Camion e bus di Iveco all'indiana Tata Motors: c'è il via libera della Consob

Autorizzata l'Opa dopo l'accordo di luglio che ha diviso in due il gruppo controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann. La divisione dei veicoli militari acquisita da Leonardo
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September 4, 2026
Camion e bus di Iveco all'indiana Tata Motors: c'è il via libera della Consob
Adesso è ufficiale: la divisione dei mezzi pesanti di Iveco passa agli indiani di Tata Motors. La Consob ha dato l’autorizzazione al colosso di Mumbai per procedere all’offerta pubblica di acquisto (Opa) sul più importante gruppo italiano di camion, furgoni e autobus. 
L’offerta inizierà il 7 settembre e durerà sette settimane. Si tratta in realtà di un passaggio formale, visto che un accordo di massima tra Tata e i maggiori azionisti di Iveco per 3,8 miliardi di euro è stato raggiunto a fine luglio.
La vendita agli indiani del segmento della logistica civile è solo la metà del maxi-riassetto societario che ha diviso in due la storica azienda italiana.

La divisione dei veicoli militari acquisita da Leonardo

Il segmento che si occupa dell’ideazione e della produzione di veicoli militari rimarrà in Italia a Leonardo, il principale gruppo italiano nei settori aerospazio, difesa e sicurezza quotato a Piazza Affari e partecipato al 30% dal ministero dell'Economia. L’operazione da 1,7 miliardi di euro riguarda due marchi: Iveco Defence Vehicles (Idv), che produce veicoli protetti multifunzione usati dalle forze armate di numerosi paesi, e Astra, specializzata in mezzi pesanti per operazioni in condizioni estreme.

Il gruppo controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann

Fino ad oggi nella gaFino a questo momento, il controllo di Iveco (acronimo di Industrial Vehicles Corporation, nato nel 1975 dalla fusione di diversi marchi storici europei) è rimasto saldamente nella galassia della famiglia Agnelli-Elkann attraverso la holding Exor, proprietaria del 27% delle quote e di oltre il 43% dei diritti di voto che ha però deciso di uscire dal settore dei veicoli pesanti. L’Opa è però un passaggio necessario perché diversi fondi e banche di investimento (JP Morgan e BlackRock tra gli altri), hanno piccole quote che vanno però acquistate da Tata in un’operazione pubblica, visto che Iveco è quotata. L’obiettivo di Tata Motors è quello di arrivare al 100% delle azioni di Iveco con la successiva uscita dalla Borsa.

Tata Group: il colosso indiano da un milione di dipendenti

Tata Motors è la più grande azienda automobilistica indiana e procude sia auto che mezzi pesanti, ha acquisito nel 2008 il gruppo Jaguar Land Rover. Ha un fatturato annuo di 47 miliardi di euro e punta a raddoppiarlo da qui a cinque anni. A regime produrrà circa 540 mila veicoli l’anno. È parte integrante di un conglomerato ancora più grande, Tata Group, che dà lavoro a più di un milione di persone. Si tratta del più grande impero industriale dell’India, con un valore complessivo che supera i 280 miliardi di dollari. Spazia dall’acciaio all’informatica, passando per il tè e le compagnie aeree.

Piano industriale per Iveco ancora nebuloso 

Non è ancora chiaro il piano industriale degli indiani. Tata si è impegnata a mantenere la sede principale a Torino e a non tagliare il personale o chiudere impianti. I dipendenti sono circa 14mila. In forte difficoltà il settore dei veicoli commerciali (con un calo annuo delle vendite del 15% ) in linea con la flessione a livello europeo. In particolare i sindacati temono per lo stabilimento di motori in provincia di Foggia, il sito produttivo situato a Borgo Incoronata (ex Sofim) che si estende su un’area di 540mila metri quadrati.
Per rilevare Iveco e sostenere la transizione ecologica del gruppo, la dirigenza di Tata ha dovuto ricorrere a rilevanti prestiti-ponte e valutare un passo storico: la quotazione in Borsa della holding centrale Tata Sons. A rendere tutto più incerto è la crisi ai vertici del gruppo indiano. La scomparsa del patriarca Ratan Tata ha aperto uno scontro frontale tra i manager che puntano su grandi acquisizioni e internazionalizzazione e la famiglia che sembra più orientata a consolidare la difficile situazione economica.

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