La multinazionale Electrolux congela licenziamenti e chiusure per 50 giorni

Al tavolo del ministero delle Imprese l'azienda ha accettato di proseguire la trattativa dopo le pressioni di istituzioni e sindacati, si apre una nuova fase
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June 15, 2026
La multinazionale Electrolux congela licenziamenti e chiusure per 50 giorni
Lavoratori in sciopero e assemblea davanti allo stabilimento dell'Electrolux a Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, il 12 maggio scorso / Ansa
Non è ancora uno stralcio ma la sospensione dei licenziamenti annunciati è un primo passo che lascia ben sperare. Electrolux, la multinazionale svedese degli elettrodomestici, ha assicurato che metterà in stand-by il piano da 1700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. Una decisione comunicata durante il tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy di ieri, insieme alla disponibilità a discutere misure condivise. Oltre al ministro Adolfo Urso al tavolo erano presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i rappresentanti di Confindustria e delle Regioni coinvolte oltre ai sindacati. «L’obiettivo è arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione», ha spiegato il ministro. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane: 50 i giorni di tempo per trovare una soluzione che possa tenere insieme tutte le istanze.
Dai territori ma in particolare dal Friuli Venezia Giulia dove c’è il quartier generale di Porcia in molti hanno tirato un sospiro di sollievo. L’assessore alle Attività produttive Sergio Bini ha sottolineato che «al di là degli investimenti compiuti dall’azienda e dalle azioni attuate dalle istituzioni nel corso degli anni a supporto della filiera del bianco, è emerso un dato importante: il governo italiano è disponibile a mettere in campo sia misure ordinarie sia, nel caso fosse necessario, anche iniziative straordinarie».
Si apre una fase nuova, un percorso non facile è la posizione di Confindustria Alto Adriatico. Il presidente Michelangelo Agrusti ha spiegato che gli industriali si sono attivati «per creare una convergenza a livello europeo con gli altri Paesi produttori per un’azione forte a tutela del manifatturiero europeo e, per noi, italiano, dalla dirompente e sregolata concorrenza dei produttori asiatici e cinesi, in particolare, sul modello di quanto stanno facendo le industrie europee dell’automotive».
In mattinata la diocesi di Concordia-Pordenone e la Commissione di Pastorale sociale e del lavoro hanno rinnovato la vicinanza ai lavoratori dello stabilimento di Porcia e alle loro famiglie, annunciando la presenza al corteo del 18 giugno. Richiamando il documento congiunto dei vescovi di Pordenone Giuseppe Pellegrini di Vittorio Veneto Riccardo Battocchio, la Pastorale ha ribadito che «il lavoro non può essere ridotto a una variabile economica» e ha richiamato «la necessità di tutelare diritti e dignità delle persone coinvolte».
Soddisfatti ma guardinghi i sindacati, che puntano al ritiro completo dei licenziamenti. Per il segretario generale della Fim Cisl, Fernando Uliano, «è molto importante l’impegno politico che è stato preso e lo vogliamo vedere alla prova dei fatti». Il nuovo piano alternativo di Electrolux deve essere “condiviso”, ha spiegato Uliano, invitando il governo ad «aprire il tavolo dell’elettrodomestico» che è stato istituito nel 2024 ma di fatto è rimasto inattivo.
«L’incontro è stato molto complesso, siamo di fronte ad una tregua armata» ha sintetizzato il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma. «La situazione non è risolta definitivamente, per adesso è sospeso il piano dell’azienda che non parte con nessuna azione nei confronti dei lavoratori», ha aggiunto il segretario generale Uilm, Davide Sperti. «Questo è un primo passo avanti che possiamo raccogliere con cauto ottimismo», ha spiegato. In questi giorni i sindacati faranno le assemblee con i lavoratori per condividere un calendario di incontri ed individuare soluzioni alternative.

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