Csi Milano, 2,7 milioni di ore di volontariato in un anno: «Siamo produttori di bene educativo»

Dal carcere agli oratori, dai quartieri popolari ai progetti contro la povertà educativa. Il Bilancio sociale 2025 mostra una presenza capillare
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September 24, 2026
Csi Milano, 2,7 milioni di ore di volontariato in un anno: «Siamo produttori di bene educativo»
Milano - Ottantesimo del Centro Sportivo Italiano (CSI) - Arcivescono in piazza del Duomo in mezzi a vari campi da gioco e sportivi
Nei cortili delle case popolari di Niguarda lo sport entra come attività aperta a bambini, ragazzi e famiglie. A San Siro un ex mercato coperto è diventato uno spazio educativo e ricreativo. Negli oratori si formano allenatori e dirigenti, negli istituti penitenziari si fanno 880 ore di attività sportiva. Il Bilancio sociale 2025 del Csi Milano racconta soprattutto questo: ciò che accade attorno a una partita, prima e dopo il risultato. È una presenza che cambia forma a seconda dei luoghi. A Gratosoglio, nell’ambito del progetto Start Hub, un’ex scuola dell’infanzia in disuso è diventata un hub polifunzionale in cui lo sport è strumento per contrastare abbandono scolastico e isolamento sociale. Nei Municipi 5 e 7 le Case di quartiere ospitano corsi, tornei, attività di cortile e laboratori con una particolare attenzione agli adolescenti. E nel Municipio 7, attraverso la rete QuBì, lo sport entra fra gli strumenti utilizzati per contrastare la povertà minorile e l’esclusione.
Poi ci sono i numeri, che danno la misura di una rete difficile da vedere nella sua interezza. I tesserati effettivi sono 148.518 e più di 51mila sono minorenni. Le società affiliate sono 640, quasi una su due – il 46 per cento – di origine oratoriana o parrocchiale. Nell’anno sono state organizzate 31.165 gare ufficiali tra campionati e tornei. Ma forse il dato che racconta meglio il lavoro quotidiano sono i 2,7 milioni di ore di volontariato assicurate da allenatori, dirigenti, arbitri e collaboratori. Tempo messo a disposizione anche là dove lo sport incontra situazioni di maggiore fragilità. I progetti sociali censiti nel Bilancio sono quattordici e raggiungono seimila beneficiari diretti. Tra questi c’è la Winners Cup, dedicata a ragazzi e ragazze in cura per patologie onco-ematologiche, che ha riunito circa 300 partecipanti provenienti da 30 centri di oncologia pediatrica italiani ed europei. La Respect League, realizzata con Fc Internazionale, coinvolge invece i giovani del calcio a 7 under 12 degli oratori di Milano e Monza in un percorso contro ogni forma di razzismo. Non solo partite: il progetto comprende incontri formativi e anche una visita al Memoriale della Shoah. E poi c’è la collaborazione con il club di Serie A di Pallavolo Allianz Powervolley Milano, quella con la Fondazione Don Gnocchi per promuovere il binomio sport e disabilità e, ancora, con le Università e le scuole.
Al centro resta l’oratorio, uno dei luoghi in cui il Csi milanese affonda le proprie radici. «Il miracolo del Csi è trasformare uno spazio sportivo in relazione sociale, una felicità quotidiana, una responsabilità educativa», sottolinea don Stefano Guidi, assistente ecclesiastico Csi Milano. Lo Sportello pastorale ha accompagnato nel corso dell’anno più di cinquanta società sportive, lavorando con dirigenti, allenatori ed educatori, aiutando queste realtà a riscoprire la propria identità educativa.  «Siamo seminatori di educazione alla vita», evidenzia il presidente del Csi Milano Massimo Achini. «È stato un anno nel quale abbiamo raccolto molto più di quanto immaginassimo. Siamo orgogliosi e soddisfatti ma abbiamo ancora tanta fame sportiva: fame di relazioni educative da generare, fame di sport da portare dove lo sport non è mai arrivato, fame di comunità da contaminare, fame di follie da realizzare». Nel Bilancio sociale questa “fame” torna dentro una sequenza di cifre, progetti e territori. E forse è proprio questo il punto: provare a dare un valore anche a quello che non entra in una classifica. Il tempo di un volontario, la continuità di una società sportiva in un quartiere, un ragazzo che trova un adulto ad aspettarlo in palestra.

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