L'intesa tra Bei e Banca Etica: altri 30 milioni a inclusione, imprese femminili e sviluppo aree fragili
La collaborazione punta a veicolare credito agevolato e servizi dedicati a favore delle persone e delle realtà produttive maggiormente esposte a rischi di esclusione sociale e finanziaria

«Questa firma mette risorse preziose a disposizione dell'economia sociale e di attività orientate all'inclusione delle persone, alla valorizzazione del lavoro, alla protezione dell’ecosistema», così Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, annuncia il rinnovo della collaborazione «con un'istituzione di primissimo piano come la Banca europea per gli investimenti» (Bei).
Il rinnovo dell’alleanza strategica a favore dell'economia sociale e dello sviluppo delle aree fragili è stata ufficialmente sottoscritta oggi a Napoli. Si tratta della seconda tranche da 30 milioni di euro, relativa all'accordo quadro biennale da 60 milioni complessivi. La collaborazione, spiega Banca Etica, punta a veicolare credito agevolato e servizi dedicati a favore delle persone e delle realtà produttive maggiormente esposte a rischi di esclusione sociale e finanziaria. «L’accordo certifica inoltre un rinnovo di fiducia reciproca e il riconoscimento dell'affidabilità di Banca Etica e di una specifica expertise nel fare banca al servizio di settori meno attenzionati dai canali tradizionali, con particolare riguardo all'emancipazione di persone migranti e rifugiate», specifica Soldi.
Nel dettaglio, l'impatto complessivo stimato dell'accordo è di oltre 165 milioni di euro mobilitati nell'economia reale attraverso il finanziamento di progetti che riguarderanno in particolare: rifugiati e richiedenti asilo; imprenditoria femminile; regioni di coesione (ossia investimenti per il rafforzamento di Pmi in modo da creare opportunità di lavoro e ridurre le disparità regionali) e sostegno ad altre imprese ad alto impatto sociale e sostenibilità ambientale. Gli investimenti seguiranno insomma l'indirizzo della prima tranche del 2024-26, che hanno superato i target prefissati. Ad esempio, 9,125 milioni di euro sono andati alle attività legate ai migranti mentre 9,440 milioni di euro sono andati a operazioni legate a Regioni di coesione e Mezzogiorno. A livello geografico, infatti, nonostante le risorse siano state distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale, c'è stato un focus sul Mezzogiorno attraverso il sostegno a cooperative sociali, imprese artigiane e aziende agricole sostenibili, realtà attive nell'economia circolare e nel packaging ecologico. Anche alla luce di questo, la cerimonia di firma si è tenuta a Napoli presso la sede di Arci Mediterraneo. Fondata nel 1990 e cliente storica di Banca Etica, l'organizzazione è una tra le beneficiarie più rilevanti del primo plafond.
In Campania e nel napoletano, insomma, il finanziamento Bei-Banca Etica ha generato impatti concreti sul tessuto economico e sociale. «I risultati della prima fase confermano il valore di una finanza capace di sostenere l’economia reale e di creare opportunità per le comunità e i territori che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito», spiega Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei. Un impatto che ora si spera di replicare in diversi territori con la seconda tranche, dato che «con questo accordo, la Bei e Banca Etica promuovono un modello di sviluppo inclusivo, contribuendo a ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali».
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