L’IA al lavoro anche nei campi: aiuta in chat gli agricoltori
La startup AgerTech ha creato un sistema che permette a chi lavora nei campi di ottenere documenti o inviare informazioni via Whatsapp: l’IA organizza i dati come serve, semplificando la comunicazione e la gestione dell’azienda

Un agricoltore cammina tra i suoi filari. A un certo punto estrae lo smartphone dalla tasca e inizia a parlare. Quello che sembrerebbe il semplice gesto quotidiano di chi scambia un messaggio con un amico, potrebbe nascondere in realtà un sofisticato processo di digitalizzazione istantanea, gestito dall’intelligenza artificiale e finalizzato alla semplificazione degli adempimenti burocratici di un’azienda. L’agricoltore, infatti, potrebbe aver inviato un messaggio audio o scritto, oppure una foto, per ottenere in pochi secondi documenti utili per certificazioni, tracciabilità, rispetto delle normative e valutazione della sostenibilità, da fornire poi al proprio agronomo o usare per la gestione della propria attività. Niente software complessi, solo l’IA su una normale chat Whatsapp. «La nostra tecnologia permette di digitalizzare qualsiasi attività agricola: operazioni, trattamenti, fatture... Tutto attraverso dei semplici messaggi, senza perdita di tempo al pc», racconta Mara Verri, ceo di AgerTech, la startup che ha intercettato questo bisogno da parte degli agricoltori e degli agronomi e l’ha trasformata in un’idea di impresa.
Nata a settembre 2024, la startup è entrata sul mercato a gennaio 2025. Oggi conta già una sessantina di clienti e oltre cento utenti attivi. Il modello di business è rivolto sia alle aziende agricole sia alle cooperative e agli agronomi, che possono integrare questo strumento come servizio per raccogliere i dati dai loro assistiti in tempo reale. Nonostante sia molto giovane, la startup ha già raccolto dei supporti significativi: è stata accelerata da Frontech, il programma di Cdp Venture Capital per le startup più innovative in IA, web 3.0 e metaverso, realizzato con Cariplo Factory e Gellify. Così ha raccolto un primo investimento da 150.000 euro. Per il prossimo futuro, la squadra di AgerTech è concentrata sul round di pre-seed, con l’obiettivo di raggiungere i 700.000 euro: «Serviranno a potenziare la rete commerciale, quadruplicare i clienti e aggiungere nuove funzionalità richieste dal mercato».

L’idea che ora promettono di ampliare nasce, però, circa quattro anni fa. Verri era nel mondo dei software gestionali e aveva già una formazione in economia dell’ambiente: nell’agricoltura 4.0 ha individuato un mercato in forte espansione in cui unire le sue competenze digitali e l’attenzione alla sostenibilità. «Il settore agricolo è pieno di software gestionali per le aziende, ma gli agricoltori spesso li ignorano perché sono troppo complessi e richiedono troppo tempo al pc, per cui fondamentalmente non riescono a digitalizzare tutta la loro attività o lo fanno in modo sbagliato – specifica –. Il vantaggio del nostro agente IA direttamente integrato su WhatsApp è che l’agricoltore non deve imparare a usare una piattaforma, ma comunica come farebbe con un collega o il proprio agronomo. Inoltre, è la stessa IA che lo guida chiedendogli le informazioni necessarie a completare i documenti. Una volta raccolti i dati, questi vengono organizzati in tempo reale all’interno di una nostra piattaforma, dove operazioni e moduli sono categorizzati e accessibili all’imprenditore e all’agronomo». Il punto di forza dunque è l’immediatezza. «Il tempo medio per imparare a utilizzarlo è di un quarto d’ora, un tempo record rispetto alle giornate di formazione necessarie per i gestionali tradizionali», sottolinea la ceo. Con il supporto del team AgerTech il cliente può adattare l’agente IA alle proprie esigenze. «C’è una prima parte di configurazione che facciamo noi a seconda di quali dati il cliente vuole raccogliere e in che formato. Per esempio, un agronomo può aver bisogno di raccogliere e categorizzare tutte le informazioni sull’irrigazione o sui trattamenti da parte dei coltivatori che segue», continua. I dati raccolti possono essere poi esportati in Excel o integrati in altre piattaforme: «In questa fase ci stiamo concentrando sempre di più sulla raccolta rapida e puntuale del dato di quello che succede nel campo».
Dopo circa quattro anni di lavoro – tra indagini di mercato, ideazione e lancio del proprio sistema – la ceo non nega che fare startup non sia stato semplice. «Ci vuole molta determinazione – conclude –, ma penso che grazie a questa, come team, siamo arrivati a un prodotto che ci viene veramente richiesto dal mercato e questa è la nostra soddisfazione più grande».
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