Più controlli sì, cuffia obbligatoria no: cosa si è deciso sulla sicurezza nelle piscine

La Camera dà il via libera all’emendamento inserito nel decreto Sport. I sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione dovranno impedire l’effetto ventosa. La nuova disposizione sarà in vigore dal primo agosto
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July 23, 2026
La piscina Paolo Roghi a Monterondo, dove mercoledì è deceduto un bambino di 5 anni / ANSA
La piscina Paolo Roghi a Monterondo, dove mercoledì è deceduto un bambino di 5 anni / ANSA
Dopo tre bambini morti annegati in piscina nel solo mese di luglio, ecco il decreto legge che cerca di fermare la strage: la Camera ha dato ieri l’ok bipartisan all’emendamento al decreto Sport per piscine più sicure. Una stretta sulle piscine pubbliche e private a partire dai bocchettoni. Approvata con sostegno bipartisan e 244 voti favorevoli, la norma introduce una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo e sarà in vigore a stretto giro, già a partire dall’1 agosto. In particolare, i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione - dai bocchettoni alle griglie di fondo - dovranno garantire standard tali da impedire l’effetto ventosa. Le piscine ad uso pubblico devono garantire cioè la circolazione dell’acqua per la depurazione in piena sicurezza per gli utenti, con particolare riferimento alle modalità di aspirazione. È saltato invece all’ultimo momento l’emendamento che prevedeva l’obbligo della cuffia da nuoto per gli under 16, inizialmente previsto con un emendamento della deputata della Lega Laura Cavandoli.
Il via libera bipartisan alla norma sulla sicurezza delle piscine non ha evitato tuttavia lo scontro in Aula. Le opposizioni hanno infatti annunciato il loro voto favorevole “per senso di responsabilità”, passando però subito all’attacco del governo. «Non si tratta di reale sicurezza, ma di un’operazione di propaganda», ha attaccato la deputata del M5s Gilda Sportiello, denunciando che nel testo si parla di «un sistema di messa in sicurezza senza spiegare quale sia, di controlli senza indicare l’autorità competente». Sulla stessa linea Luana Zanella di Avs, che ha puntato il dito contro un emendamento arrivato «all’ultimo momento» e una gestione «strumentale», pensata soprattutto per poter dire «abbiamo fatto qualcosa». Anche il Pd contesta “moltissime anomalie” nell’iter parlamentare. «Se era così urgente, perché non siamo intervenuti prima?», ha incalzato Ilenia Malavasi , ricordando la legge quadro sulle piscine ancora all’esame della commissione Affari sociali. La deputata dem ha bollato come “vergognose” le parole del ministro Nello Musumeci, che aveva attribuito il rallentamento a “interessi lobbistici”. «Il principio della sicurezza è sacrosanto, ma il provvedimento presenta molte debolezze. È troppo generico: i controlli sono già previsti e i bocchettoni dovrebbero già essere omologati. Più che altro è una bandierina che aiuta a pulirsi la coscienza», ha evidenziato ancora Malavasi. La norma punta comunque ad una stretta ed in caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma. Con l’emendamento si istituisce inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche. Il provvedimento, ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, «proibisce di avere bocchettoni che creano vortici che risucchiano, come purtroppo è accaduto in questi ultimi giorni, togliendo la vita a troppi bimbi e a troppe bimbe. La legge sarà operativa dal 1 agosto».
Una stretta necessaria, anche alla luce degli ultimi drammatici fatti di cronaca, che hanno visto protagonisti dei minori: a metà Luglio, a Sestri Levante una bambina di 11 anni è deceduta all’ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piscina idromassaggio. Il 18 Luglio, a Milano Marittima un’altra bambina, di 4 anni austriaca, è annegata nella piscina di un hotel, e mercoledì a Monterotondo un bimbo di 5 anni è morto a causa di un improvviso malore mentre si trovava nella vasca dei piccoli durante le attività di un centro estivo, e tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo. La gravità del fenomeno emerge anche dagli ultimi dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss): sono 604 gli annegamenti registrati in Italia nel biennio 2024-2025, quasi equamente divisi tra mare e acque interne. Di questi, 37 sono avvenuti nelle piscine, numero «importante - rileva l’Iss - se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti». A livello globale, evidenzia l’Organizzazione mondiale della sanità in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti proclamata dall’Onu per il 25 luglio, l’annegamento causa nel mondo oltre 300.000 decessi all’anno e quasi un quarto delle vittime sono bambini di età inferiore ai cinque anni. Rientra tra le dieci principali cause di morte per i bambini tra i 5 e i 14 anni, e il rischio aumenta a causa dei cambiamenti climatici.

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