Il Papa ai giovani: «Dio guarda i cuori, non il telefono»

In dialogo con i partecipanti al centro estivo che si tiene in Vaticano, emergono i temi della dipendenza dalla tecnologia, dell'importanza del pensiero critico e del tempo dedicato agli amici, alla famiglia e alla preghiera
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June 22, 2026
Il Papa con i bambini dell'Estate Ragazzi
Il Papa con i bambini dell'Estate Ragazzi / Vatican Media
È una giornata speciale oggi per i bambini, i ragazzi e gli animatori dell’Estate Ragazzi in Vaticano, il centro estivo allestito in Aula Paolo VI sul tema  Il giro del mondo in 80 giorni. Ospite speciale, Leone XIV, che prima di raggiungere la sede romana del Programma alimentare mondiale si è fermato a dialogare con grandi e piccini in una delle tante “scuole di pace” in cui il Pontefice – come ha affermato durante la sua udienza ai rappresentati della Cei – vorrebbe si trasformasse ogni comunità.
Leone XIV con i partecipanti al centro estivo in Aula Paolo VI / Vatican Media
Leone XIV con i partecipanti al centro estivo in Aula Paolo VI / Vatican Media
I giovani, durante il loro colloquio, gli chiedono subito come portare con loro durante il resto dell’anno la bellezza delle giornate «senza telefono» che stanno passando in Vaticano. «Spesso ci sentiamo un po’ catturati dal digitale e temiamo di perdere di vista i nostri amici veri o di chiuderci nel nostro mondo. Come possiamo essere dei campioni di tecnologia usandola per fare cose belle e senza dimenticare gli amici che ci stanno intorno?», chiede Federico. Nelle parole del Papa, l’importanza di imparare a «formare le amicizie, trovarci insieme, giocare insieme, magari anche studiare insieme come persone, non come computer o come macchine, come tecno-robot». Poi l’attenzione al tempo passato in famiglia: «Non è sufficiente che stiamo tutti lì ognuno guardano il suo telefonino. È molto importante imparare a dialogare, a conversare, a trovarci bene con gli altri, a giocare insieme». E alla preghiera: «Anche se possiamo avere la Bibbia e qualche preghiera nel telefonino, Dio non vuole guardare il telefonino: Dio vuole guardare i nostri cuori, la nostra vita».
I bambini davanti al Papa in Aula Paolo VI / Vatican Media
I bambini davanti al Papa in Aula Paolo VI / Vatican Media
Rimanere liberi, quindi, di dedicare il proprio tempo a ciò che conta. C’è da stare attenti, infatti, avverte Leone XIV, a «una specie di dipendenza che, di proposito, mettono nei programmi» «le applicazioni». «Loro cercano di renderci dipendenti da questa tecnologia», ripete Prevost. Quindi, ben vengano le occasioni come i centri estivi che ci aiutano «a staccarci un po’» dai dispositivi, per restituire tempo agli altri e a Dio. «Non siamo tutti attaccati a un cavo, vero? Siamo esseri umani», afferma ancora il Papa. E «staccarci un po’» permette anche di tornare ad allenare il senso critico. Leone XIV lo spiega ai bambini con un aneddoto. Gli è capitato più di una volta, in Europa, in Perù e negli Stati Uniti, racconta, di affidare i suoi viaggi alle indicazioni stradali del GPS e ritrovarsi impossibilitato ad arrivare a destinazione: «Mi ha portato per una strada sbagliata e sono rimasto bloccato», dice. «È molto meglio imparare noi stessi – conclude allora – a pensare, ad avere la capacità critica di sapere dove andiamo nella vita» e a «usare le capacità che Dio ci ha dato!». E per darGli spazio, Leone XIV termina allora l’incontro con la preghiera del Padre nostro. Così che, tornado a casa i piccoli partecipanti possano «dire anche ai vostri genitori che avete pregato con il Papa, perché la preghiera è molto importante per noi», l’invito di Leone XIV.
Al termine della visita, secondo il tema scelto per il centro estivo, il Papa viene nominato "capo esploratore" e gli vengono consegnati il kit dell’esploratore e una targa dell’Estate Ragazzi / Vatican Media
Al termine della visita, secondo il tema scelto per il centro estivo, il Papa viene nominato "capo esploratore" e gli vengono consegnati il kit dell’esploratore e una targa dell’Estate Ragazzi / Vatican Media

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