La vera storia della Preghiera
semplice,
il falso
più famoso di san Francesco

È uno dei testi spirituali più celebri al mondo, ma il santo di Assisi non ne fu l’autore. Ecco come, dal 1912, è arrivato ad avere così tanto successo
Google preferred source
August 7, 2026
Attorno a Francesco d’Assisi vi sono “miti” che resistono inossidabili al tempo, difficili a morire. Infatti, nonostante la conoscenza degli scritti dell’Assisiate sia notevolmente cresciuta, se si chiede a un pubblico di non specialisti quale sia il suo testo più bello e significativo, molti risponderanno che è la cosiddetta Preghiera semplice , uno scritto che con il Francesco storico non ha nulla a che fare, poiché il testo, il cui autore permane ignoto, fece la sua prima apparizione nel 1912. A quanto ne sappiamo, infatti, fu nel dicembre di quell’anno che la preghiera venne pubblicata su La Clochette , una piccola rivista cattolica fondata da un sacerdote normanno, Esther Bouquerel († 1923). Nel 1913 fu scoperta dal canonico Louis Boissey e in seguito dal marchese Stanislao de la Rochethulon-Grente, che ebbe un ruolo fondamentale in ordine alla sua diffusione durante la prima Guerra mondiale. Giorno determinante per la fortuna di questo breve testo fu però il 20 gennaio 1916, nel pieno della Grande Guerra. In quel giorno, infatti, L’Osservatore Romano dedicava quasi per intero la prima pagina ai problemi del conflitto; sull’ultima colonna (la sesta) compariva poi un breve pezzo intitolato: Le preghiere del «Souvenir Normand» per la pace , nel quale si riportava la preghiera che molti, ancora oggi, attribuiscono al Santo di Assisi. Fu L’Osservatore Romano , dunque, a conferire notorietà internazionale alla preghiera, tanto è vero che qualche giorno dopo (il 28 gennaio) essa veniva pubblicata di nuovo da La Croix . E forse è proprio a L’Osservatore , che giudicava il testo di una «toccante semplicità», che bisogna risalire per rintracciare le origini del titolo, pian piano impostosi definitivamente, di Preghiera semplice . Recependo le indicazioni di coloro che avevano fatto pervenire il testo al Santo Padre, L’Osservatore affermava che la preghiera si ispirava al testamento di Guglielmo il Conquistatore († ca. 1087), ma, in realtà, essa non ha nulla a che vedere con le ultime volontà del vincitore della celebre battaglia di Hastings. Quando e come, allora, è venuto a formarsi il legame con Francesco d’Assisi? Fu soprattutto nel corso delle celebrazioni del VII centenario della morte di Francesco (1926) che iniziò a circolare con sempre maggior frequenza la dicitura: «preghiera attribuita a san Francesco d’Assisi». Per di più, il testo conobbe una gran diffusione nel mondo protestante, il quale ne recepì l’attribuzione sanfrancescana e finì per considerarla come la preghiera ecumenica per eccellenza. Per quanto – come abbiamo visto – privo di ogni fondamento, da allora il binomio divenne inscindibile; non è male, perciò, fare un po’ di chiarezza. Del resto, se la Preghiera semplice resta pur sempre un testo incantevole, è altrettanto vero che, anche senza questo famoso brano, gli scritti autentici di Francesco d’Assisi mantengono inalterato tutto il loro valore, monumenti di poesia e d’intenso realismo, degni di stare a fianco delle più celebri opere spirituali di ogni tempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire