Joseph Ratzinger, il Concilio Vaticano II
e quella “bussola” per la Chiesa che verrà

Oggi a Roma una giornata di studio dedicata alla figura di Benedetto XVI e a come la teologia conciliare abbia segnato il suo percorso da studioso e da pastore. Aprirà i lavori il cardinale Müller
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June 16, 2026
Joseph Ratzinger, il Concilio Vaticano II
e quella “bussola” per la Chiesa che verrà
Roma 1962 - Il giovane Joseph Ratzinger a colloquio con il teologo Yves-Marie-Joseph Congar durante il Concilio Vaticano II / Siciliani
Il Concilio Vaticano II (1962-1965) per Joseph Ratzinger-Benedetto XVI (1927-2022) fu veramente un destino. Ma fu anche la stella polare per tutta la parabola della sua lunga esistenza prima come teologo, vescovo, cardinale e prefetto dell’ex Sant’Uffizio, poi per i suoi otto anni da Papa (2005-2013) e infine da Pontefice emerito. È questo l’orizzonte di riferimento della giornata di studio che si terrà oggi a Roma al Collegio di Santa Maria dell’Anima e che sarà dedicata al ruolo di Ratzinger come teologo e perito all’interno del Vaticano II. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17 ed è promosso dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Un luogo, il Collegio di Santa Maria dell’Anima, a due passi da piazza Navona, dal significato particolare nella vita di Ratzinger: qui abitò in veste di perito, allora trentacinquenne, durante le quattro sessioni del Vaticano II.  Dopo i saluti introduttivi di don Michael Max, rettore della Chiesa e del Collegio di Santa Maria dell’Anima, dello storico della Chiesa don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Ratzinger, e di Lea Amodio, autrice e caporedattrice di Ratzinger Class, si terrà la relazione del cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, curatore dell’ Opera Omnia di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Al centro di questa giornata ci sarà soprattutto la presentazione del volume edito da Cantagalli Joseph Ratzinger e il Concilio Vaticano II (pagine 336, euro 22).
Il saggio non è solo un omaggio a Ratzinger, teologo di fiducia del cardinale di Colonia Josef Frings durante i lavori conciliari, ma offre al lettore anche i contributi scientifici di un importante convegno accademico, celebratosi nel marzo del 2025, per i 60 anni del Concilio all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. I curatori di questa monumentale pubblicazione sono due teologi di professione: il legionario di Cristo padre Sameer Advani e don Leonardo Pelonara. Filo rosso di questa imponente ricerca è il racconto di come Ratzinger non solo ha “vissuto” da protagonista quell’evento con Karl Rahner, il collega professore gesuita (con cui elaborò i famosi schemi sulle fonti della Rivelazione), ma anche come i documenti del Concilio hanno segnato il suo pensiero nella veste di teologo e poi di Papa: dalle Costituzioni dogmatiche Dei Verbum , Lumen Gentium a quella pastorale Gaudium et spes, dalla Dichiarazione sulle relazioni ebraico- cristiane Nostra aetate al Decreto conciliare sul ministero e la formazione dei sacerdoti Presbyterorum ordinis. Dentro queste pagine compaiono le firme di tanti studiosi di rango come Paul Domini o Carmelo Pandolfi, ma anche la carmelitana scalza Cristiana Dobner, Paola Buselli Mondin, Giovanni Parise e Mauro Gagliardi. L’intento principale di questa pubblicazione – sostiene Sameer Adavani – è di tornare ai testi del Concilio con uno sguardo libero da opposizioni ideologiche, per riscoprirne lo spirito autentico. Ad aprire la raccolta è il cardinale svizzero Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, che per tanti anni è stato una figura istituzionale di riferimento del Neuer Schülerkreis , il circolo di studiosi nato attorno all’eredità teologica di Joseph Ratzinger. Il porporato, in queste pagine, ricorda soprattutto il famoso discorso alla Curia Romana del 2005 pronunciato da Benedetto XVI per i 40 anni del Concilio. E sempre qui Koch rievoca la lezione di Ratzinger in cui affermò che per essere fedeli discepoli del magistero del Vaticano II è necessario sempre promuovere un’«ermeneutica della riforma nella continuità» rispetto ai Concili del passato. Dentro queste pagine si scopre così l’amore di Ratzinger per la Costituzione Dei Verbum , la centralità che ha avuto nella sua vita la Parola di Dio e l’importanza che lui da teologo ha sempre dato all’«ermeneutica biblica». O ancora il suo amore sconfinato per la liturgia, appresa dal suo «maestro di sempre» Romano Guardini, anche alla luce della prima Costituzione promulgata dal Vaticano II: la Sacrosanctum Concilium. Leggendo questo bel volume ritornano alla mente i nomi di autorevoli colleghi che con lui hanno “fatto” il Concilio come periti: da Yves Congar a Henri de Lubac, da Gustave Martelet a Jean Daniélou. O ancora, appare chiaro quanto importante fu per lui la conoscenza del pensiero di san Bonaventura da Bagnoregio per la stesura delle bozze di studio sui documenti in discussione al Concilio. Viene a galla, sempre da questa pubblicazione, inoltre, la stima del giovane Ratzinger per la ricerca d’avanguardia di Pierre Teilhard de Chardin. Il volume, insomma, testimonia le radici autentiche del pensiero e l’attualità di Ratzinger ben riassunta da una famosa citazione dello scrittore e teologo irlandese Cyril O’Regan: «Alla sua teologia mancano le doti storiche di de Lubac e quelle sistematiche e speculative di von Balthasar. Il suo genio è un altro. È plausibilmente il più grande teologo pastorale della Chiesa cattolica dell’ultimo secolo». Una giornata di studio quella di oggi che probabilmente confermerà proprio questa lettura.
La copertina del libro su Ratzinger e il Concilio che verrà presentato oggi a Roma
La copertina del libro su Ratzinger e il Concilio che verrà presentato oggi a Roma

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