Pensioni ed errori negli estratti conto contributivi

In un sistema previdenziale sempre più frammentato e in continua evoluzione, la qualità e la completezza della propria posizione contributiva diventano determinanti per tutelare l’importo del vitalizio
April 23, 2026
Pensioni ed errori negli estratti conto contributivi
È importante controllare i propri estratti conto contributivi ai fini dell'importo della pensione
In un sistema previdenziale sempre più frammentato e in continua evoluzione, la qualità e la completezza della propria posizione contributiva diventano determinanti per tutelare l’importo della pensione futura. Errori e incongruenze negli estratti conto rappresentano oggi una criticità diffusa, con impatti diretti sia sul montante accumulato sia sui requisiti di accesso alla pensione. Tra le criticità più comuni si riscontrano periodi di lavoro mancanti, contributi accreditati in modo parziale, errori nelle retribuzioni e mancate registrazioni di contributi figurativi legati a maternità, disoccupazione o malattia. A questi si aggiungono le difficoltà a ricongiungere le carriere frammentate tra diverse gestioni e a recuperare i contributi maturati all’estero.
«In un sistema basato sempre più sulla contribuzione effettiva, ogni errore si traduce in una perdita economica concreta per il lavoratore - spiega Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione -. Per questo è importante effettuare verifiche accurate periodiche del proprio estratto conto contributivo, per scoprire buchi o imprecisioni che possono valere migliaia di euro. Muoversi con largo anticipo consente di avere il tempo per attivare le dovute procedure di recupero».
Per le situazioni più complesse, come carriere discontinue o contributi versati in più Casse, può essere utile procedere con una ricostruzione completa della posizione contributiva e valutare strumenti come ricongiunzione, totalizzazione o cumulo, che permettono di unificare i versamenti e non perdere anni utili.
Un ulteriore ambito di attenzione riguarda i contributi maturati all’estero: è possibile integrarli nell’estratto conto Inps a seguito di un’apposita richiesta di estratto conto internazionale, nel caso in cui i Paesi coinvolti prevedano accordi bilaterali o comunitari ed è possibile utilizzarli per maturare il requisito per accedere alla pensione italiana.
«Le maggiori problematiche si riscontrano nel pubblico impiego. Molto spesso, infatti, le pubbliche amministrazioni non certificano gli anni di contribuzione se non a ridosso del pensionamento e questo rende molto problematico costruire una consulenza previdenziale attendibile - sottolinea Martelli -. Generalmente le problematiche sono indicate con una nota presente nell’estratto conto ordinario - Nota 18 - la quale sta proprio a indicare che il periodo, così come il reddito percepito, è ancora da accertare. Più che di errori si tratta spesso di omissioni che rendono complicato al cittadino conoscere con certezza quanto registrato negli archivi Inps. Per quanto riguarda gli assicurati nel privato invece, gli errori più frequenti si rilevano sulla contribuzione figurativa, per esempio maternità e cassa integrazione. Non abbiamo dei dati certi riguardo alle problematiche riscontrate sugli estratti conto, possiamo però affermare, in base alla nostra esperienza diretta, che sul pubblico impiego la presenza di Nota 18 oppure di altre anomalie si aggira tra il 60 e il 70%; il dato è sicuramente superiore rispetto agli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, per i quali la percentuale di errore si attesta tra il 10 e il 20%».
Per regolarizzare la posizione, in base alla gestione (pubblica o privata) esistono due strumenti differenti.
Pubblica amministrazione: è possibile presentare all’Inps, tramite il portale Inps oppure con l’ausilio di un patronato, la richiesta di Rvpa-Richiesta di variazione della posizione assicurativa specificando il motivo della domanda e indicando gli anni che si presume debbano essere oggetto di regolarizzazione. Si consiglia inoltre di allegare, in base alla problematica, documentazione a sostegno della variazione richiesta. per esempio, se si deve regolarizzare un periodo di lavoro, si può allegare un certificato di servizio emesso dall’amministrazione presso cui si prestava servizio all’epoca.
Gestione privata (Ago–Assicurazione generale obbligatoria): va presentata all’Inps, tramite il portale Inps oppure con l’ausilio di un patronato, la richiesta di segnalazione contributiva (Fa.Se). Come avviene per la pubblica amministrazione, anche in questo caso occorre indicare l’annualità che deve essere oggetto di revisione, allegando documentazione a supporto della richiesta (Certificazione Unica, buste paga eccetera).
«In questo scenario, monitorare, correggere e ottimizzare i contributi versati non è solo una questione amministrativa, ma una scelta strategica per preservare il proprio reddito futuro. Il fattore tempo è determinante: intervenire con anticipo consente di massimizzare le opportunità e ridurre il rischio di inefficienze difficilmente recuperabili a fine carriera», conclude il fondatore e amministratore di MiaPensione.

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