Grosseto festeggia don Cencioni, che compie un secolo di vita
di Giacomo D’Onofrio, Grosseto
Il sacerdote ha 100 anni, lo scorso dicembre ha celebrato i 75 di messa. Per la ricorrenza oggi una Messa in Cattedrale celebrata dal vescovo Bernardino Giordano e un inserto speciale
di “Toscana Oggi”

Sarà festa oggi a Grosseto per i 100 anni di don Franco Cencioni, sacerdote nel cuore della comunità locale. Alle 18, nella Cattedrale di San Lorenzo, il vescovo Bernardino Giordano presiederà una Messa. In Duomo saranno distribuite 150 copie di Toscana Oggi , che dedica a don Cencioni 12 pagine speciali. Alle 19, nella Sala del Consiglio comunale, si terrà poi l’omaggio delle istituzioni. «Don Franco è senza dubbio il più robusto dei nostri presbiteri – afferma il vescovo Giordano –. Con mente lucida e freschezza di spirito taglia la soglia del secolo di vita. Ha speso il talento del sacerdozio a servizio della crescita spirituale e sociale della Maremma. Oggi è la memoria vivente della nostra Chiesa e della nostra terra». Nato a Boccheggiano il 13 luglio 1926, primo di quattro figli di una famiglia operaia legata al mondo minerario, dopo un breve apprendistato da sarto fu accolto a Tortona da don Luigi Orione. Rientrato allo scoppio della guerra, fu indirizzato dal vescovo Paolo Galeazzi al Seminario di Grosseto, fino all’ordinazione sacerdotale del 23 dicembre 1950 (di pochi mesi fa, infatti, le celebrazioni per il 75° di Messa). I primi anni di ministero lo vedono impegnato nel recupero dell’Archivio diocesano danneggiato dalla guerra e dall’alluvione del 1944, quindi parroco a Marina di Grosseto, dove avvia la costruzione della chiesa. Dal 1953 è viceparroco in Duomo e docente di religione per oltre trent’anni. Nel 1954 vive il dramma della tragedia mineraria di Ribolla accanto al vescovo Galeazzi. Successivamente guida le parrocchie di Giuncarico e Bagno di Gavorrano, lavorando tra i minatori. La svolta arriva nel 1960, quando viene nominato canonico e gli viene affidata la Cattedrale di Grosseto, che guiderà come parroco per 32 anni. Durante l’alluvione del 1966 organizza i soccorsi e sostiene con il sindaco Renato Pollini l’unificazione del Museo civico e del Museo d’arte sacra, nucleo dell’attuale Maam. Diventa inoltre assistente diocesano dell’Azione Cattolica e guida dell’Unitalsi. Nel 1989 è tra i protagonisti della visita di Giovanni Paolo II a Grosseto. Nel 1992 viene nominato proposto del Capitolo della Cattedrale e nel 1996 primo direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, incarico mantenuto per trent’anni. Commendatore della Repubblica dal 1999, riceve nel 2019 la Civica Benemerenza. Durante la pandemia resta accanto alla città e nel 2022 diventa testimonial della campagna vaccinale.
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