Da amministratore di condominio a project manager della transizione

Lo scenario cambia e la professione si trasforma: serve una solida preparazione tecnica e normativa. Ne parliamo con Francesco Paini, ad di Very Fast People
January 23, 2026
Da amministratore di condominio a project manager della transizione
Francesco Paini, ad di Very Fast People/ WEB
L’amministratore del futuro è un vero (e giovane) project manager della transizione. La norma Uni 10801:2024 ne definisce per la prima volta competenze e responsabilità, non solo amministrative, ma anche tecniche e digitali, in un anno in cui la spinta alla riqualificazione è senza precedenti. Con Conto Termico 3.0, Cer-Comunità di energia rinnovabile e Pnrr Erp-Efficientamento edilizia  residenziale si è aperta una finestra di incentivi che vale oltre 2,2 miliardi di euro. Secondo il Pniec-Piano nazionale integrato per l'energia e il clima 2024, l’Italia punta a 131 GW di rinnovabili al 2030 e il nostro patrimonio abitativo resta troppo “maturo”: il 70 % degli edifici risale a prima del 1976 e l’80 % è in classe D o inferiore. Mentre Anaci-Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliare segnala più di 7mila amministratori associati, ma quanti di questi hanno le competenze necessarie per gestire tutto questo? C’è dunque domanda di nuove competenze per trasformare fondi e obiettivi europei in cantieri reali e risparmi concreti. E nasce anche un’opportunità per giovani professionisti, figure ibride tra energia, digitale e mediazione (non bastano più gli avvocati o i commercialisti) pronte a guidare condomìni sempre più tecnologici e sostenibili.
«Diventare amministratore di condominio oggi significa entrare in una professione che ha poco a che fare con i vecchi stereotipi - spiega Francesco Paini, amministratore delegato di Very Fast People -. Non è più, e non è mai stato davvero, solo “quello che fa i conti”. È una figura complessa, ibrida, quasi mitologica nel racconto collettivo, ma estremamente concreta nella realtà quotidiana. In Italia, questo ruolo richiede anche una solida preparazione tecnica e normativa, perché l’amministratore deve coordinare interventi di manutenzione, gestione bilanci e applicazione delle normative su ecobonus e superbonus. L’amministratore moderno è un project manager della comunità abitativa, un regista silenzioso che coordina norme, persone, edifici, professionisti e processi. In un Paese come l’Italia, dove circa il 68% degli edifici residenziali è stato costruito prima degli anni ’80, prima delle grandi normative sull’efficienza energetica, il condominio è diventato il cuore della transizione: energetica, digitale, sociale. In questo ruolo entra in gioco una dimensione spesso sottovalutata: quella umana e relazionale. L’amministratore deve saper coordinare una micro-comunità, gestendo conflitti, aspettative e bisogni diversi. È un mediatore e un ascoltatore, quasi uno psicologo,  capace di  creare fiducia e di creare valore reale per il condominio attraverso la collaborazione con tecnici, fornitori e consulenti. La professione, spesso percepita come statica e burocratica, è in realtà dinamica, multidisciplinare e in continua evoluzione: sebbene l’età media degli amministratori in Italia resti elevata, oggi questo ruolo offre concrete opportunità professionali,  anche per i più giovani che vogliono entrare nel settore, richiedendo competenze manageriali, digitali e relazionali. Dal punto di vista normativo, il percorso è chiaro: requisiti di base (maggiore età, diploma, assenza di interdizioni o fallimenti); corso di formazione iniziale con esame finale; aggiornamento continuo obbligatorio. Ma la vera differenza oggi non la fa solo la legge. La fa la qualità della formazione, soprattutto sulle soft skill: leadership, comunicazione, gestione dei conflitti, project management. Perché amministrare non significa solo “gestire immobili”, ma prendersi cura di persone e spazi di vita».
In effetti esistono diversi corsi strutturati e riconosciuti. E restano un passaggio fondamentale. In questo ambito, le associazioni di categoria rappresentano sicuramente un punto di riferimento solido, tanto che sempre più spesso investono in collaborazioni e modelli formativi innovativi, non solo in termini di contenuto, ma anche in merito al modo stesso di fare formazione. È comunque importante sottolineare che i corsi tradizionali, seppur riconosciuti, da soli non sono più sufficienti: è fondamentale affiancarli a percorsi pratici e aggiornamenti continui, capaci di preparare l’amministratore alle sfide quotidiane del settore. Oggi, però, il settore richiede molto di più di una preparazione normativa o contabile. Serve una formazione pratica, trasversale e continua, in grado di accompagnare l’amministratore nelle sfide reali della professione: la digitalizzazione dei processi, la sostenibilità e l’efficientamento energetico, la gestione dei cantieri, la comunicazione con i condòmini, fino allo stress management e alla cura del carico emotivo quotidiano.
«È con questa visione che noi di VeryFastPeople abbiamo sin dall’inizio messo la formazione al centro del nostro modello di business. Non solo formazione tecnica, ma anche umana e personale, perché dietro ogni professionista c’è una persona chiamata ogni giorno a prendere decisioni, mediare conflitti e mantenere equilibrio. I percorsi proposti includono: lo sviluppo delle soft skill; il public speaking e la comunicazione efficace; la gestione dello stress e delle pressioni emotive; un’attenzione concreta al benessere psicofisico, anche grazie al supporto di nutrizionisti e professionisti del benessere. Alcuni percorsi integrano inoltre strumenti operativi e workshop dedicati al project management e alla gestione innovativa del condominio, in modo da unire teoria e applicazione pratica. Perché un amministratore più consapevole, centrato ed equilibrato è anche un professionista più efficace, lucido e autorevole. La competenza resta imprescindibile, ma oggi è inseparabile dal benessere di chi quella competenza la esercita, ogni giorno, al servizio delle comunità che amministra», afferma Paini.
Le opportunità per i giovani non solo esistono: stanno crescendo in modo concreto e continuo. Il settore immobiliare e condominiale è oggi uno dei più interessanti per chi desidera un lavoro capace di tenere insieme tecnologia, sostenibilità e relazione umana. Un ambito in cui le competenze tecniche si intrecciano con quelle organizzative e relazionali, aprendo spazi professionali nuovi e stimolanti. I giovani possono entrare in questo mondo assumendo ruoli diversi e complementari: come project manager per interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico; come figure di supporto nella gestione digitale degli edifici e dei servizi; come consulenti su ecobonus, incentivi e progetti green; come coordinatori della comunicazione tra amministratori, condòmini e fornitori; collaborando con studi professionali come assistenti di amministratori senior, in percorsi di crescita strutturati; oppure dando vita a start up e servizi innovativi dedicati alla gestione condominiale. La digitalizzazione rappresenta un acceleratore straordinario di queste opportunità. Un esempio concreto è Copernico, sviluppato insieme con un amministratore di condominio, per amministratori di condominio: uno strumento pensato per semplificare la gestione quotidiana dello studio, rendere i processi più efficienti, scalabili e trasparenti. Meno tempo speso in burocrazia, più spazio per ciò che conta davvero: relazione, strategia e visione. In sintesi, chi oggi sceglie questo settore e lo affronta con competenze digitali, sensibilità ambientale e intelligenza emotiva può costruire percorsi di crescita rapidi, solidi e profondamente innovativi. Perché il futuro del condominio ha bisogno di nuove energie, nuovi linguaggi e nuove professionalità capaci di guidare il cambiamento.
 

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