Chi è il vescovo italiano Cona, nuovo nunzio apostolico in Siria
di Matteo Liut
Leone XIV ha scelto il presule siciliano originari di Niscemi come suo rappresentante in uno dei contesti più complessi del mondo. Arriva in Medio Oriente dalla nunziatura in El Salvador, dove si trovava come nunzio dal 2022

Papa Leone XIV ha nominato Luigi Roberto Cona nuovo nunzio apostolico in Siria, affidandogli una delle missioni diplomatiche più delicate del panorama mediorientale. L’annuncio è arrivato oggi dalla Sala Stampa vaticana, che ha confermato il trasferimento dell’arcivescovo siciliano dopo gli anni di servizio come rappresentante pontificio in El Salvador. Nato a Niscemi nel 1965, Cona porta con sé un lungo percorso di formazione e ministero che lo ha condotto nel cuore del servizio diplomatico della Santa Sede. Ordinato sacerdote nel 1990 per la diocesi di Piazza Armerina, ha completato gli studi teologici a Catania, specializzandosi in teologia dogmatica. Nel 2003 ha intrapreso la strada della diplomazia vaticana, lavorando presso rappresentanze pontificie distribuite in diverse regioni del mondo, da Panama al Portogallo, dal Camerun al Marocco, fino alla Giordania e alla Turchia, oltre a un periodo di servizio presso la Segreteria di Stato. Nel 2019 papa Francesco lo aveva scelto come assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato: da lì, nel 2022, è giunta la nomina a nunzio apostolico in El Salvador, sino all’annuncio odierno del suo nuovo mandato in Siria.
La nomina di Cona arriva dopo la conclusione del lungo servizio del cardinale Mario Zenari, che per diciassette anni ha rappresentato la Santa Sede nel Paese, attraversando la stagione più dura del conflitto e diventando una delle voci più autorevoli e costanti a difesa della popolazione civile. La missione che attende il nuovo nunzio è quindi impegnativa e si inserisce in una fase complessa, segnata dai mutamenti politici successivi alla fine del regime di Assad e dalla fragilità persistente delle istituzioni, in un contesto in cui l’annuncio della Chiesa continua a intrecciarsi con il lavoro umanitario e con il dialogo fra comunità ferite da anni di violenza. La missione diplomatica di Damasco resta una delle più esposte del mondo cattolico. Qui, negli anni del conflitto, sono state lanciate iniziative come il progetto “Ospedali Aperti”, mentre rimangono aperte ferite profonde, tra cui la scomparsa del gesuita Paolo Dall’Oglio e dei due metropoliti di Aleppo, Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi.
L’annuncio della nomina, diffuso anche dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, conferma la continuità dell’impegno del Papa verso una Siria che rimane al centro dell’attenzione internazionale e della sollecitudine della Chiesa. Il nuovo nunzio, arcivescovo titolare di Sala Consilina, porta ora la responsabilità di rappresentare il Pontefice in un Paese che attende ancora stabilità e ricostruzione, e nel quale la presenza della Santa Sede ha assunto in questi anni un forte valore simbolico e pastorale.
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