “usato rigenerato” anziché “usato ricondizionato”?
 

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