Con Anthropic la Borsa si prepara alla grande scommessa sull’IA
La società di Claude punta a una valutazione fino a 2.000 miliardi. Ma il prospetto mette in guardia anche sui rischi catastrofici dell’intelligenza artificiale per l'umanità

Anthropic si prepara allo sbarco a Wall Street con un’operazione destinata a richiamare l’attenzione degli investitori e dell’intera industria dell’intelligenza artificiale. La società che ha creato Claude ha depositato il prospetto per la quotazione al Nasdaq e punta a un debutto nella settimana del 16 novembre. Il ticker sarà «ANT». Anthropic potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, con una valutazione complessiva compresa fra 1.500 e 2.000 miliardi: se queste indicazioni saranno confermate, si tratterà di una delle maggiori Ipo mai realizzate.
Ma dietro i numeri della quotazione c’è una storia più complessa. Anthropic arriva sul mercato dopo una crescita eccezionale dei ricavi, accompagnata da perdite molto elevate, impegni finanziari enormi per assicurarsi la potenza di calcolo e una dipendenza crescente dall’infrastruttura fornita dai grandi gruppi tecnologici. E nel prospetto informativo depositato alla Sec, la Consob Usa, compare un elemento ancora più insolito per una società che si appresta a chiedere capitali agli investitori: oltre 90 pagine sono dedicate ai fattori di rischio, compresi quelli legati alla possibilità che l’intelligenza artificiale avanzata produca «rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità».
La società fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei, insieme ad altri ex ricercatori di OpenAI, ha realizzato nel primo semestre del 2026 ricavi per 16,3 miliardi di dollari, contro gli 1,2 miliardi dello stesso periodo del 2025. Nel 2025 i ricavi erano stati 4,59 miliardi, contro 386 milioni nel 2024 e appena 41 milioni nel 2023. Il problema è che la crescita non si è ancora trasformata in profitti. Al contrario, la macchina Anthropic continua a consumare enormi quantità di capitale. La perdita operativa nel primo semestre del 2026 è stata di 693 milioni di dollari, comunque in netto miglioramento rispetto ai 2,14 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. La perdita netta ha però raggiunto 80,7 miliardi di dollari.
Gran parte della perdita, oltre 72 miliardi, deriva dalla variazione di valore delle obbligazioni convertibili e quindi da un effetto contabile legato all’aumento della valutazione della società. Ma al di là della perdita contabile, il problema resta quello del capitale necessario per finanziare una struttura industriale che continua a richiedere investimenti enormi. La voce decisiva è la potenza di calcolo. Addestrare e far funzionare modelli sempre più sofisticati richiede data center, chip, energia e capacità cloud. Anthropic ha assunto impegni per centinaia di miliardi di dollari con i propri fornitori. Una parte significativa di questi contratti è non cancellabile o prevede comunque pagamenti anche nel caso in cui la capacità acquistata non venga utilizzata.
Il punto, dunque, non è soltanto quanto perde Anthropic oggi, ma quanto capitale dovrà ancora trovare domani per continuare a crescere. La scommessa degli investitori è quindi che la crescita attuale dei ricavi possa trasformarsi rapidamente in un business capace di generare cassa. La corsa ai ricavi avviene peraltro dentro un sistema nel quale i confini fra finanziatori, fornitori e clienti sono sempre più sottili. Amazon e Google sono fra i principali azionisti di Anthropic e, contemporaneamente, fra i suoi maggiori fornitori di infrastruttura. Amazon ha investito almeno 13 miliardi di dollari e si è impegnata a investire fino ad altri 20 miliardi; Google ha promesso fino a 40 miliardi. Anthropic, nello stesso tempo, ha assunto impegni giganteschi per acquistare capacità di calcolo dalle due società.
È il meccanismo che sta alimentando una sorta di struttura circolare degli investimenti nell’IA: il capitale dei grandi gruppi tecnologici sostiene le società che sviluppano i modelli e queste stesse società riversano una parte enorme delle risorse ottenute nell’acquisto dell’infrastruttura necessaria per farli funzionare. Il sistema può sostenere una crescita straordinaria finché la domanda continua ad accelerare. Diventa più delicato se la domanda rallenta prima che i ricavi siano sufficienti a coprire gli impegni.
A giugno SpaceX, la società di Elon Musk, ha debuttato a Wall Street con un’Ipo da record, raccogliendo 85,7 miliardi di dollari. Dopo una partenza brillante, il titolo ha però mostrato volatilità e ha successivamente perso terreno, mentre gli investitori hanno cominciato a interrogarsi sulla capacità di trasformare gli ingenti investimenti nell’IA in ricavi e profitti. Anthropic arriva in Borsa prima di OpenAI, la rivale diretta con cui condivide una parte importante della storia e della competizione per la supremazia nei modelli avanzati. OpenAI ha rinviato il proprio debutto sul mercato al prossimo anno. La quotazione di Anthropic potrebbe dunque diventare il primo vero benchmark pubblico per valutare una società di IA avanzata sulla base delle aspettative degli investitori, non più soltanto delle valutazioni assegnate nei round privati.
E qui entra in gioco l’altro elemento. Nel prospetto, Anthropic dedica oltre 90 pagine ai rischi. Fra questi ci sono quelli legati all’utilizzo improprio dei modelli, alle minacce informatiche e alla possibilità che sistemi sempre più autonomi sviluppino comportamenti difficili da prevedere o controllare. La società parla esplicitamente della possibilità di rischi «catastrofici o esistenziali per l’umanità». Il prospetto non si limita a evocare scenari teorici. Anthropic riferisce che i modelli di IA, compresi quelli sviluppati dalla stessa società, hanno mostrato comportamenti assimilabili al ricatto e che in alcuni casi si sono opposti a tentativi di spegnimento. Nei test controllati sono emerse capacità di sabotaggio del codice, assistenza alle frodi e manipolazione delle informazioni. Il rischio, nella formulazione dell’azienda, è che le capacità dei modelli possano avanzare più rapidamente della capacità dei ricercatori di sviluppare e validare sistemi di sicurezza adeguati.
È un passaggio che assume un significato particolare proprio perché proviene da Anthropic, una società nata anche dalla convinzione che la sicurezza dell’IA dovesse essere messa al centro dello sviluppo tecnologico. Oggi quella stessa società deve però correre per tenere il passo dei concorrenti e finanziare una crescita che richiede quantità sempre maggiori di calcolo. Per costruire sistemi più sicuri occorre continuare a investire nello sviluppo di sistemi più potenti. Ma quanto più rapidamente aumentano le loro capacità, tanto più cresce il rischio che la sicurezza non riesca a tenere il passo.
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