lunedì 8 aprile 2024
Nei momenti di difficoltà, quando ci si sente persi, pregare significa semplicemente chiedere aiuto. Il noto teologo evangelico ci insegna la fiducia nell'amore di Dio: odo il tuo richiamo e lo seguo
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Ci sono giorni in cui niente sembra avere senso, tutto appare inutile, vuoto. Sono proprio quelle le situazioni in cui il Padre buono desidera che ci rivolgiamo a Lui, desideroso solo di regalarci il suo abbraccio di misericordia. Almeno è questa la testimonianza che ci viene offerta da tanti giganti della fede. Come Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) il noto teologo e pastore luterano ucciso nel lager di Flossenbürg per la sua opposizione al regime nazista. Così pregava:

«C'è buio in me
in te invece c'è luce;
sono solo, ma tu non m'abbandoni;
non ho coraggio, ma tu mi sei d'aiuto;
sono inquieto, ma in te c'è la pace;
c'è amarezza in me, in te pazienza;
non capisco le tue vie, ma
tu sai qual è la mia strada.
Tu conosci tutta l'infelicità degli uomini;
tu rimani accanto a me,
quando nessun uomo mi rimane accanto,
tu non mi dimentichi e mi cerchi,
tu vuoi che io ti riconosca
e mi volga a te.
Signore, odo il tuo richiamo e lo seguo,
aiutami!
Signore, qualunque cosa rechi questo giorno,
il tuo nome sia lodato!
Amen».

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