Il Papa ai malati di cancro: «Non abbiate paura». E su Oleshky: «La tregua non resti un caso isolato»

di Giacomo Gambassi, inviato sul volo papale
Nel volo verso l’America Latina lo scambio di battute di Leone XIV con i giornalisti. «Nessun dubbio sul viaggio anche quando ero in ospedale, sono felice di affrontarlo. Benedetti i controlli di prevenzione. Visito con gioia l’Argentina di papa Francesco. Fiero di essere americano e di aver votato»
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November 6, 2026
Il Papa ai malati di cancro: «Non abbiate paura». E su Oleshky: «La tregua non resti un caso isolato»
Papa Leone XIV mentre scende dall'aereo al suo arrivo in Uruguay, prima tappa del suo viaggio in America Latina / ANSA
«Lo confesso: non ho mai avuto dubbi su questo viaggio da quel martedì. E sono sempre stato convinto di riuscire a farlo». Leone XIV si racconta durante il volo papale verso l’Uruguay. Prima tappa della sua visita di dodici giorni in America Latina che lo porterà anche in Argentina e in Perù dove è stato missionario e vescovo. Il martedì di cui parla il Papa davanti ai giornalisti al seguito è quello del 13 ottobre quando è stato operato al polmone per rimuovergli il tumore annunciato da lui stesso in piazza San Pietro all’Angelus. Un intervento che fa dire al Pontefice, sull’aereo diretto a Montevideo dove è atterrato nella serata di ieri, che «è mia intenzione accompagnare coloro che sono malati» e che «l’assistenza sanitaria deve essere un diritto garantito a tutti». Poi sottolinea: «Sono qui grazie all’aiuto del Signore e al magnifico supporto medico». Un Papa in ottima forma che scambia battute con i cronisti durante la traversata dell’oceano. «Sto addirittura meglio», scherza mentre ha al suo fianco il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni. Quindi si rivolge a quanti sono pazienti oncologici come lui: «Non abbiate paura. I check-up regolari e la prevenzione sono benedetti. È importante prendersi cura di sé stessi».
Il Papa con i giornalisti durante il volo papale per l'America Latina / Aigav
Il Papa con i giornalisti durante il volo papale per l'America Latina / Aigav
Nei saluti guarda al mondo. A cominciare da Oleshky, la città dell’Ucraina circondata dalle truppe russe e sotto il fuoco incrociato dei due eserciti per la quale Leone XIV è riuscito a ottenere una tregua da Putin e Zelensky per evacuare la popolazione rimasta senza cibo e acqua. «Grazie a Dio l’operazione è riuscita. E ringrazio il Signore ogni volta che un gesto umanitario può salvare la vita – afferma –. Prego perché tutto ciò non resti un caso isolato». C’è soddisfazione per il risultato raggiunto anche con la mediazione degli Stati Uniti. «Piccolo», lo definisce il Papa. Arrivato dopo le sue telefonate di metà ottobre con i presidenti dei due Paesi in guerra, preparate dalla “rete” diplomatica tessuta dalla Santa Sede anche con la missione del cardinale Matteo Zuppi a Kiev e a Mosca fra luglio e settembre. Ma Leone XIV sa che serve tempo per consolidare uno spiraglio appena aperto. «C’è ancora molto da lavorare per arrivare alla pace» dopo quasi cinque anni di conflitto, aggiunge.
Ha fatto anche il giro del pianeta la sua scelta di votare via posta alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, suo Paese d’origine. «Sono fiero di essere americano e di aver esercitato il diritto di voto», spiega alla stampa. Il Pontefice ha anche la cittadinanza peruviana. «Non ho votato in Perù perché non c’era la possibilità tecnica. Tuttavia lo avrei fatto se ci fosse stata l’opportunità perché è una cosa buona».
Leone XIV ripete di essere «molto felice» di tornare in America Latina. E di voler continuare ad «annunciare all’umanità di oggi il messaggio di pace e di speranza che viene da Dio». Del resto, evidenzia, è la missione del vescovo di Roma portare «la gioia del Vangelo anche con la vicinanza alle persone». I tre Paesi dove si fermerà «hanno molto in comune ma anche numerose differenze». La tappa in Argentina – in programma da domenica sera a mercoledì – sarà sui passi di papa Francesco. «Visito il suo Paese dove non è potuto andare. E ci vado con molto piacere», tiene a dire. Poi il Perù, «una mia seconda casa», in cui resterà sei giorni.
Il Papa con i giornalisti durante il volo papale per l'America Latina / Aigav
Il Papa con i giornalisti durante il volo papale per l'America Latina / Aigav
Dove trova la forza per affrontare un viaggio così impegnativo? «Nella fede». E ancora: «Il Signore è stato molto generoso con me». I giorni della degenza al policlinico “Gemelli” di Roma sono stati accompagnati dalla lettura del «mio breviario» e dei «quotidiani», confida. Ripresa rapida dopo l’intervento. Il segreto? «Buoni medici e uno stile di vita sano», sorride. Ma ancora non ha ripreso a giocare a tennis, la sua passione. «Però lo farò presto», rivela.
Nel volo il Papa presenta anche il nuovo prefetto del Dicastero per la comunicazione, Maria Montserrat Alvarado, originaria del Messico e statunitense di cittadinanza, 40 anni nei prossimi giorni, ex direttrice generale di Ewtn News, la divisione informativa del maggiore network cattolico internazionale. Dall’inizio del mese ha assunto l’incarico Oltretevere, prima donna laica a guidare un dicastero vaticano. Leone XIV la chiama in modo amichevole «Montse» e saluta il suo predecessore, Paolo Ruffini. Poi annuncia che Montserrat Alvarado metterà a disposizione la sua «esperienza» e la sua «creatività» per «aiutare la Santa Sede e la mia persona nell’importante dimensione della comunicazione».

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