mercoledì 25 maggio 2016
​Messaggio di Papa Francesco ai cattolici tedeschi riuniti a Lipsia per la centesima Katholikentag (Filippo Rizzi)
"Preghiamo sempre, senza stancarci"
Papa: offriamo agli altri ciò che manca davvero
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Un videomessaggio di Papa Francesco è stato il punto centrale delle manifestazioni inaugurali del 100° Katholikentag, ovvero la “Giornata dei cattolici tedeschi”, apertasi oggi a Lipsia (diocesi di Dreseden-Meissen) e che si concluderà domenica. L’evento è organizzato a cadenza biennale dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi e su impulso della Conferenza episcopale tedesca. «Cari fratelli e sorelle, saluto di cuore voi tutti che partecipate alla 100ma Giornata dei cattolici a Lipsia – scrive nel messaggio papa Francesco –; sono lieto che siate convenuti così numerosi. Voi volete mostrare agli uomini e alle donne a Lipsia e in tutta la Germania, che vivete la gioia del Vangelo. Avete buoni rapporti con i cristiani delle altre confessioni e date un’autentica testimonianza di Cristo con il vostro impegno concreto a favore dei più deboli e bisognosi». Papa Francesco, sottolineando il titolo della manifestazione, “Ecco l’uomo!”, ha ricordato ai partecipanti che «non è il fare o il successo esteriore che conta, ma la capacità dì fermarsi, di volgere lo sguardo, di essere attenti verso l’altro e di offrirgli quello che gli manca veramente».Sottolineando che ogni persona umana «ha bisogno di una convivenza pacifica» il Papa ha stigmatizzato il fatto che «molte persone vivono in una fretta costante. Così tendono a travolgere tutto ciò che hanno intorno a sé. Questo incide anche sul modo in cui si tratta l’ambiente». L’’invito che il pontefice ha rivolto ai cattolici tedeschi è di lasciarsi toccare «dalla misericordia di Dio anche con una buona confessione, per diventare sempre più misericordiosi come il Padre» e, formulando l’auspicio a quanti sono radunati a Lipsia e a tutti fedeli in Germania di dare «sempre più spazio nella vita alla voce dei poveri e degli oppressi», Papa Francesco ha ancora ripreso il motto del Katholikentag e ha invitato a contemplare nella propria vita «Gesù sofferente e martoriato, che posa lo sguardo sulla malvagità e sulla brutalità in tutta la loro dimensione, che gli uomini subiscono o fanno subire l’uno all’altro in questo mondo». L’incoraggiamento del presidente dei vescovi tedeschi, Marx Da ricordare infine che già lo scorso anno, mentre si lavorava alla preparazione del Katholikentag, il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx, aveva sottolineato l’importanza della collaborazione tra vescovi e laici in Germania, auspicando «una fruttuosa cooperazione». «Considero il Katholikentag – aveva detto il porporato – un grande arricchimento della vita ecclesiale in Germania e lo vedo come un’opportunità, perché i cristiani abbiano un effetto reale nella nostra società». Nel 2014, la precedente edizione: La precedente edizione della “Giornata dei cattolici tedeschi” si era tenuta nel maggio 2014 a Ratisbona, sul tema “Costruire ponti con Cristo” e aveva visto un focus speciale sui temi della morale familiare e delle prospettive della famiglia cristiana, in preparazione al terzo Sinodo straordinario della famiglia svoltosi in Vaticano nell’ottobre dello stesso anno, sul tema: "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". ​

Un'immagine dell'edizione 2014Ecco la traduzione del messaggio di Papa Francesco all'edizione numero 100 del Katholikentag (la "Giornata dei cattolici tedeschi), che si svolge a Lipsia sul tema "Ecco l'uomo"Cari fratelli e sorelle,saluto di cuore voi tutti che partecipate alla 100ma Giornata dei Cattolici a Lipsia. Sono lieto che siate convenuti così numerosi. Voi volete mostrare agli uomini e alle donne a Lipsia e in tutta la Germania, che vivete la gioia del Vangelo. Avete buoni rapporti con i cristiani delle altre confessioni e date un’autentica testimonianza di Cristo con il vostro impegno concreto a favore dei più deboli e bisognosi.«Ecco l’uomo!». Vi siete radunati sotto questo motto. Questo mostra in modo molto bello ciò che conta. Non è il fare o il successo esteriore che conta, ma la capacità dì fermarsi, di volgere lo sguardo, di essere attenti verso l’altro e di offrirgli quello che gli manca veramente. Ogni persona umana desidera la comunione e la pace. Ha bisogno di una convivenza pacifica. Ma ciò può crescere solo quando costruiamo anche la pace interiore nel nostro cuore. Molte persone vivono in una fretta costante. Così tendono a travolgere tutto ciò che hanno intorno a sé. Questo incide anche sul modo in cui si tratta l’ambiente. Si tratta di concedersi più tempo per recuperare la serena armonia con il mondo, con il creato, ma anche con il Creatore (cfr. Laudato si’ 225). Cerchiamo nella contemplazione, nella preghiera di raggiungere sempre più familiarità con Dio. E pian piano scopriamo che il Padre celeste desidera il nostro bene, Egli vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni. È questa familiarità con Dio che anima pure la nostra misericordia. Come ama il Padre così amano i figli. Come è misericordioso Lui, così anche noi siamo chiamati ad essere misericordiosi, gli uni verso gli altri (cfr. Misericordiae vultus, 9). Lasciamoci toccare dalla misericordia di Dio anche con una buona confessione, per diventare sempre più misericordiosi come il Padre. «Ecco l’uomo!». Tante volte incontriamo nella società l’uomo maltrattato. Vediamo come altri giudicano il valore della sua vita e lo sollecitano, nella vecchiaia e nella malattia, a morire presto. Vediamo come gli uomini vengano compromessi, sbattuti qua e la e privati della propria dignità, perché non hanno lavoro o sono profughi. Vediamo qui Gesù sofferente e martoriato, che posa lo sguardo sulla malvagità e sulla brutalità in tutta la loro dimensione, che gli uomini subiscono o fanno subire l’uno all’altro in questo mondo. A quanti sono radunati a Lipsia e a tutti fedeli in Germania formulo l’auspicio che dìano sempre più spazio nella vita alla voce dei poveri e degli oppressi. Sostenetevi a vicenda nella condivisione di esperienze e idee su come portare la Buona Notizia di Cristo agli uomini. Imploriamo il Consolatore divino, lo Spirito Santo, affinché ci dia il coraggio e la forza per essere testimoni di quella speranza, che è Dio per l’umanità intera. E, per favore, pregate anche per me. A voi tutti, che contribuite e partecipate a questa festa della fede, della gioia e della speranza, di cuore imparto la Benedizione Apostolica. Papa Francesco
 
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