Suicidio assistito, il Governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna

di Redazione "è vita"
Nuovo ricorso alla Corte costituzionale da parte dell’esecutivo per una norma regionale sul fine vita: il terzo, dopo l’azione contro le leggi toscana e sarda
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September 24, 2026
Suicidio assistito, il Governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna
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Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge della Regione Emilia-Romagna (28 luglio 2026, n. 10) sul suicidio assistito, titolata “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”. Il Governo, informano fonti di Palazzo Chigi, «ha rilevato che la legge ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato, demandando alle linee guida regionali la definizione di una serie di requisiti, con ciò eludendo i vincoli posti sul punto dalla Consulta». Stessa decisione era stata assunta per le precedenti leggi sul fine vita di Toscana e Sardegna: l’impugnazione del governo aveva prodotto due sentenze della Consulta che aveva deciso per la parziale illegittimità di entrambe per la parte in cui attribuisce alla Regione la potestà di decidere chi può accedere alla procedura di morte medicalmente assistita. Aprendo a ben precise e ristrette condizioni alla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio, la Corte era però intervenuta su una legge del Codice penale (l’articolo 580), che naturalmente non può essere toccata dalle Regioni ma solo dal Parlamento. Nelle due sentenze sulle leggi toscana e sarda era invece uscita sostanzialmente indenne la parte relativa alla procedura per eseguire la morte con assistenza medica, materia sanitaria di competenza regionale. Per evitare lo stesso destino alla sua legge l’Emilia-Romagna aveva quindi scritto la legge tenendo conto delle due sentenze sulle leggi regionali. Sarà interessante vedere cosa ne penserà la Corte, sinora coerente sul punto, così come stare a vedere se il Governo vorrà impugnare anche la legge del Veneto, approvata grazie ai voti di una parte della maggioranza che sostiene l’esecutivo.

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