Famiglie, giovani, anziani: il sostegno a tutto campo di Fondazione Grimaldi

Da Napoli opera la maggior realtà filantropica del Centro-Sud, legata alla famiglia dell'omonimo gruppo marittimo che lo finanzia con l'1% annuo dell'utile netto. Le realtà di Spes-F e Libera officina e i progetti d'espansione
April 24, 2026
Famiglie, giovani, anziani:     il sostegno a tutto campo di Fondazione Grimaldi
Bambini e ragazzi nel cortile del palazzo che ospita le attività della Fondazione Grimaldi
Napoli è città di sorprese, si sa. Nella trafficata piazzetta di Montesanto, uno dei quartieri storici della città, accanto alla chiesa di Santa Maria e davanti alla stazione della funicolare che s’inerpica fino al Vomero, se ne trova una, a esempio. Uno scrigno non artistico o culturale, ma sociale. Un villaggio della solidarietà, in cui ci s’imbatte entrando in un anonimo palazzo seicentesco di quattro piani, un tempo sede dell’istituto Bianchi, già collegio scolastico dei padri barnabiti. Oggi è il cuore delle attività della Fondazione Grimaldi, emanazione del gruppo marittimo multinazionale dei trasporti che – nata nel 2007 su impulso di donna Paola, la moglie del fondatore sempre dedicatasi alla beneficenza – in meno di vent’anni è divenuta la maggiore realtà privata filantropica del Centro-Sud d’Italia. Ora il “timone” è nelle mani del figlio Emanuele, e manager del gruppo. Ogni anno vengono lanciati due bandi semestrali, da 1 milione di euro, finanziati in via prioritaria con l’1 per cento annuo dell’utile netto del gruppo. «È un primato, ma non cerchiamo gli allori – dice il direttore generale Luca Marciani, 42 anni, romano -. Vogliamo dare il buon esempio, fare da “front runner” a tante altre imprese che possono allargare il proprio business guardando a un orizzonte di economia circolare, perché non dimentichiamo che la ricchezza del nostro gruppo arriva dal lavoro di 18mila persone ed è giusto allora che torni in parte sul territorio. E vogliamo farlo con lo stile di una famiglia che vuole vivere certi valori a partire dalle relazioni interpersonali».
Emanuele Grimaldi e sua madre, donna Paola, che ha creato la Fondazione
Emanuele Grimaldi e sua madre, donna Paola, che ha creato la Fondazione
Nel palazzo le varie realtà sono organizzate come “isole”, ciascuna con la propria autonomia di spazi e competenze, sulle quali si muovono i circa 60 volontari attivi. Al piano terra c’è tuttora una scuola primaria, per circa 50 alunni della zona. Poi c’è il “Guardaroba familiare”, aperto tutti i giovedì con panni dismessi, allestito proprio come un negozio per dare la stessa dignità e non far sentire “clienti di serie B” coloro che lo frequentano. Si sale lo scalone e ci s’imbatte in “Viva gli anziani”, il programma sviluppato assieme alla Comunità di Sant’Egidio: due stanze comunitarie e alcuni mini-alloggi dove vivono 4 donne. In totale, però, sono circa 600 i beneficiari diretti e oltre 2mila gli anziani assistiti, in vari rioni della città. È un lavoro, prezioso, di rammendo del tessuto sociale, un affiancamento ai servizi sociali cittadini.
Su un altro lato dell’edificio si sviluppa Spes-F, ovvero la Scuola per la salute della famiglia, un po’ il fiore all’occhiello della Fondazione: è un progetto interno nato nel 2018, la cui metodologia alla radice è quella di occuparsi di “tenere in piedi” l’intero nucleo familiare, non occuparsi dei soli ragazzi. L’obiettivo, spiega il direttore Paolo Buonaiuto, «non è puramente assistenzialistico, ma punta al superamento di specifici problemi individuati tramite un lavoro di equipe». Il “mattone-base” è il corso obbligatorio per i genitori rivolto al potenziamento familiare, che prevede anche un gettone di presenza. Ogni nucleo è affidato a un tutor che, almeno una volta al mese, ha un colloquio; e poi ci sono le visite domiciliari periodiche, anche per suggerire alle famiglie dei ragazzi eventuali soluzioni migliorative. Allo Spes club sono ammessi minori suddivisi in tre fasce d’età (9-10, 11-13 e 14-18 anni), tra doposcuola, biblioteca, merenda, laboratori vari di arte, gioco, sport e teatro, visite di gruppo per la città e colonie estive. I riscontri ci sono: circa il 30% dei genitori frequenta ora una scuola serale e fra i ragazzi si registra il 98% di promozioni dirette, con un +0,3% nell’ultimo anno. Il messaggio che si vuol dare, spiega Marciani, è che «davanti alla crisi demografica, la famiglia la si può far rifiorire: occorre investire non solo soldi, ma tempo e persone. È la nostra industria zero, la base da rilanciare».
Un momento di una lezione di Spes-F, la Scuola per la salute della famiglia
Un momento di una lezione di Spes-F, la Scuola per la salute della famiglia
L’ultima “isola” è quella di “Libera officina”: coinvolge una ventina di ragazzi diversamente abili con una serie di attività su quattro giorni. A latere marcia poi il sostegno alla “Casa di Tonia”, progetto formativo voluto nel 2010 dal già arcivescovo Crescenzio Sepe per aiutare le mamme in stato di povertà a camminare sulle proprie gambe. L’ufficio progetti è il cuore propulsore della Fondazione. Molte operazioni (77 quelle finanziate nel 2025) riguardano nuovi campi da calcio, l’acquisto di automezzi, mezzi sanitari e piccoli immobili, acquistati o ristrutturati per i bisognosi. Non mancano sovvenzioni dirette a famiglie di marittimi, circa 50. Di recente, poi, sono aumentati i progetti anche in Sicilia (oggi sono una ventina per un importo da mezzo milione) e Sardegna e da poco è partito il primo anche a San Ferdinando, in Calabria. E lo sguardo è già proiettato al futuro: nel 2022 è stato acquistato l’ex istituto Giovanna d’Arco, quasi 10mila metri quadri con giardini, da ristrutturare. Una volta pronto, sarà destinato ai senza fissa dimora, per dar loro pasti, docce e anche una residenza provvisoria. Sarà anche potenziato un polo medico-sanitario, grazie alla collaborazione con strutture come l’associazione Sisto Sforza che oggi gestisce uno sportello oculistico da oltre un migliaio di visite negli ultimi anni.

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