Medjugorje: il vescovo emerito di Carpi, Francesco Cavina, è il nuovo visitatore apostolico

Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia del nunzio Aldo Cavalli e ha nominato il presule, originario di Imola, nuovo visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje a tempo indeterminato
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October 31, 2026
Medjugorje: il vescovo emerito di Carpi, Francesco Cavina, è il nuovo visitatore apostolico
l santuario di Medjugorje/Vatican Media
È il vescovo emerito di Carpi, Francesco Cavina, originario di Imola, il nuovo visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje. Papa Leone XIV lo ha nominato ieri «a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis», come riporta il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, accettando la rinuncia del nunzio Aldo Cavalli. Cavalli, che ha compiuto 80 anni lo scorso 18 ottobre, molti dei quali trascorsi nelle nunziature di tutto il mondo, era stato scelto da papa Francesco nel novembre del 2021 a svolgere l'incarico di visitatore apostolico nel piccolo paese della Bosnia ed Erzegovina, divenuto negli ultimi quarant’anni uno dei centri mariani più visitati del mondo. Cavalli aveva raccolto il testimone dell’arcivescovo polacco monsignor Henryk Hoser, primo visitatore di Medjugorje, scomparso nell’agosto di quell'anno. Il parroco di Medjugorje, padre Zvonimir Pavičić, ha ringraziato l'arcivescovo Cavalli per il suo servizio in un comunicato speciale, sottolineando la sua vicinanza ai parrocchiani, ai francescani e ai pellegrini. Il Visitatore Apostolico ha il compito di assicurare un accompagnamento pastorale alla comunità parrocchiale e ai numerosi pellegrini che raggiungono ogni anno il santuario mariano in Bosnia-Erzegovina. La nomina di Cavina si inserisce nella linea di attenzione della Santa Sede verso un luogo di intensa frequentazione religiosa, senza che ciò comporti un riconoscimento ufficiale della soprannaturalità delle apparizioni mariane.

La gioia e la «gratitudine» della diocesi di origine di Cavina: Imola

Il nuovo visitatore apostolico nato a Faenza il 17 febbraio 1955 e cresciuto a San Lorenzo di Lugo ed è stato ordinato sacerdote il 15 maggio 1980 nella Cattedrale di San Cassiano a Imola, dal vescovo Luigi Dardani. Dopo aver svolto diversi incarichi ecclesiastici, anche presso la Segreteria di Stato vaticana, nel 2011 è stato nominato vescovo di Carpi, ricevendo l’ordinazione episcopale il 22 gennaio 2012 nella cattedrale di Imola. Dal 2019 è vescovo emerito di Carpi ed è canonico onorario del Capitolo della Cattedrale imolese. In un comunicato la diocesi di Imola ha espresso la sua «gratitudine» per questo incarico a monsignor Cavina: «La Chiesa imolese, alla quale monsignor Cavina è legato per la sua formazione e il suo ministero sacerdotale, si unisce nella gioia per questa nomina e lo accompagna con la preghiera, affinché il Signore lo sostenga nel nuovo servizio affidatogli da Leone XIV, illuminandone il discernimento e guidandone l’azione pastorale a beneficio della comunità e dei pellegrini di Međugorje».

Il fenomeno e la storia di Medjugorie

Il fenomeno di Medjugorje è associato alle affermazioni di sei veggenti secondo le quali la Madonna apparirebbe loro dal 1981, ed è chiamata la Regina della Pace per i messaggi che invia ai fedeli. Il fenomeno è stato esaminato nel corso degli anni da commissioni ecclesiastiche, tra cui la commissione episcopale istituita nel 1982 dall'allora Conferenza episcopale jugoslava. La Conferenza episcopale jugoslava pubblicò la Dichiarazione di Zara, nella quale si concludeva che, sulla base di ricerche precedenti, la natura soprannaturale delle apparizioni di Medjugorje non poteva essere confermata. Nel 2010, papa Benedetto XVI istituì una commissione d'inchiesta internazionale presieduta dal cardinale Camillo Ruini, che concluse i suoi lavori nel 2014 e presentò la sua relazione a Papa Francesco. Le conclusioni della commissione non sono state pubblicate ufficialmente. Nel 2024, il Vaticano ha pubblicato un documento del Dicastero per la Dottrina della Fede che conferiva a Medjugorje lo status di Nihil obstat (nessun ostacolo). Ciò confermava che il Vaticano non si opponeva alla venerazione e alla devozione pubblica associate a Medjugorje, pur riconoscendone i frutti spirituali positivi.
Il vescovo Francesco Cavina in una immagine del 2013 /Gennari
Il vescovo Francesco Cavina in una immagine del 2013 /Gennari

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