Fondi agevolati e rete di sostegno:
«Così facciamo impresa al Sud»

Oltre 2.200 le domande di agevolazioni richieste, soprattutto da donne, per Resto al Sud 2.0. Daniela Miele (Cyclopes): «Una struttura comunale abbandonata da anni è diventata il nostro hub digitale: bastava crederci»
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June 4, 2026
Fondi agevolati e rete di sostegno:
«Così facciamo impresa al Sud»
Daniela Miele e Augusto Ozzella, rispettivamente amministratore unico e cto/socio di Cyclopes srl
Ad Apollosa, Comune di poco più di duemila abitanti nell'entroterra beneventano, Daniela Miele era una giovane donna piena di speranze quando, nell'estate del 2020, contribuì a fondare Cyclopes, una startup innovativa specializzata in comunicazione digitale, videostorytelling e realtà aumentata di cui oggi è amministratore unico. «Tutto è nato in pochi mesi: a novembre abbiamo presentato domanda su Invitalia, a marzo è stato approvato il finanziamento – racconta Daniela ad Avvenire –. Ad Apollosa c'era una struttura comunale abbandonata dal 2017, che è diventata la sede operativa della startup dopo lavori di risanamento cofinanziati dal programma Resto al Sud. E il Comune aveva la fibra da un gigabyte, fondamentale per un’azienda che lavora con contenuti digitali».
Ottantamila euro di investimenti in tecnologie avanzate, videocamere, totem multimediali e software: questo il contributo di Resto al Sud al progetto. Oggi Cyclopes impiega otto persone, tra cui anche un lavoratore con disabilità, inserito dopo un tirocinio e oggi parte stabile del team nel post-montaggio video. Il fatturato ha toccato 680mila euro. Ma Daniela non nasconde la parte più dura del percorso: «È la rete, il network di supporto, la cosa più difficile al Sud e quella fondamentale per crescere, al di là del finanziamento. Se Cyclopes fosse nata senza il supporto di Projenia – una società che realizza progetti di innovazione e sviluppo territoriale – e del Consorzio Sannio Tech, sarebbe stato molto più difficile». E ancora: «La parte promozionale, le referenze, il network contano almeno quanto il contributo a fondo perduto, soprattutto nel primo anno di attività». Il riconoscimento più recente è arrivato a Rimini Wellness, dove Cyclopes ha presentato tecnologie e soluzioni orientate al turismo esperienziale e al benessere. Luca Mauriello, project manager dell'azienda, guarda già oltre: «Il prossimo obiettivo è patrimonializzare le attività puntando sul futuro delle piattaforme digitali, arrivando in termini di fatturato che sia almeno il triplo di quello attuale».
Cyclopes è solo una delle migliaia di imprese nate in questi anni grazie a Resto al Sud, l'incentivo gestito da Invitalia che dal 2018 al 2025 ha finanziato circa 20mila progetti nel Mezzogiorno, generando oltre 1,37 miliardi di euro di investimenti, più di 63mila nuovi posti di lavoro, con circa il 40% dei beneficiari donne e quasi il 70% under 35. Tra le storie di successo emerse in questi anni c’è Lilybaeum Yacht, fondata a Marsala da due giovani siciliani tornati da Milano per costruire imbarcazioni da diporto di lusso ad alto contenuto tecnologico, e Coltelli Giagu, avviata a Pattada, nel sassarese, da un laureato al Politecnico di Torino che ha scelto di ricongiungersi con le proprie radici valorizzando una tradizione artigianale secolare. Storie lontane per settore e geografia, ma con la stessa radice: tornare, radicarsi, costruire.
Dallo scorso 15 ottobre è operativa la versione rinnovata del programma, ribattezzata Resto al Sud 2.0 e inserita nel Piano integrato autoimpiego, cofinanziato dall'Ue tramite il Programma nazionale giovani, donne e lavoro. Sono oltre 2.200, per 153 milioni di euro di agevolazioni, le domande già presentate. I dati al 15 maggio scorso segnalano anche altre 2.596 pratiche in fase di compilazione. Su scala nazionale le richieste hanno raggiunto i 3.417 accessi per 200 milioni di euro richiesti, pari al 35% della dotazione disponibile: una partenza robusta, che segnala un interesse diffuso e non scontato.
La misura è ora riservata agli under 35 disoccupati, inoccupati, inseriti nel Programma Gol o working poor, residenti nelle regioni della Zes del Mezzogiorno. Sul piano degli strumenti, quasi metà delle domande riguardano il voucher a fondo perduto fino a 40mila euro (elevabile a 50mila), mentre una quota analoga punta al contributo a fondo perduto per programmi di investimento fino a 200mila euro. Il 75% delle istanze riguarda attività d'impresa, il restante 25% lavoro autonomo o libere professioni. I settori più richiesti sono turismo (889 domande), servizi alla persona (753) e servizi per le Pmi (603), con presenza significativa dell'Ict (277 domande). La Campania guida anche in questa edizione con 1.140 giovani coinvolti, seguita da Sicilia (338), Puglia (256) e Calabria (251).
Un elemento che distingue questa nuova fase è la più alta partecipazione femminile rispetto all’analogo strumento attivato per il Centro-Nord: le nuove imprese incentivate al Sud saranno per il 40% a conduzione femminile, con uno scarto di cinque punti percentuali rispetto alle regioni settentrionali. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha parlato di «un andamento positivo per il trend di crescita dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno», aggiungendo che l’incentivo «si candida a diventare un virtuoso esempio di alleanza positiva tra lavoro autonomo e dipendente e di un sistema economico che ha fiducia nel futuro».
Fare impresa nel Mezzogiorno è più faticoso: mercati locali più contratti, infrastrutture spesso insufficienti, accesso al credito storicamente complicato. Lo strumento finanziario da solo non basta. Ed è qui che Resto al Sud ha cercato di distinguersi: attraverso una rete capillare di enti accreditati ha affiancato agli incentivi un servizio gratuito di accompagnamento imprenditoriale. Il 63% dei beneficiari afferma di aver acquisito nuove competenze tecniche e organizzative e circa la metà dichiara di aver rafforzato la propria connessione con l'ecosistema locale. La scommessa di Resto al Sud 2.0 è dunque quella di non limitarsi a distribuire risorse, ma di attivare capacità. Perché i soldi, da soli, non bastano a trattenere una generazione.

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