Tajani: «Con il Sì è garantito più equilibrio.
Molti magistrati voteranno così»

Il vicepremier e capo di Forza Italia ad Avvenire: «I toni aspri non mi sono piaciuti. I pm sottoposti alla politica? No, anzi: la loro autonomia sarà rafforzata»
March 19, 2026
Tajani: «Con il Sì è garantito più equilibrio.
Molti magistrati voteranno così»
Il vicepremier Antonio Tajano
Ministro Antonio Tajani, si chiude domani una campagna referendaria che ha visto toni molto accesi, da ambo le parti. In questo, restiamo un Paese non riformabile?
I toni aspri non sono piaciuti affatto neppure a me. Ma deve consentirmi di osservare che le responsabilità non sono equivalenti - risponde il vicepremier e segretario di Forza Italia -. Il No, che coincide con l’opposizione parlamentare – pur con diverse e significative defezioni –, ha condotto una battaglia interamente politica, forse perché gli argomenti di merito sono molto deboli. Hanno messo in piedi un vero e proprio processo alle intenzioni che non ha nulla a che fare con i contenuti di questa riforma. Si dice per esempio che si vuole sottoporre i pubblici ministeri al controllo della politica. Non soltanto non c’è una sola parola nella riforma che autorizzi a pensare questo, ma al contrario l’autonomia del pm viene rafforzata.
Nel merito, quali ritiene gli aspetti più significativi della riforma?
Guardi, il merito della riforma è materia che dovrebbe essere addirittura ovvia. Chi giudica in un processo deve essere terzo, cioè equidistante, da chi accusa e da chi difende. L’imputato è una persona, che ha diritto alla presunzione di innocenza. Lo chiede la stessa Costituzione. Come può avvenire questo se il giudice è un collega di chi accusa, cioè del pubblico ministero? Se hanno fatto lo stesso concorso, hanno l’ufficio uno di fianco all’altro, vanno a prendere il caffè insieme, magari passano il week-end insieme? Se eleggono lo stesso organismo che deciderà delle loro carriere e le eventuali sanzioni disciplinari? Se appartengono alla stessa corrente all’interno della magistratura? Provate ad immaginare una partita di calcio nella quale l’arbitro indossi la stessa maglia di una delle due squadre, arrivi allo stadio con il pullman di quella stessa squadra, passi l’intervallo nei loro negli spogliatoi. Sarebbe assurdo, no? Eppure è quello che succede in una partita ben più importante, il processo, nel quale si decide sulla vita delle persone. Non per caso in tutti i paesi democratici esiste la separazione delle carriere. L’Italia era l’unica eccezione, perché era ancora in vigore una norma voluta da Mussolini. Con il Sì viene accantonata una norma fascista e ci adeguiamo all’Europa.
In caso di vittoria del Sì, non teme però un inasprimento delle posizioni, con i magistrati requirenti ancora più rigidi sulle loro?
Io ho troppo rispetto della magistratura per considerare anche solo l’ipotesi di atteggiamenti vendicativi. D’altra parte questa non è una riforma contro la magistratura, è una riforma che anzi protegge e valorizza il ruolo dei magistrati. Che rende ogni singolo magistrato più libero, anche rispetto alle correnti. Del resto era la riforma che voleva Giovanni Falcone e che oggi vuole Antonio Di Pietro. Qualcuno può davvero pensare che anche loro siano nemici della magistratura? Molti magistrati anzi sono favorevoli al Sì, alcuni lo dicono apertamente, molti altri non osano per paura di ritorsioni delle correnti, ma voteranno sì nel segreto dell’urna
E in caso di successo del No, teme qualcosa in particolare per la maggioranza?
Niente. Con buona pace delle opposizioni, questo è un referendum su una norma di iniziativa parlamentare, alla quale naturalmente la maggioranza di centro-destra è favorevole, ma lo sono anche molti esponenti del centro-sinistra. E siamo stati proprio noi a chiedere per primi che fossero i cittadini ad esprimersi.
I maggiori dubbi riguardano il sorteggio, ritenuto metodo non idoneo. Cosa dice al riguardo per convincere gli indecisi?
Una cosa molto semplice. I Consigli superiori, che saranno due, e l’Alta corte di Giustizia che viene istituita, non sono organi politici. Troppo spesso si è inteso il Csm come una “terza camera”. Sono organi di alta amministrazione, e - nel caso dell’Alta corte - disciplinari. Perché dovrebbero essere elettivi? Esiste qualcun altro in Italia che elegga i propri giudici? Perché solo ai magistrati dovrebbe essere consentito? Il sorteggio è l’unico modo per evitare che il loro funzionamento sia gestito dalle correnti organizzate, che sono gruppi di poteri, spesso legati, loro sì, alla politica. Il sorteggio tutela proprio l’indipendenza della magistratura. Bisogna tenere conto del fatto che il sorteggio avviene fra i magistrati stessi, quindi fra persone ritenute in grado di decidere la vita delle persone, la loro libertà, i loro patrimoni. Qualcuno pensa che non siano in grado di gestire un trasferimento, una promozione o anche un giudizio disciplinare per i loro colleghi?
La vittoria o la sconfitta del Sì non peseranno davvero nulla in vista delle elezioni 2027?
Non peseranno certo sul funzionamento del governo. Noi andremo avanti fino al 2027 onorando il mandato degli elettori. Poi nel 2027 saranno giustamente gli italiani a decidere se abbiamo lavorato bene o male, se meritiamo o meno un altro mandato. Valutando tutto, non una singola riforma.
Superato il referendum, da dove si riparte nel rapporto tra politica e magistratura?
Molti problemi saranno ancora sul tavolo, ma non tutti, in caso di vittoria del Sì. Un rapporto più equilibrato fra accusa e giudici per esempio limiterà i procedimenti giudiziari infondati ma devastanti per chi li subisce. Nell’ultimo biennio i procedimenti finiti in nulla sono stati un milione. Si sarebbero potuti evitare se il gip non fosse succube del pm e li avesse bloccati dal primo momento. Ciò premesso, io confido sempre nel dialogo, ma l’ordine giudiziario non può essere inteso come un contropotere rispetto al Parlamento.
E il premierato? Che fine farà?
Il premierato rimane una necessità. E’ un’antica idea di Silvio Berlusconi, nella quale tutto il centro-destra si riconosce. Se in questa legislatura non dovessimo riuscire a chiudere l’iter di approvazione, siccome sono fiducioso che gli italiani ci riconfermeranno al governo del Paese, rimarrà un impegno per la prossima legislatura.

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