Il riciclaggio adesso si fa anche in Borsa con la tecnica degli scambi ultraveloci
di Cinzia Arena
Presentato il rapporto Eurispes: nei primi sei mesi del 2025 oltre 80mila operazioni sospette segnalate, con un aumento del 15% rispetto all'anno precedente

Il riciclaggio diventa sempre più sofisticato e approda in Borsa dove la criminalità organizzata riesce a ripulire il denaro proveniente da attività illecite. Con scambi “ultraveloci” operati da algoritmi che sfuggono ai controlli. È questa una delle nuove tendenze emerse dal report di Eurispes dal titolo “Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale”. I due aspetti si alimentano reciprocamente attraverso strumenti giuridici, come trust, fiduciarie, fondi patrimoniali ma anche tecnologici, tra cui crypto-asset, High Frequency Trading, sistemi di pagamento e organizzativi, ovvero società zombie o imprese infiltrate dalla criminalità organizzata.
Nel primo semestre del 2025, l'Unità di informazione finanziaria (Uif) ha ricevuto oltre 80 mila segnalazioni di operazioni sospette, registrando un aumento del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il numero elevato di segnalazioni è da attribuire agli allert arrivati da banche e Piste che sono state ben 7.7000 in più rispetto all’anno e alla collaborazione degli operatori del gioco e delle scommesse, di quelli dei servizi di pagamento comunitari e dei servizi per cripto-attività, che hanno quasi raddoppiato il numero di segnalazioni.
Il rapporto analizza il delicato sistema dell'High Frequency Trading (Hft), ovvero una modalità di intervento sui mercati che consiste in scambi in borsa ad altissima velocità operati da algoritmi. Queste operazioni corrispondono all'80% del numero di transazioni e al 50% dei volumi totali sui mercati finanziari globali e presentano, in termini di velocità, una durata media di appena 81 microsecondi. Gli Hft condizionano circa un terzo dell'impatto delle fluttuazioni dei prezzi e aumentano il costo della liquidità del mercato in media del 17%. Oltre ai rischi sistemici, tra cui volatilità, potenziale insider trading e aggiotaggio, l'Hft viene utilizzato come strumento di riciclaggio, grazie alla limitata capacità di controllo degli ordinamenti vigenti. In Italia la Tassa sulle transazioni finanziarie, in vigore dal 2013, ha un perimetro applicativo ristretto, aliquote basse e una finestra temporale di riferimento pari a 0,5 secondi che lascerebbe fuori gran parte delle operazioni Hft.
La differenza principale tra evasione fiscale e riciclaggio risiede nell'origine dei fondi. Nell'evasione, i capitali hanno provenienza lecita ma vengono sottratti all'imposizione, mentre nel riciclaggio, derivano da attività criminali. In Italia sono circa 100 mila le imprese, il 2% del totale, che risultano infiltrate da organizzazioni criminali tra il 2001 e il 2020, operando come società zombie o cartiere, con fatturati gonfiati, costi di personale irrisori e improvvisi fallimenti. Il riciclaggio in Italia viene stimato in almeno l'1,5-2% del Pil, circa 40 miliardi di euro l'anno. Lombardia e Lazio sono tra le Regioni con la maggiore incidenza del riciclaggio dei proventi illeciti sul Pil, insieme alle aree dove la criminalità organizzata è più radicata - Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il report segnala uno squilibrio tra volumi e risorse: l’Uif riceve quasi 150.000 segnalazioni l'anno con una dotazione di circa 150-160 addetti.
Il quadro normativo si è evoluto dalle prime Raccomandazioni Fatf che risalgono al 1989 al più recente Aml Package europeo, che ha introdotto registri sui super-ricchi, tracciabilità degli Iban virtuali e rafforzamento dei controlli sulle cripto-attività. Il Regolamento delegato Ue 2025/1184 ha aggiornato la black list antiriciclaggio, includendo dieci nuovi paesi (tra cui Algeria, Libano, Kenya, Monaco e Venezuela) e rimuovendone otto (tra cui Panama ed Emirati Arabi Uniti). Nonostante questo, risultano ancora numerosi aspetti da attenzionare, come il cosiddetto cyberlaundering, che consiste nel riciclaggio attraverso internet o altri strumenti digitali.
Il rapporto fornisce anche una sorta di decalogo per il contrasto a questo tipo di fenomeni. Prima di tutto, la necessità di un utilizzo sempre più ampio dell'intelligenza artificiale. "I sistemi di IA e machine learning applicati ai big data - spiega Eurispes - possono rafforzare il monitoraggio delle transazioni sospette in tempo reale, migliorare il sistema di rating delle segnalazioni, sviluppare modelli previsionali per la classificazione automatica delle segnalazioni e potenziare l'identificazione dei clienti tramite biometria". Gli altri punti riguardano il monitoraggio delle transazioni nel metaverso, il monitoraggio delle procedure concorsuali e alla tassazione delle operazioni di Hft e, soprattutto, un’attività di contrasto all'utilizzo dell'IA a fini di deresponsabilizzazione penale.
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