Teresa d’Avila affrontò il denaro come una questione spirituale. In un’epoca di monasteri sostenuti da rendite e doti, scelse la povertà radicale e fondò nuovi conventi confidando nella Provvidenza. Non condannò la ricchezza, ma ne chiese un uso giusto: condividere e non dipendere dal possesso
In un Paese sempre più anziano come l’Italia, dove la maggior parte dei residenti vive in una casa di proprietà, la salvaguardia del valore dell’investimento è decisivo per il benessere non solo economico. Soprattutto in ambito urbano è fondamentale predisporre politiche trasversali
In un flusso continuo di notizie, dati e opinioni, sapere di più non significa capire meglio. Questa rubrica nasce per “unire i puntini”: rimettere i fatti nel loro contesto, collegare fenomeni lontani e leggere il presente come un sistema di relazioni, non come una sequenza confusa di eventi
“Hackerare M0n0p0l1”, un progetto senza scopi di lucro, modifica alcuni elementi del gioco tradizionale per far riflettere sulle trasformazioni urbane e sull’attuale crisi abitativa
Anche pochi secondi di contatto visivo con la natura migliorano concentrazione, riducono lo stress e diminuiscono gli errori. Integrare il verde in scuole, case e città, secondo i principi del design biofilico, può rendere le comunità più sane e persino ridurre la spesa sanitaria
Dopo la conversione del 1575, Camillo de Lellis passa dal vizio del gioco a un uso rigoroso e trasparente del denaro, destinato solo ai malati e ai poveri. La sua gestione impeccabile delle risorse diventa un modello di carità concreta. Ai confratelli lascia un’unica eredità imprescindibile: la povertà