Per Domenico speranze al lumicino ma «la sua vita non è sciupata»
Si allarga l'inchiesta sul cuore “bruciato” condotta a Napoli e Bolzano: coinvolti anche sanitari altoatesini. La diocesi di Nola: questa vita non è sciupata se produce cambiamenti

Il passare delle ore, con l’acclarata impossibilità di un nuovo trapianto espressa dagli specialisti, con la quasi esaurita funzione dell’Ecmo - la macchina che sostituisce le funzioni di cuore e polmoni -, con un corpicino provato dai suoi principali organi non più in grado di sostenerlo, spegne le speranze del piccolo Domenico. Il bimbo, due anni, a dicembre scorso è stato sottoposto ad un trapianto con un cuore danneggiato dal cattivo stato di conservazione nel suo viaggio da Bolzano, dove è stato espiantato, fino all’Ospedale Monaldi di Napoli, dove il piccolo attualmente è ricoverato. «All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato all’interno di un blocco di ghiaccio», e quindi “bruciato”. Nonostante ciò, si è proceduto all’intervento «in assenza di alternative», anche in considerazione del fatto che, poco prima della scoperta dell’organo gelato, il primario cardiochirurgo aveva già staccato il cuore del paziente, ritenendo di aver avuto il via libero che nessuno dei membri dell’équipe avrebbe però dato. Questo un passaggio dell’audit interno del nosocomio napoletano, pubblicato ieri da Repubblica. Si dice «rassegnata» all’idea che il figlio non potrebbe sostenere ulteriori operazioni, la signora Patrizia Mercolino, che però, fino all’ultimo, non chiude le porte ad eventuali «strade alternative», anche «all’estero», perché, afferma, «finché respira» per il bimbo c’è una possibilità.
Ma ora che la medicina sembra impotente, la magistratura è invece impegnatissima a ricostruire tutti i passaggi di questa vicenda a tratti incredibile. Nelle ultime ore si è appreso che è destinato a crescere il numero degli indagati. A Napoli arriveranno gli atti dell'inchiesta aperta a Bolzano, anche dopo la denuncia presentata da un’associazione di consumatori, in cui si ipotizza la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, al momento contro ignoti. Non si esclude che a breve gli inquirenti possano iscrivere nel registro degli indagati anche sanitari altoaltesini. L'attenzione si concentra proprio sulla fornitura di ghiaccio. Il 12 febbraio scorso, la stessa procura bolzanina aveva fatto sapere che era «stato depositato contemporaneamente a Napoli e Bolzano un esposto da un’associazione privata in relazione alla vicenda», ed era dunque stato aperto «un procedimento ad ignoti per violazione dell’art. 590 sexies» del Codice penale. Le due procure, concludevano i pm altoatesini, «sono in contatto tra di loro per valutare la competenza territoriale e gli ulteriori passi».
Un’altra indagine la stanno svolgendo gli ispettori inviati a Napoli dal ministero della Salute. Ci vorranno almeno due o tre settimane prima che concludano il lavoro con la raccolta completa degli elementi che serviranno a elaborare il rapporto che sarà consegnato al ministro Orazio Schillaci.
La Chiesa intanto si stringe alla famiglia del piccolo Domenico. «I suoi due anni, la sua fragilità, si stanno rivelando una bomba, una “parola” che ammonisce, condanna i nostri individualismi, familiari, sociali, istituzionali, una parola che provoca ad una conversione, a un cambiamento di mentalità»: queste le parole di monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della diocesi di Nola (Napoli), pronunciate, mercoledì, nel corso di un momento di preghiera nella parrocchia Maria Santissima della Stella di Nola, guidata da don Raffaele Afiero, alla presenza dei genitori e dei fratelli del bambino, oltre che del sindaco Andrea Ruggiero. «Vogliamo tutti trarre una lezione di vita dalla vita del piccolo e fragile fratello – ha proseguito monsignor Capasso –; la vita di Domenico non è sciupata se ha prodotto e produce questo moto di cambiamento: “il dopo” non sarà più come “il prima”». Il vicario ha portato alla comunità l'abbraccio del vescovo Francesco Marino che, nella liturgia del Mercoledì delle Ceneri, in Cattedrale, ha affidato al Signore la preghiera di tutta la comunità diocesana. Anche in questo giovedì piovoso, palloncini rossi a forma di cuore, fiaccole e uno striscione con la scritta “Per il nostro guerriero”, hanno animato il centro storico di Nola, dove almeno un centinaio di persone ha sfidato la pioggia battente per dare vita a una iniziale fiaccolata per il piccolo Domenico, che è stata però spostata in duomo a causa del maltempo. Tra i presenti anche mamme con bimbi in passeggino. In chiesa è stato distribuito un volantino con una preghiera dedicata al bambino.
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