Quando la canicola è presagio di temporali: come funziona la nuova normalità del clima
Le temperature continuano a crescere, ma le previsioni parlano anche di acquazzoni. Non è una novità: canicola e temporali condividono la stessa aria e sono, in fondo, lo stesso effetto del cambiamento climatico

Le previsioni non lasciano spazio a interpretazioni: dopo una settimana in cui l’Organizzazione mondiale della Sanità ha contato almeno 1.300 vittime in tutta Europa dovute all’innalzamento delle temperature, domani in più di una città italiana i termometri faranno registrare ancora temperature oltre i 40 gradi. I capoluoghi “bollino rosso” saliranno a 25, contro i 22 di oggi: sono questi i centri in cui, secondo il ministero della Salute, si registreranno «possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e non solo su anziani, bambini piccoli e malati».
Negli ultimi cinque giorni, oltre 400 persone hanno chiamato il numero verde del ministero della Salute e, sulle linee del 118, le telefonate sono aumentate del 15%, con una crescita del 10% dei codici rossi. Solo l’altroieri in Lombardia si sono registrati oltre 11.000 accessi ai Pronto soccorso per colpi di calore. E nel Ferrarese e nel Ravennate, stretti nella morsa del gran caldo, i lavoratori della Vsg Plant Sirio e della Marcegaglia hanno dato vita a uno sciopero climatico.
Eppure, le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni sembrano confortare gli italiani: arriveranno piogge e temperature più basse, soprattutto nelle regioni del nord Italia, almeno per qualche giorno. A Firenze e Milano sono già scattate le allerte gialle per temporali. Ma non è una notizia per cui tirare davvero un sospiro di sollievo: «I temporali in arrivo non segnano la fine della “emergenza caldo” – sostiene Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Medicina preventiva alla Statale di Milano, commentando le previsioni –. Il brusco passaggio tra masse d’aria molto calde e aria più fresca può generare situazione di particolare criticità, anche sanitaria. È tutto molto coerente con gli effetti del cambiamento climatico». In altre parole, dopo settimane di caldo, incombono piogge che rischiano anche di essere torrenziali. Negli scorsi anni, quando è successo, le precipitazioni hanno messo in crisi i letti dei fiumi, i campi inariditi dalla siccità e gli asfalti delle strade urbane. Oltre ai danni, miliardari nelle regioni del Centro, si sono contate anche decine di vittime. Non si tratta, però, di una emergenza: è l’altra faccia, o forse la stessa, del cambiamento climatico.
Canicola e temporali sono lo stesso evento estremo
Non significa che i temporali siano un effetto diretto del gran caldo, ma che si tratta in fondo dello stesso evento estremo esacerbato dal cambiamento climatico. Lo dimostra una ricerca del 2025, pubblicata sulla rivista Npj Climate ad Atmospheric science, che ha mostrato una relazione chiara tra ondate di calore umide e precipitazioni estreme nei giorni successivi. Dopo picchi simili a quelli registrati negli scorsi giorni in Italia, le chance di grandi piogge aumentano mediamente del 20-40%, con effetti ancora peggiori nelle città costiere. Il meccanismo è semplice e assomiglia a un circolo vizioso: un’atmosfera più calda trattene più vapore acqueo, con una crescita del 7% per ogni grado in più. Di conseguenza, grandi ondate di caldo umido sono la premessa di temporali e grandinate perché l’aria della canicola, di fatto, è la stessa degli acquazzoni. La ricerca pubblicata su Npj li definisce “compound events”, ovvero eventi concatenati: non esistono più, cioè, eventi estremi isolati ma solo gli anelli collegati della catena del cambiamento climatico. Dopo i danni del caldo, il pericolo arriva dai temporali.
I precedenti in Italia
In Italia il copione si è ripetuto spesso e non sempre i bacini idrici, le strade e i campi si sono rivelati pronti a tollerare le grandi piogge. Nel luglio del 2023, in tutto il nord Italia, temporali e grandinate hanno fatto quasi un miliardo di euro di anni tra auto distrutte, tetti danneggiati e campi devastati. In quel caso, dopo giorni di temperature oltre i 35-38 gradi e alcune notti tropicali, erano arrivate piogge intense e raffiche di downburst. Si tratta di raffiche di vento temporalesche che scendono molto rapidamente dalle nubi e che, toccato il suolo, si diffondono in tutte le direzioni. In Veneto, in particolare, erano caduti chicchi di grandine fino a quasi venti centimetri di diametro, tra i più grandi mai documentati in Europa. Nei mesi precedenti, invece, tra Marche ed Emilia-Romagna, era stato l’incontro tra perturbazioni eccezionali e terreni secchi e sdrucciolevoli a provocare frane, alluvioni, danni miliardari, trenta vittime e decine di migliaia di sfollati.

I rischi per la salute
Che la canicola e i temporali siano, in fondo, lo stesso evento estremo lo mostrano anche gli effetti che hanno sui nostri corpi. In entrambi i casi, pericolosi. «Il caldo estremo aumenta il rischio di disidratazione – spiega Pregliasco –, colpi di calore, peggioramento delle patologie cardiovascolari e respiratori». Ma l’arrivo di aria più fresca non è sempre un toccasana: «Anzi, il brusco sbalzo termico e l’aumento dell’umidità possono rappresentare un ulteriore fattore di stress per l’organismo, mentre i temporali possono determinare un peggioramento della qualità dell’aria e favorire crisi respiratorie nei soggetti predisposti, come chi soffre di asma o allergie».
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