Latina, scomunica per scisma per don Leonardo Pompei
Il vescovo Mariano Crociata ha comunicato la decisione presa sull'ex parroco di Sermoneta su mandato del Dicastero per la Dottrina della Fede

È stata resa pubblica ieri la scomunica latae sententiae a carico di don Leonardo Pompei, ex parroco di Santa Maria Assunta a Sermoneta, per aver commesso il delitto di scisma. A comunicarlo al clero e ai fedeli, con una nota, è stato il vescovo della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Mariano Crociata, a seguito del decreto di condanna in contumacia emesso lo scorso maggio al termine del processo penale extragiudiziale condotto dalla diocesi su mandato del Dicastero per la dottrina della fede. Nella nota diffusa dalla diocesi, il vescovo Crociata ha richiamato i chiarimenti del Dicastero per la Dottrina della fede, ricordando che la sanzione della scomunica latae sententiae colpisce anche i fedeli che intendano partecipare alle celebrazioni guidate da don Pompei. Nel documento viene infatti specificato che incorrono nella scomunica anche «coloro che, partecipando alle celebrazioni del reo, intendano manifestare il loro rifiuto di sottomissione al Romano Pontefice e/o di comunione con i membri della Chiesa a Lui soggetti».
I fatti che hanno portato allo scisma risalgono ad agosto 2025, quando don Pompei, dopo un periodo di confronto con il vescovo Crociata, comunicò le proprie dimissioni da parroco di Santa Maria Assunta a Sermoneta. In quella circostanza manifestò di non sentirsi più in comunione con il vescovo diocesano, né con il Papa e con i vescovi della Chiesa cattolica. Espresse inoltre l’intenzione di non celebrare più la Messa secondo la liturgia del Concilio Vaticano II. Tali posizioni furono successivamente ribadite anche pubblicamente attraverso alcuni interventi online, tra cui quello del 3 settembre 2025 trasmesso in diretta su YouTube e aperto a chiunque fosse collegato da remoto. L’inosservanza delle disposizioni ricevute fece scattare dapprima la sospensione ipso facto dal ministero sacerdotale e, successivamente, la dichiarazione della scomunica. Con tale comportamento, si legge nel provvedimento richiamato dalla diocesi, don Leonardo Pompei «è venuto meno in forma positiva e pubblica all’obbligo di obbedienza al suo ordinario». Di qui la raccomandazione del vescovo Crociata ai sacerdoti della diocesi di «fornire tutte le necessarie informazioni ai fedeli su questa vicenda, che comunque ha addolorato tutta la diocesi».
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