Comincia da Pordenone il centenario di Benedetto XVI

Nel 2027 i 100 anni dalla nascita del grande teologo e Papa. Nel Triveneto uno dei primi eventi dell'anniversario: la mostra “Ricordando Benedetto XVI” che racconta anche Ratzinger privato. Esposte le statuette e le acquasantiere che teneva in casa, gli abiti sacri, le scarpe rosse, le opere d'arte a lui care
April 2, 2026
Comincia da Pordenone il centenario di Benedetto XVI
Benedetto XVI durante la visita pastorale a Venezia il 7 maggio 2011. Lo stesso giorno aveva fatto tappa anche ad Aquileia / Ansa
«Un grande Papa, un tedesco lungimirante, uno straordinario europeo». L’ambasciatore della Germania presso la Santa Sede, Bruno Kahl, racchiude in tre flash la vita di Joseph Ratzinger. E racconta il suo lascito: «Nel magistero e negli scritti di Benedetto XVI sono condensati duemila anni di pensiero teologico e filosofico. E il rapporto fra fede e ragione, che è stato centrale nella sua riflessione, è oggi più che mai rilevante. Lo dimostra lo stesso Leone XIV che in questo primo anno di pontificato ha fatto riferimento numerose volte a Benedetto XVI». La Germania si prepara al centenario della nascita del “suo” Papa, l’«umile lavoratore nella vigna del Signore», come lui stesso si era definito nel giorno dell’elezione al soglio di Pietro, che ha guidato la Chiesa per quasi otto anni, dal 2005 al 2013. Centenario che ricorrerà nel 2027, a cinque anni dalla morte: perché Ratzinger veniva alla luce il 16 aprile 1927 a Marktl am Inn, piccolo Comune della Baviera poco distante dal confine con l’Austria. «In Germania - annuncia l’ambasciatore - Benedetto XVI verrà ricordato con mostre, simposi ed eventi che i vari Land stanno già organizzando». Ma sarà il mondo intero a rendere omaggio al Papa che nella storia è entrato anche per la sua clamorosa rinuncia al ministero petrino. Compresa l’Italia dove un primo appuntamento in vista dell’anniversario ratzingeriano è già in corso. Si tratta della mostra “Ricordando Benedetto XVI” che si svolge a Pordenone nel Museo diocesano di arte sacra e che resta aperta fino al 12 aprile, domenica in albis. «Una delle prime iniziative a essere realizzate nella prospettiva della ricorrenza del prossimo anno», spiega Sandro Sandrin, presidente di Associazione Eventi che, con il Centro studi odoriciani, promuove l’esposizione. Rassegna che ha la partnership scientifica della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e il patrocinio del Dicastero per la cultura e l’educazione e della diocesi di Concordia-Pordenone.
La mostra ripercorre la vita e l’opera del Papa teologo attraverso una serie di oggetti e suppellettili a lui appartenuti, abiti sacri e paramenti liturgici, fotografie e opere d’arte. Un percorso che svela anche un Ratzinger più privato. Come dicono, ad esempio, le acquasantiere - una per ogni stanza, secondo l’uso nella Germania meridionale - o le statuette raffiguranti la Mariensäule, ossia la Madonna patrona della Baviera, oppure un orso in bronzo simbolo della sua regione d’origine o un gatto in ceramica, animale amato dal Pontefice. Piccole “gemme” che avevano accompagnato l’allora cardinale Ratzinger quando alloggiava in piazza della Città Leonina a Roma nei 23 anni come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. «A testimonianza della quotidianità sobria e familiare, ma soprattutto dello strettissimo legame con la sua terra natale», afferma Luca Caruso, portavoce della Fondazione Ratzinger. Dal suo appartamento cardinalizio arrivano anche una piccola scultura di san Giovanni che si trovava nella cappella di casa o la “Risurrezione” che il porporato teneva nello studio. Sempre nella sua abitazione romana il futuro Pontefice aveva collocato diverse statuette di san Giuseppe che rimandano al suo nome e che hanno raggiunto Pordenone, ma anche una scultura in bronzo di Agostino, santo a lui particolarmente caro.
Poi ci sono i richiami “iconici” al pontificato: la talare bianca, lo zucchetto bianco, la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino, la stola indossata in alcune celebrazioni private, le famose scarpe rosse - rosso come il martirio di Cristo - che erano state realizzate dal “calzolaio pontificio” Adriano Stefanelli. Infine il periodo da Papa emerito che viene evocato da una pianeta con cui Ratzinger celebrava la Messa nel monastero Mater Ecclesiae oppure dai ceri pasquali impiegati nelle celebrazioni fra il 2017 e il 2019. E ancora lo scambio di lettere datate 2018 fra Benedetto XVI e il vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, per il dono dell’albero di Natale destinato proprio al Mater Ecclesiae.
Nella mostra si può incontrare l’uomo Ratzinger nelle immagini delle varie età della vita, il sacerdote nei suoi abiti, lo studioso nei suoi libri. E la rassegna fa anche respirare quell’aria di famiglia di cui il Papa tedesco ha parlato più volte: l’atmosfera dell’infanzia in Baviera, il legame con la sorella e il fratello, la “famiglia” delle persone a lui vicine che lo hanno seguito nella vita quotidiana durante il pontificato e dopo la rinuncia. «Chi ha ben conosciuto Joseph Ratzinger sa come la sua opera teologica non possa essere interpetrata senza tenere conto della sua biografia», scrive il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nella prefazione al catalogo. E sottolinea: «L’uomo, il credente, il teologo, il pastore sono tutt’uno». Molti dei pezzi esposti provengono dalla Fondazione Ratzinger e dal Centro studi Ratzinger di Bydgoszcz in Polonia a cui lo stesso Benedetto XVI aveva donato alcuni suoi “ricordi” personali. «Oggetti che mettiamo a disposizione di tutto il mondo perché aiutano a riflettere sui suoi insegnamenti», precisa il direttore don Mariusz Kucilski.
Una sezione è dedicata all’arte, definita da Benedetto XVI «una porta verso l’infinito». E ospita fra gli altri le opere bronzee dell’artista tedesca Christine Stadler, scomparsa nel 2011, molto apprezzata da Ratzinger che le aveva commissionato anche due sculture per la casa natale. E poi, come tributo al Pontefice, i lavori artistici dei friulani Alberto Pasqual e Stefano Jus, del riminese Davide Frisoni, del cinese Zhou Zhiwei. Ad arricchire l’esposizione una galleria di scatti inediti sulla visita pastorale di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia nel 2011. «Il suo pontificato non è stato adeguatamente sostenuto», fa sapere lo storico Giovanni Maria Vian, già direttore dell’Osservatore Romano sotto Benedetto XVI. E avverte: «Ratzinger è stato un teologo politico, ossia attento all’attualità, curioso come lo sono i veri intellettuali. Non aveva una particolare attitudine al governo. Da emerito è stato attivo. E lascia un’eredità controversa: ciò significa che vale».

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