LA SOSTENIBILITÀ "FACILE" DEL RISO

Al Premio Riso Gallo si è discusso dei vantaggi e dei costi della risicoltura sostenibile
February 4, 2026
LA SOSTENIBILITÀ "FACILE" DEL RISO
Un momento del convegno del Premio Mario Preve 2026
Le prime parole sono state per il fondatore, Mario Preve, scomparso tre anni fa, al quale è dedicato il terzo Premio per un’agricoltura sostenibile. «Mio padre teneva molto alla collaborazione con i risicoltori, perchè ci danno il riso da lavorare e, come diceva lui, siamo sulla stessa barca». Parole pesanti, sia per la commozione con cui le ha pronunciate Riccardo Preve, consigliere delegato di Riso Gallo, sia perché mai come quest’anno i rapporti tra buyer e fornitori di risone sono tesi, per il crollo dei prezzi. La sostenibilità certificata - Gallo ci è arrivata con un proprio standard l’anno scorso, la Carta del riso, nata sulla scorta del percorso Sai Platform - «non è andare sulla Luna, è più semplice» ha detto Preve, parlando al teatro civico di Casale Monferrato, gremito di agricoltori.
Il manager ha riconosciuto che rendere sostenibile una produzione agricola è impegnativo, ma ha spiegato che non vi è altra strada per posizionare il riso sul livello alto del mercato, attraverso una validazione dei metodi sostenibili di coltivazione e lavorazione. Non basta, infatti, che l’industria modifichi i propri processi, in quanto, ha sottolineato, oltre il 90% delle emissioni dipendono dal prodotto agricolo consegnato alla lavorazione industriale. Per parte sua, Gallo ha già ridotto l’impronta carbonica agendo sul ciclo dell’acqua e dei rifiuti, ma, appunto, non basta. Per questo dal 2019 sono stati selezionati 200 fornitori sulla base della loro sostenibilità, che viene favorita o penalizzata secondo le pratiche agronomiche che si scelgono. La consapevolezza del mondo agricolo, rileva una survey, raggiunge solo il 23% delle aziende e solo il 4% ha studiato approfonditamente e lo applica da tempo in azienda le soluzioni tecnologiche che abbattono l’impronta carbonica. Il 14% delle aziende coinvolte dal sondaggio dichiara di non avere un sufficiente livello di conoscenza. Per contro. «il 53% delle aziende agricole percepisce il cambiamento climatico - come la siccità le grandinate - come uno dei rischi maggiori, il tema economico, in particolare la volatilità dei costi produttivi, fertilizzanti e carburante, rappresenta per il 69% delle aziende uno dei fattori più rilevanti per l’andamento dell’azienda. Non stupisce, quindi, che ad oggi tra i principali freni all’introduzione di pratiche sostenibili o rigenerative all’interno dell’azienda è rappresentato sempre da questioni economiche: per il 61% dalla mancanza di un incentivo economico alla vendita, per il 59% la diminuzione della redditività e delle rese sul breve periodo e per il 34% dalla mancanza di finanziamenti pubblici per queste pratiche» recita una nota. Ancora ai blocchi di partenza la risicoltura rigenerativa: nel corso del convegno casalese, un’analisi economico-finanziaria dedicata all’adozione di pratiche rigenerative nella risicoltura presentata da Vitaliano Fiorillo, Director dell’Invernizzi AGRI Lab di SDA Bocconi evidenzia come, se valutate attraverso strumenti manageriali adeguati – come il concetto di Costo Totale di Utilizzo – queste pratiche possano generare benefici non solo ambientali, ma anche economici, contribuendo a ridurre l’esposizione alla volatilità dei costi energetici, migliorare la salute del suolo e rafforzare la resilienza delle aziende agricole. A frenare le scelte degli agricoltori è il costo del cambiamento dei processi produttivi, ma secondo Fiorillo si potrebbe partire aumentando l’utilizzo di fertilizzanti organici in sostituzione progressiva (ma non totale) dei fertilizzanti di sintesi, anche con un vantaggio economico. Analogamente, aiutano i biostimolanti, che migliorano l’efficienza della pianta nell’uso dei nutrienti ma che sono ancora poco diffusi nel settore risicolo e in genere in tutti i seminativi.
Al termine della discussione, i riconoscimenti. Il Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile quest’anno va all’azienda Santa Maria dei Cieli di Mede (Pavia), il Premio Donna in Agricoltura, conferito alla Tenuta Kyrie di Confienza (Pavia), il Premio Innovazione, attribuito a Padus di Tricerro (Vercelli), il Premio Biodiversità, azienda Manzi di Sartirana Lomellina (Pavia) e il Premio Speciale Azienda Storica all'azienda Radice Fossati di Mezzana Bigli (Pavia).

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