La Corea respira già assieme al mondo
Nella Cattedrale della città risuona l'inno della Gmg, accompagnato dalle parole del cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e dell'arcivescovo di Seul Peter Soon-taick Chung

Un paio di settimane fa, al Nest Hotel di Incheon a una trentina di chilometri a ovest di Seul, abbiamo avuto un assaggio di ciò che ci attende il prossimo anno. È lì, infatti, che si è svolto il secondo incontro preparatorio in vista della Giornata mondiale della gioventù 2027. Delegati e coordinatori delle Conferenze episcopali e dei movimenti religiosi, riuniti insieme al Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e al Comitato organizzatore locale (Col), hanno iniziato a guardare da vicino all’evento che, dal 3 all’8 agosto 2027, ci vedrà tutti qui, a Seul. Per il Col è stato il momento di raccontare a che punto sono i lavori di preparazione. Ma è stata soprattutto l’occasione di incontrare chi, nei propri Paesi, sta già accompagnando i pellegrini verso Seul. Accanto agli aspetti pratici, come l’apertura delle iscrizioni e i sistemi di supporto ai pellegrini, c’è stato spazio per costruire insieme questa Gmg: i partecipanti hanno ascoltato le testimonianze delle edizioni precedenti, visitato alcuni dei luoghi che ospiteranno gli eventi, scoperto la cultura coreana e iniziato a conoscere l’esperienza dei giorni nelle diocesi che precederanno la Gmg. Poi la Messa nella cattedrale di Myeongdong, dove l’inno ufficiale, ascoltato dal vivo per la prima volta, ci ha emozionati: sentirlo cantare insieme ci ha fatto toccare con mano che la Gmg è già cominciata. Questa unità l’abbiamo percepita fin da subito, perché tutti siamo al servizio di un’unica missione: permettere ai giovani di vivere un’esperienza di fede. L’arcivescovo di Seul, Peter Soon-taick Chung, ce lo ha ricordato con parole semplici: non si tratta soltanto di radunare dei partecipanti, ma di aiutare ogni giovane a incontrare il Signore. Anche il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha sottolineato che il pellegrinaggio della Gmg comincia già ora, nelle diocesi e nelle parrocchie. Per noi è stato un tempo di comunione e di scoperta, in cui abbiamo respirato una Chiesa unita nel desiderio di vivere questo evento con gioia. Lavorare in questi mesi dentro il Col ci ha permesso di conoscerne il ritmo e le fatiche. Incontrare chi accompagna i pellegrini ci ha permesso di vedere le stesse cose da un altro punto di vista. Ci siamo accorti di quanto lo scambio arricchisca: ciascuno si prepara meglio quando può guardare con gli occhi dell’altro. Per il Col, questo incontro lascia un impegno chiaro: restare in contatto con i pellegrini. Come volontari abbiamo potuto parlare con molte di queste persone, che ci hanno raccontato la loro preparazione: le gioie e le fatiche, le aspettative e i sogni per i loro giovani. È una posizione privilegiata e una grazia, perché ci permette di accompagnare, da ora e soprattutto durante quest’anno, chi incontreremo nel nostro servizio qui al Col. Per questo custodiamo nel cuore una frase del cardinale Américo Aguiar: il volontariato è il tesoro più prezioso di una Giornata mondiale della gioventù. In questi giorni abbiamo compreso ancora di più la responsabilità e la bellezza del ruolo a cui siamo chiamati. Guardiamo a ciò che verrà con gioia e con una certezza: non siamo soli, perché accanto a noi ci sono tante persone che, in ogni angolo del mondo, si stanno preparando per i propri pellegrini.
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